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Risposta al Gruppo Gelindo Bordin per la Marcia della Befana

Rispondere alla lettera degli amici del Gruppo Gelindo Bordin di Podenzano è come raffigurare persone che stanno, conversando(io rappresenterei una di queste due e la controparte l'altra), mentre una terza entità sta ascoltando (nella mia immaginazione Pietro Tanzarella, titolare di www.piacenzamarce.it). Le due persone che stanno conversando parlano una l'aramaico antico e l'altra una delle lingue tribali della Africa Equatoriale, come potranno mai intendersi? Colui che ascolta, invece, parla solo l'italiano, cosa mai ci potrà capire? Non capisco quindi il motivo della lettera in quanto mi sembra di essere stato ab­bastanza chiaro quando, parlando della marcia della Befana, l'unica nota definita "dolente" nella mia recensione riguardava le premiazioni:circa settecento presenze con premiazioni solo fino al decimo gruppo classificato, direi decisamente scarsa la parte destinata al montepremi, come hanno ammesso anche gli autori della lettera a cui sto rispondendo. Il mio gruppo, la Pubblica Assistenza Busseto, se ben ricordo, era rappresentato da quattordici marciatori (per la cronaca tutti presenti) arrivando a classificarsi intorno al 12° posto, sempre se la memoria non m'inganna, ritornando a casa a mani vuote: ma quando mai è capitata una cosa del genere? Se gli amici del Gruppo Gelindo Bordin avessero percorso quasi 50 Km per andare ad una marcia con un gruppo così consistente e fossero tornati senza nulla, come l'avrebbero presa? Per tutto il resto non ho speso una sola parola negativa, proprio per questo non capisco il motivo della lettera in cui si dichiarava di essere praticamente d'accordo su tutto. Parlare di un discreto percorso, agibile con qualsiasi condizione di tempo, data la precarietà dello stesso in periodo post natalizio, non mi sembra una presa in giro. Dire che facendo passare la marcia in un bel quartiere, completamente nuovo, attraverso una bella pista pedonale e ciclabile, è come mettere in mostra i prodotti dello sponsor del gruppo, che sulle proprie magliette reca la scritta "la tua casa a Podenzano", mi sembra tutt’altro che una presa in giro. Unica cosa negativa, ma non certo per colpa dell'organizzazione, è apostrofare con la parola, "imbecille" quell'individuo che, sedutosi sulla panchina, ha buttato proprio sulla pista pedonalciclabile, punto di passaggio dei podisti, una certa quantità di bucce d'arancia, voi lo definireste in maniera diversa? Rispondendo con battute più o meno pertinenti mi si dice che se lo sponsor fosse un'azienda elettrica bisognerebbe far passare la marcia all’interno di una centrale, ma se lo sponsor, tanto per buttarla sul ridere, fosse un produttore di carta igienica, dove fareste passare la marcia? Il nostro sito è comunque aperto a tutti, per qualunque conversazione, ma se i signori del gruppo in questione, firmandosi in modo generalizzato e senza alcun nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico avessero inviato la loro lettera ad un giornale, la stessa sarebbe stata impietosamente cestinata, noi invece l'abbiamo pubblicata. Tutto questo in onore di quel dialogo che andiamo cercando e con Voi, Gruppo Gelindo Bordin, lo abbiamo trovato, anche se con ben quattro mesi di ritardo (il Vostro disappunto è arrivato solo in maggio, pur riguardando la marcia della Befana del 6 gennaio). Cordialmente.

Germano Meletti

 

 

 

 

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