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Risposta alla Signora  Vanna Pennisi

 

Parlare in libertà in questo spazio, senza essere saccente e senza raccontare fandonie, dicendo solo la verità, è una cosa che mi diverte molto. Potrebbe essere che nelle descrizioni venga travisato qualcosa, omesso o ingigantito qualcos'altro, ma fondamentalmente la visione che viene proposta al visitatore del sito è il più realistica possibile. Io sono sicuro che la Signora Vanna Pennisi seavesse saputo che il Suo infortunio sarebbe finito "alla gogna", sicuramente lo avrebbe evitato. Col senno di poi vorrei suggerirle:; se i miei volantini fossero stati "fuori legge chi mi avrebbe impedito di distribuirli ai gruppi presenti, o apporli sotto i tergicristalli delle moltissime auto parcheggiate? Oppure metterli: sull'apposito tavolo "non FIASP" che Lei dice esserci stato, ma io non:'ho visto? In molti casi si danno risposte di circostanza, a-volte di convenienza, altre volte per accomodamento, ma sempre col senno dipoi, se una persona, chiede di appoggiare sul tavolo la propaganda di una marcia e se la ricerca di tutti i marchi "d'obbligo" è difficoltosa, io avrei liquidato la cosa semplicemente con un: “Ci sono i loghi FIASP IVV, vero?" Che cosa avrei potuto ribattere ad una domanda così (educatamente) formulata? Molto probabilmente un: "Sì, sì, sono regolari". Tra l'altro quei volantini sono stati approvati dal Comitato di competenza, come è obbligo, di cui non faccio parte ma godo di ottima stima. Così la cosa sarebbe stata archiviata nel più semplice dei modi, magari anche conoscendoci personalmente e gettando le basi per una eventuale collaborazione futura, come è quella, in atto con gli amici del G.P. Roccafranca, altamente producente per loro e per chi incrocia con loro. Riguardo alla supposta poca visibilità dei "maledetti" loghi, mi lascia comunque pensare che sia un "salvataggio in corner", in ogni caso erano fotocopie e, ammesso e non concesso, a volte le fotocopiatrici non eseguono alla perfezione il compito loro affidato. E della risata da Lei fatta, successivamente attribuita (forse per un altro "salvataggio in corner") al nome della marcia "delle Fonti Miracolose", cosa mi dice? Ci tengo inoltre a precisare che non cerco assolutamente una "rissa informatica", se così fosse avrei liquidato il tutto dicendoLe che gli unici abilitati a questo tipo di contestazioni erano solo gli amici del G.P. Roccafranco., semplicemente perché organizzatori dell'evento e titolari dei diritti, naturalmente se hanno pagato l'adesione FIASP Voglio prendere spunto da un detto popolare che, oggi più che mai, ritengo di grande validità, in un periodo come quello che stiamo vivendo, in cui la gente si inalbera con un nonnulla, lasciando al caso i rapporti umani, per meglio intenderci quella, che viene chiamata anche public relation, quel detto recita: "II bel tacer non fu mai scritto". Questo detto popolare lo collegherei anche alla risposta riguardante la definizione da me usata: "una Signora dirigente del Comitato Marce di Brescia" sono stato pesantemente redarguito per non aver chiamato quell'entità "Comitato Marce FIASP di Brescia". Ebbene, cara Signora, non conosco la realtà bresciana in quanto non ho mai intrattenuto rapporti diretti, ma sinceramente non vedo la gravita da Lei supposta con l'omissione della sigla FIASP, correggere è giusto, inalberarsi è pretestuoso, tanto per: farLe un esempio il Comitato Marce di Parma si chiama proprio così, senza la sigla FIASP, pur avendo tutte le proprie manifestazioni etichettate FIASP IVV, non poteva essere così anche a Brescia? Cercare teorie ed argomentazioni su eventuali omissioni (non errori) assolutamente non volute dalla controparte mi sembra un voler cercare una improbabile rivincita ad una serie di argomentazioni che io, sinceramente, avrei ignorato, per esemplificare meglio chiamiamolo "arrampicarsi sugli specchi". In ogni caso grazie per la Sua, comunque gradita, lettera, e arrivederci alle prossime marce.

 

Cordialmente, Germano Meletti

 

 Piacenza 14 Giugno 2007

 

 

 

 

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