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Per la rubrica "Dialogando"

Parma 04.09.2009 

                 Alla c.a. Dott. Giuseppe Corsini

                 Presidente del Comitato Marce di Parma

                 Ai componenti del Direttivo

                 Comitato Marce di Parma

    e.p.c     Ai Responsabili dei Gruppi

                Aderenti al Comitato Marce di Parma

 Caro Presidente,

sono un podista di lungo corso, partecipo alle manifestazioni del calendario dei Comitato ininterrottamente ormai dal 1978/79, lo faccio per amore di questo sport, che ritengo il più bello del mondo e perché da esso traggo benessere e gratificazione personale, non ho mai polemizzato sui fatti che di volta in volta hanno caratterizzato questo nostro percorso, poiché lo faccio per puro divertimento, posto che già d'occasioni stressanti ne affrontiamo diverse ogni giorno, trovo sinceramente stupido crearsene altre la domenica mattina.

Ciò premesso, ho deciso di inviarti questa mia, poiché alcuni fatti accaduti recentemente mi hanno dato la sensazione di sentirmi preso in giro (e a giudicare dai commenti che sento alle camminate anche altri podisti credo la pensino come me), mi riferisco in particolare al fatto che la mattina della manifestazione, sul luogo del ritrovo, sono presenti qualche centinaia di podisti-camminatori-atleti e puntualmente vai a vedere la classifica, la quale presenta riscontri numerici a quattro cifre, al momento della premiazione la seconda sorpresa, trovare la società della quale mi onoro di far parte, (nonostante siano presenti sul luogo mediamente venticinque/trenta podisti) agli ultimi posti della classifica.

Premetto che: correrei anche da solo ed in posti sperduti, solo per il piacere di farlo, in questo caso, lo riflessione di seguito è scevra da falsi moralismi, dei quali non ne sento francamente la necessità, credo però vi sia poco rispetto, per chi oltre ad impegnare tempo e risorse (quanto mai preziose in questo periodo), per raggiungere la sede della manifestazione, si accorge che questi sforzi sono poi ripagati nel modo che ho sopra descritto.

Prima di inviarti questa missiva, ho provato a riflettere sul fenomeno a cui ci troviamo di fronte, interrogando anche altri podisti che incontro pressoché ogni domenica, tra le motivazioni adotte al contesto c'è quella dell'interesse degli organizzatori.

Confesso che la cosa mi ha stupito non poco, non riuscendo a comprendere quale possa essere un interesse così sostanziale, ho sempre pensato che, chi organizza un evento di questo tipo "goda" nel poter guardare chi partecipa a livello degli occhi, potergli stringere la mano, ringraziarlo per la partecipazione e scambiare con esso le quattro chiacchiere che ti riempiono il cuore e la giornata.

Devo invece ritenere che, l'interesse al quale si fa riferimento, sia di natura esclusivamente economica, ed allora se cosi è, faccio prima a consegnare all'inizio dell'anno cento euro al mio capo gruppo e poi pensa lui a tutta la stagione, ne discende che una quindicina di persone determineranno gli assetti di tutto il "podismo" provinciale.

Siccome il virtuale ha soppiantato tutte le nostre opportunità di socializzazione e di confronto umano, probabilmente nell'era d’internet e dei social network, anche questo è uno scenario da non scartare a priori, con buona pace dell'intero movimento.

Senza presunzione alcuna, senza ricette e soluzioni precostituite, delle quali non possiedo la conoscenza, ritengo che il movimento starà insieme e trarrà ancora possibilità di sopravvivenza e di crescita dalla responsabilità e dal buon senso di ognuno di noi.

Scusandomi per la prolissità e il prezioso tempo sottrattoti, fraternamente ti saluto.

 

 

Antonio Gasparelli

 

 

 

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