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Per la rubrica "Dialogando"

 

Riflessioni di fine anno

 

Un altro anno se n'è andato, con l'età si dovrebbe mettere giudizio, ma questo per molti è un'utopia, sopratutto per voler guardare il nostro mondo con gli occhi foderati di prosciutto, talvolta per interessi personali (anche se non capisco quali), a volte per partito preso ed altre volte per voler mostrare con arroganza la propria posizione (intesa come carica o vicinanza al "potere") facendo sempre e comunque il bastian contrario. Chi mi legge da diverso tempo sa benissimo cosa intendo dire e a quali personaggi mi riferisco, sa benissimo quali sono i suggerimenti da me proposti per far confluire più gente alle nostre manifestazioni.

Fino ad ora posso mostrare a tutti la presunzione di essere riuscito nel mio intento, almeno parzialmente, in tutte le marce in cui ho "le mani in pasta" (mi si permetta bonariamente questo termine): Bastelli di Fidenza, Castione Marchesi di Fidenza, Busseto, Gussola (Cr), Pieveottoville di Zibello, Polesine Parmense, Ardola di Zibello ed anche altre in cui mi si chiede collaborazione. Credo che i risultarti siano sotto gli occhi di tutti, moderati ma evidenti, certo è che "una rondine non fa primavera", per cui le mie grida nel deserto possono portare molto più avanti solo se supportate ed appoggiate da tanti, praticamente dal sistema, da solo posso fare ben poco. Non tornerò a parlare della questione "iscrizione senza presenza" o "'iscrizione con presenza" (per questo vi invito a leggere ciò che ho scritto in occasione della marcia di S. Polo di Torrile del 27 settembre scorso), ma vi voglio raccontare quanto successo e quanto seminato alla 18ªCamminata Castionese del 22 novembre scorso. A Castione Marchesi, mio amatissimo paese natale e di residenza, c'è una scuola paritaria (privata) che in tutto il suo complesso raccoglie i bambini dall'età dell'asilo nido (2 anni) fino alla terza media. Questa scuola è gestita da Comunione e Liberazione e si chiama "II Seme" e raccoglie circa 300 alunni compresi tra i due e i tredici anni, provenienti da Castione Marchesi, ma sopratutto dalle zone limitrofe, interessando una zona piuttosto vasta. Non ho mai avuto un particolare feeling con essa, anche perché non accettarono l'iscrizione di mio figlio quando iniziò la frequentazione scolastica, per cui i rapporti erano freddini, sia ben chiaro: nessuna tensione, rispetto reciproco? e nulla più. Nella seconda metà di ottobre squilla il mio cellulare, all'altro capo una persona con cui successivamente è nata una grande amicizia: la Prof. Alessandra Manini, insegnante di educazione fisica nella scuola in questione. Non so ancora oggi da chi avesse arguto il mio numero, ma poco importa, mi chiedeva collaborazione per "inventare" una campestre per la scuola, visto che le credenziali a me attribuite dai suoi informatori erano piuttosto alte (certamente superiori ai meriti).

Detto è fatto: il "Cross di S. Martino" (questo il nome dato alla campestre) iniziò a prendere forma; c'era anche Jacopo Fantoni, alunno della scuola tragicamente scomparso alcuni anni fa in un incidente stradale, cui intitolare la manifestazione alla memoria. Mi preoccupai di reperire frecce e nastri per la segnalazione del percorso, impianto microfonico, pettorali e ricerca di ditte possibili offerenti ove avessi avuto conoscenza: et voìlà, les jeux sont fait!

Cento ragazzi della scuola, divisi tra 5° elementare e 1ª, 2ª e 3ª media , naturalmente maschi e femmine ognuno per conto proprio, passarono una mattinata di festa e di sport, quello sognato, ma, raramente eseguito, da Pierre de Coubertin. Questa fu la molla che fece scattare in tutta la scuola la voglia di partecipare, bambini e genitori, naturalmente con gli insegnanti, alla 18ª Camminata Castionese.

Un evento luttuoso colpì solo una settimana prima della marcia la scuola Il Seme e l'intera comunità castionese: la dipartita, improvvisa ed imprevista, a soli 39 anni, del Prof. Giordano Zanichelli, amico del sottoscritto oltre che pilastro portante e fondatore della scuola II Seme. Questo tristissimo evento raffreddò gli entusiasmi, per cui la partecipazione si limita a 35 presenze (ripeto: presenze!), classificando il gruppo in rappresentanza della scuola locale al sesto posto assoluto. Proprio grazie a questa partecipazione la febbre sali ancora: si vuole organizzare una marcia che sia una festa per la scuola, si chiamerà Marcia delle Famiglie e sarà aperta, oltre che alle famiglie degli studenti ed al personale della scuola, anche agli abituali frequentatori del nostro mondo podistico, sopratutto parmense, che nella data di domenica 11 aprile 2010 non propone alcun appuntamento, se non un "domenica dedicata a Vivicittà", dove questa manifestazione di orari e svolgimento inusuali per i nostri marciatori, a cui tra l'altro non ha mai dato nulla, incuteva timore a chiunque tentasse di occupare quella data, ponendovisi in concorrenza. La scuola II Seme in questione no ha problemi di questo genere, ad essa bastano i 300 bambini dai 2 ai 13 anni, i loro genitori, il personale della scuola ed eventuali simpatizzanti a garantirne il successo (sana fantascienza pensare a 40O presenze?). Sarebbero di completamento quei 3OO-40O partecipanti abituali alle marce FIASP e del Comitato Marce di Parma, non vi sembra ci siano le credenziali per un successo annunciato? Inoltre non vi sembra un producente escamotage per andare a pescare in quel mondo giovanile che oggi ci rifiuta, e che porterebbe entusiasmo in quantità industriale nel nostro invecchiato mondo? Il percorso naturalmente sarebbe diverso dalla Camminata Castionese, la distanza temporale tra le due manifestazioni è di circa sei mesi, pensate che possano disturbarsi l'una con l'altra? Io dico di no, ma c'è chi, ottuso come molti, si ostina a dire che due marce a Castione Marchesi sono troppe, sputando su un'opportunità unica, in quanto spingerebbe la scuola II Seme ad altre partecipazioni allo scopo dello scambio per portare a Castione Marchesi tutti i gruppi parmigiani ed anche al di fuori del nostro territorio. Ma non è quello che andiamo cercando da tempo? E perché ci si vuole mettere di traverso quando questa potrebbe essere una delle vie d'uscita dall'empasse in cui ci siamo ficcati da alcuni anni a questa parte? Guardiamoci un momento allo specchio: perché si vuole fare i bastian contrari a tutti i costi? Ma dove vogliamo arrivare, all'autodistruzione?

Mentre cercate risposte a questi interrogativi chiudo la mia consueta, chiacchierata di fine anno ed auguro a tutti un fantastico 2010.

Germano Meletti

 

Castione Marchesi 31 dicembre 2OO9

 

 

 

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