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Per la rubrica "Dialogando"

 

 

Sogno, son desto o è la stessa cosa?

 

Ho fatto un sogno: ero morto e la mia anima viaggiava sicura verso il Paradiso. Arrivo a destinazione, si apre un grande e scricchiolante portone, sopra di esso campeggiava una enorme insegna recante la scritta FIASP, ho poi appurato corrispondere al seguente significato: Federazione Immortale Amanti Sports Paradisiaci. Ad aprire il megaportone c'era Gianni, eravamo in molti a dover entrare ed egli accoglieva tutti con un: "Va a ca' tua, spacabali!", manco fosse una frase facente parte di chissà quale rito di accoglienza. Di fianco a lui Daniele chiedeva il nome a ciascuno di coloro che stavano entrando e dopo aver consultato un enorme librone rilegato in oro, diceva: "Avanti!", ma solo se a lui risultava il nome, in caso contrario diceva: "Si ripresenti un'altra volta!". Ad un tavolo vicino era seduto Vittorio Rittatore che, come Poldo del famoso cartone animato "Braccio di Ferro", era seduto davanti ad un piatto ricolmo di sandwich e a tre bottiglie di vino, due erano già state svuotate, il suo compito era quello di sostituire San Pietro, data la somiglianza (accento genovese escluso).

Tra un boccone e l'altro, abbondantemente bagnati da ottimo vino, passava in rassegna le anime che transitavano davanti a lui e come Caronte, che diceva:

"Lasciate ogni speranza o voi ch'entrate", egli a tutti sentenziava: "Sono il vicepresidente della FIASP", non è dato sapere se intendesse quella paradisiaca, visto che tale carica già gli era stata affidata anche in quella terrena e sempre lo ripeteva a tutti, fatto sta che al termine di ognuna di queste affermazioni emetteva un sonoro rutto, poi via che ricominciava a mangiare e a bere. Al suo fianco, allo stesso tavolo, Giovanni Pagani offriva verdure e uova a tutti i passanti, "Prezzi buoni, fatevi avanti!", diceva, ma tutti coloro che si avvicinavano si chiedevano: "Ma perché mai dovremmo pagarla questa roba, mica ci saremo guadagnati inutilmente il Paradiso?". Lì vicino una figura di donna, anzi di Madonna, sfolgoranti vesti bianche sovrastate da un velo azzurro, fermato sui capelli da una luminosissima aureola, sembrava proprio Emilia Boselli, la guardo meglio e mi rendo conto che era proprio lei, vista la ciocca argentea di capelli che faceva capolino, mostrandosi ancor più evidenziata in quanto rifletteva abbondantemente la forte luce emanata dall'aureola, la quale però sembrava più quadrata che rotonda. Il suo compito era quello di fare foto qua e là, distribuire sorrisi e ritirare premi, per sé e per altri. Sopra di loro un personaggio senza capelli e senza barba, sembrava avesse preso il posto di Dio, ma non credo proprio che lo fosse, infatti eseguiva diligentemente tutti gli ordini che gli venivano impartiti da coloro che avevo incontrato fino a quel momento. Lo guardo meglio e mi accorgo che inequivocabilmente i lineamenti e le sembianze erano quelli di Armando Rigolli, l'unico compito che gli era stato affidato, caricandolo enormemente di responsabilità, era quello di controllare che nessuno ritirasse più di un premio, esclusi naturalmente tutti coloro che gli impartivano ordini, a questi ultimi era anche consentito di scrivere su un apposito registro nomi di persone sia presenti che non presenti, non importa se si trovassero in purgatorio o all'inferno. Se qualcuno non autorizzato avesse ritirato più di un premio, sarebbe incorso nel gravissimo peccato di "procurata visibilità", soliti noti esclusi, in quanto aventi diritto all'immunità celeste, praticamente la gravissima colpa di cui si macchiò il sottoscritto alla marcia di Casaldonato di Ferriere ed in alcune altre occasioni. Mentre passavo davanti a questa specie di tribunale di inquisizione, Dio, pardon Armando Rigolli, urla a squarciagola: "Fermatelo quello!". Indiscutibilmente ero stato svergognato davanti a tutti per la mia mancanza altamente peccaminosa di procurate iscrizioni senza presenza e conseguente illegalissima procurata visibilità al ritiro di vari riconoscimenti, essendomi presentato per ben tre volte, praticamente come le tre cadute di Cristo durante la sua Via Crucis, anche se le mie erano tre cadute diverse.

A quel punto Giovanni Pagani urla impietosamente: "Ritirategli il libretto del Premio Fedeltà e frustatelo per almeno tremila volte, tante quante sono le marce a cui ha partecipato dal lontano 1973 ad oggi!!!" . Ero mortificato, non riuscivo a darmi pace. Dopo una lunga attesa all'angolo delle punizioni, mi si avvicina un tale, porta il pizzetto nerissimo, di identico colore la capigliatura, che gli ricopriva l'intera scatola cranica, somigliava tanto a Pierluigi Subitoni, mi si avvicina, mi porge la mano e mi abbraccia, poi mi dice: "Non preoccuparti, abbi pazienza, vedrai che passerà tutto prima o poi, magari potrebbe anche arrivarti una "lettera aperta", tu non aprirla, tanto resterà sempre chiusa e nessuno accetterà mai tue risposte, non ho ancora capito nemmeno io perché le chiamino "lettera aperta".". Dopo aver detto questo si siede ad un tavolo e redige un verbale accusatorio nei miei confronti, lo firma (da lì capisco che era proprio Pierluigi Subitoni) e lo porta in un ufficio, sulla cui porta una targa riportava la seguente scritta:

"Megadirezione Galattica FIASP" (naturalmente intesa come Federazione Immortale Amanti Sports Paradisiaci). Si sentono urla assordanti all'interno, una volta letto il verbale, qualcuno mi elogia perché in vita ho portato tantissime manifestazioni podistiche nel calendario nazionale ed ho partecipato a sole manifestazioni dell'omonima consorella terrestre, ad un certo punto mi sembra di sentire la voce di "Ponzio" Remo Claudio Martini, che dice: "Fate Vobis, io me ne lavo le mani, al massimo posso pensare che abbia lanciato la mano nascondendo il sasso, pardon forse ho fatto un po' di confusione". Da lì a poco esce nuovamente Pierluigi Subitoni, che dice: "A me se il papà dializzato del compianto Michele Rossi viene da Bastelli a Travo, io me ne frego altamente e non ci vado a scambiare, se ci sono andato una volta in passato o ero ubriaco oppure Germano Meletti mi ha drogato!" Così detto si siede di nuovo al suo tavolo e redige un altro verbale identico al precedente, alla fine però lo firma con Parsifal e lo riporta alla Megadirezione Galattica, ancora discussioni animatissime, che però non sortiscono assolutamente nulla. Esce di nuovo Pierluigi Subitoni, ancora un verbale identico ed ancora una firma diversa, questa volta ci mette Carlo Levi.

Poi ne fa un altro ed un altro ancora, rispettivamente in questi casi le firme saranno Massimigliano Donadio (sì, proprio con la "G") e Paola Tirelli (vorrei proprio vederlo travestito da Paola Tirelli). Consegna anche questi verbali alla Megadirezione Galattica FIASP (naturalmente sempre quella del Paradiso) ed ecco che riesce a favorire una sentenza: "Non ha nessuna tessera di comitati locali, quindi non possiamo espellerlo, però requisiamogli il libretto del Premio Fedeltà, se poi romperà ancora le balle, pardon, i testicoli, balle in Paradiso non si può dire, non gli daremo più nemmeno la tessera FIASP anche se ha portato alla nostra consorella terrena quasi venti manifestazioni, anzi che non faccia il furbo altrimenti faremo rifiutare le iscrizioni alle varie marce anche al suo gruppo!". Io non riesco a darmi pace, la disperazione mi prende, poi a causa di un rutto molto più forte degli altri, emesso da Vittorio Rittatore mi sveglio di soprassalto (che magari fosse stato un tuono?), mi chiedo: "Ma era un sogno o era la pura e semplice realtà?".

Naturalmente ho scherzato, ma sulla nuda e cruda realtà, spero di avervi fatto sorridere raccontandovi in maniera ironica i miei rapporti di questi ultimi anni con una parte del Comitato Marce FIASP Piacenza ed una piccolissima parte della dirigenza nazionale FIASP. Un grande abbraccio a tutti voi che ci seguite sempre più numerosi. Con simpatia,

 

 Germano Meletti

 

Castione Marchesi di Fidenza (PR) 12 aprile 2011

 

 

 

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