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Per la rubrica "Dialogando"

 

 

DAL SOGNO AL MIRACOLO

 

Amiche ed amici carissimi, dopo il sogno è arrivato il miracolo: dopo tutto il fango buttatomi addosso da una parte del consiglio direttivo del Comitato Marce FIASP Piacenza, domenica primo maggio mi è stata consegnata la tessera FIASP 2011. Dopo tutto il veleno sparso nei miei confronti nel corso del 2010, molto eloquente in merito è l'ultimo mio scritto "Sogno, son desto o è la stressa cosa?", in cui se voi siete in grado di andare ad interpretare tra le righe ciò a cui faccio riferimento, capirete tutto. A questo punto chiedo vigorosamente le dimissioni dell'intero consiglio direttivo del Comitato Marce FIASP Piacenza, in quanto, pur essendo io perfettamente in regola con tutte le norme richieste, mi è stato negato, e senza motivazione alcuna, il libretto per la raccolta dei timbri valevoli per il Premio Fedeltà 2011 (vedere in merito il mio racconto sulla Marcia della Befana di Podenzano del 6 gennaio scorso). Mi dicano quali sono le regole da me trasgredite per rientrare in quel concorso, forse l'unica negatività nei miei confronti è quella di non rientrare nelle grazie di qualcuno (e qualcuna). Tra l'altro, oltre alla solita proverbiale arroganza, sottolineo la loro cronica incapacità nel gestire un Comitato che non sa intervenire correggendo errori o mancanze di certi organizzatori (vedere la recentissima Passegiata Magiostrina di Cortemaggiore del 15 aprile). Ancor più cronica la loro incapacità organizzativa, abusando della bontà e spirito di adattamento di molti marciatori (vedere la Marcia di Beneficenza del Parco della Galleana di Piacenza del 4 giugno 2010). E che dire di altre marce, per fortuna oggi non più in calendario, dove si liquida un intero montepremi con 38 bottiglie di vino, distribuite proporzionalmente a scalare ai 12 gruppi in classifica e nella stessa marcia assolvere il servizio di ristoro semplicemente con  una tanica di acqua di rubinetto e qualche (ma proprio  qualche) biscotto.

Ma pensiamo anche ad occasioni dove è stata messa a repentaglio l'incolumità, o addirittura la vita, dei partecipanti, passando su un improvvisato e traballante ponte su un canale in piena che portava via tutto ciò che incontrava. Eravamo a Campremoldo Sopra: il torrente Luretta era in piena, una fortissima corrente portava a valle una enorme quantità di acqua limacciosa, il programma prevedeva il guado del corso d'acqua, ma questo in condizioni normali.1 L'organizzazione pensò di calare tra le due sponde un rimorchio agricolo, proprio nel letto del torrente, che però venne ben presto sommerso.

Si buttarono due assi, larghe non più di 50 cm e per di più scivolose perché bagnate, appoggiate da un lato sull'argine del torrente e dall'altro sul rimorchio agricolo, ma l'acqua continuava ad aumentare il suo livello e ben presto venne sommersa l'intera superficie di carico del rimorchio, per cui si disposero altre due assi uguali, ciascuna con un bordo a metà delle assi precedentemente collocate e l'altro bordo appoggiato al piano di carico del solito rimorchio, le estremità delle due assi che poggiavano sul rimorchio vennero messe una contro l'altra per far sì che stessero ferme. Quello era il passaggio che doveva ovviare alla piena del torrente, ma se qualcuno fosse scivolato sarebbe andato incontro a morte sicura, pensate al numero di persone anziane che troviamo ad ogni marcia, quindi anche a quella in questione. E perché non si è mai intervenuti in quella marcia che ci regala almeno 300 metri di camminata sui preservativi, ma se un bambino ne raccoglie uno per chiedere alla mamma che cos'è, gli potremmo far rispondere, anziché dalla mamma, dai dirigenti contro cui sto puntando energicamente il mio dito. Sfido chiunque: avete mai visto scene come quelle che vi ho illustrato in qualunque luogo di svolgimento di marce podistiche da qualsiasi parte d'Italia? Io dico di no, ma se avete notizie in merito passatecele, le pubblicheremo volentieri. Cosa dire poi di quel presidente, quasi mai presente, che assolve chi fa iscrizioni senza presenza e ritira premi per vari gruppi (Emilia Boselli delega anche altri per non farsi notare), mentre invece condanna il sottoscritto che ha avuto il solo torto di portare tre gruppi (esistenti, non inventati) alla marcia di Casaldonato di Ferriere e ritirarne i relativi premi, chiedete a loro se li hanno ricevuti o se li ho intascati io, i gruppi in questione sono: Pubblica Assistenza Busseto, Piedone Mercore e Bastellinmarcia. E che dire di quel presidente che partecipa ad una manifestazione competitiva a Borgotaro (PR) esponendo striscioni FIASP, quando la stessa FIASP non promuove competizioni e naturalmente non aveva parte alcuna in quell'organizzazione, generando così le ire di chi quel giorno organizzava una non competitiva in provincia di Parma, a Basilicanova, quella sì, veramente FIASP. Chiedo inoltre le dimissioni di quel consiglio direttivo che ha permesso via internet offese, passibili di querela, nei miei confronti, permettendo addirittura che l'autore (uno di loro) si inventasse falsi nomi a firmare i loro sproloqui, vero Pierluigi Subitoni? E che dire quando Sportinsieme scaricava, da noi autorizzato, i pezzi che il sottoscritto scriveva sul nostro sito in merito alle varie marce: allora qualcuno del Comitato in questione si oppose a questo, ecco che così coloro che erano addetti all'impaginazione del periodico FIASP, per dedicare in giusta misura attenzione ad ogni parte d'Italia, si vedevano costretti a copiare ciò che scrivevo io (e succede ancora) modificandolo opportunamente per nasconderne l'origine: se qualcuno mi presenta Giuliano Ratti o Anna Identici (non quella che fu una cantante di discreto successo tra gli anni '60 e gli anni'70), queste sono le firme false che ricordo meglio, vince un megapremio. Ancor più mega sarà il premio a cui potrà aspirare chi mi presenterà Parsifal, Carlo Levi (non l'autore di "Cristo si è fermato ad Eboli"), Massimigliano Donadio (sempre con l'immancabile "G") e Paola Tirelli, che tra l'altro so da dove traggano origine tutti quanti, che hanno firmato le offese a me personalmente indirizzate ed ancora visibili sul sito www.comitatofiasp.piacenza.it cliccando su foto, poi su 2010 ed andando a leggere gli scritti sulle marce di Piozzano (16 luglio), Bruso di Borgonovo (30 luglio) e Momeliano (31 luglio), giudicate voi quando li avrete letti. Se questa accozzaglia di persone rappresenta un comitato, se ne vadano immediatamente, sarà il bene di tutte le marce ed i partecipanti della provincia di Piacenza e forse anche del sottoscritto che potrà così non essere più vittima di offese e veder rispettati pienamente i propri diritti, potendo così aspirare, come da alcuni anni a questa parte, al libretto per la raccolta dei timbri di partecipazione al Premio Fedeltà. Per il bene del Comitato Marce FIASP Piacenza se ne vadano questi presuntuosi, maleducati ed irrispettosi, per fortuna sono la minoranza di quel Comitato, ma prima se ne vanno e maggiormente faranno il bene di quell'entità. Propongo loro un'attività, che tra l'altro già praticano, per riempire il tempo che si renderà loro libero: vendere abusivamente frutta e verdura nei luoghi di manifestazioni podistiche, forse lasceranno loro il mezzo di trasporto abbondantemente marchiato FIASP e Comitato Marce FIASP Piacenza, eventualmente potranno aspirare anche a cariche sostitutive nel Comitato Provinciale Ortofrutticultori Piacentino. Ultimamente sembra si stiano dilettando anche nella vendita di gerani, non è dato capire se per qualsivoglia associazione umanitaria o quella più comunemente nota con il nome di "Pro tasca mea". Non medito vendetta nei confronti di nessuno, voglio solo vedere bello e pulito quel mondo che mi ha dato tante soddisfazioni e procurato tantissimi amici ovunque in 38 anni di frequentazione. Un caloroso abbraccio a tutti e a risentirci alle prossime marce e prossime malefatte. Con estrema simpatia,

 

Germano Meletti

 

Castione Marchesi di Fidenza (PR) 2 maggio 2011

 

 

 

 

 

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