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Per la rubrica "Dialogando"

 

 

 

Ritentateci, forse sarete più fortunati!

 

Da tempo vado puntando il dito contro Pierluigi Subitoni per essersi mascherato dietro quei falsi nomi che lanciavano pesantissime offese nei miei confronti in modo assolutamente gratuito, infondato ed altamente ingiustificato. In conseguenza di ciò mi pongo le seguenti riflessioni: 1) Se accuse infondate fossero, com’è successo, dirette al sottoscritto, io mi ribellerei, come, infatti, ho fatto. Perché alle mie accuse nei suoi confronti non ha mai risposto Pierluigi Subitoni? Risultato finale: è da circa un anno che non vediamo scritti a firma Pierluigi Subitoni (consigliere nazionale FIASP) o Parsifal (sarà stato cacciato dalla famosa Tavola Rotonda da Re Artù) o addirittura il famoso trio composto da Massimigliano (la "g" non me la sono dimenticata) Donadio, Paola Tirelli (forse rifugiatasi definitivamente nelle Langhe?) e Carlo Levi (che sia andato ad Eboli a fermare Cristo definitivamente?); mi risulta che tutta questa serie di nomi non sia più comparsa neppure su Sportinsieme, anzi è stata tolta ogni traccia anche di quella "Lettera aperta" a me diretta e pubblicata su www.comitatofiasp.piacenza.it , come la mettiamo caro consigliere nazionale FIASP Pierluigi Subitoni?

2) E come la mettiamo con quei "Soloni" (per favore informateli che Solone era un filosofo greco, altrimenti la scambiano per un'offesa e mi denunciano) che hanno deciso di negarmi il libretto dei timbri per il Premio Fedeltà del Comitato FIASP di Piacenza, nonostante io sia perfettamente rispondente ai requisiti richiesti per averne diritto? Quando sono soli tra di loro fanno i duri, quando li incontri chiedendo spiegazioni in merito o ti dicono: "Io non volevo adottare quel provvedimento nei tuoi confronti", oppure: "Mi sono opposto fin da subito perché lo ritenevo ingiusto, ma alla fine ho dovuto soccombere", o ancora: ".........sono decisioni venute dall'alto". In tutta questa mancanza di coraggio delle proprie azioni brilla il Presidente Armando Rigolli, il quale più di un "Io non lo sò perché l'abbiano fatto, chiedilo a loro" non sa dirti, ma allora chi sono coloro che hanno deciso ciò? Vogliamo finirla signori (si fa per dire, del signore ormai lo si da proprio a tutti) di PRENDERCI PER IL CULO? Vogliamo uscire allo scoperto e dimostrare il coraggio del proprio operato e delle proprie parole? Io non mi sono mai nascosto dietro nulla e nessuno ed ho sempre detto ciò che penso mettendoci nome, cognome e faccia ed assumendomi la totale responsabilità delle mie affermazioni, volete provare anche voi, se ne siete capaci, cari i miei cacasotto? Volevate forse togliervi dai piedi il sottoscritto? Mi dispiace per voi, ma non ci siete riusciti; ritentateci, forse sarete più fortunati.

Un caro saluto a tutte le lettrici e tutti i lettori,

 

Germano Meletti

 

Castione Marchesi di Fidenza (PR) 30 giugno 2011

 

 

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