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Per la rubrica "Dialogando"

 

 

 

Cosa succederà nel 2012?

 

Carissime amiche ed amici, questa mattina, appena mi sono alzato, Birillo, per chi non lo sapesse è il mio cane che ultimamente sto portando molto spesso alle marce, mi ha chiesto: "Ma papà -lui mi chiama così- con il Decreto legge del 3 novembre 2010, riguardante l'assicurazione obbligatoria per chi pratica sport, anch'io che sono un cane, ma pratico sport come te, essendo sempre con te, dovrei pagare gli 8,00 € richiesti per tale assicurazione?". Sinceramente, di fronte ad una domanda come questa, sono rimasto basito, avrei voluto scaricare il tutto dicendogli: "Chiedilo alla mamma", ma l'ultima volta che ho dato della cagna a mia moglie è scoppiato un putiferio, per cui cerco di fare mente locale e dopo essermi informato a diverse fonti ne deduco quanto segue.

Va detto, innanzi tutto, che questo decreto mostra un vuoto legislativo pauroso, probabilmente non voleva coinvolgere noi marciatori, cani o umani che siamo. Tale decreto voleva colpire tutti coloro che praticano sport soggetti alla giurisdizione del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) o con esso collegati come federazione di appartenenza, per cui possiamo trovare in questa tabella calcio o ciclismo amatoriale, caccia, pesca o quegli atleti che si cimentano nelle competitive sugli stessi nostri percorsi contemporaneamente a noi, l'unica cosa certa è che in questa opzione non possono entrare i cani. A questo punto le federazioni rientranti nel CONI per dipendenza diretta o per sport compatibili con il CONI divengono soggette a questa tassazione-assicurazione di 8,00 €, qualunque sia il loro sport di appartenenza, ivi comprendendo anche i partecipanti a marce podistiche non competitive, di questo però non riesco a capirne il motivo, in quanto già oggi le nostre camminate sono soggette ad assicurazione obbligatoria che viene attribuita all'organizzatore, a questo punto andiamo a buttare all'aria i perenni italici casini legislativi. Va da sé che quando partecipiamo ad una manifestazione podistica non competitiva dobbiamo rispettare le norme del codice della strada, da questo punto di vista siamo come qualunque utente della strada, quindi che differenza c'è tra il camminare per proprio conto, eventualmente anche in gruppo ed il percorrere lo stesso tragitto nell'ambito di una camminata podistica non competitiva? Se già oggi esiste una copertura assicurativa a carico dell'organizzatore, non vedo altra mira nel provvedimento di prossima entrata in vigore se non quella di raggranellare un malloppo di denaro maggiore, nulla in contrario se non fosse che questo sarebbe un duro colpo per le nostre marce, forse addirittura letale. Come si comporterebbe a questo punto il partecipante occasionale, per esempio solo alla marcia del proprio paese, se costretto al pagamento di quegli 8,00 €, oltre alla tariffa d'iscrizione?

Facciamo un altro esempio: se io, nella strada che sto percorrendo nel contesto di una marcia incontro una buca, cado e mi fratturo, chi ne risponde? Forse l'assicurazione per la quale ho versato gli 8,00 €, che naturalmente tenta di appigliarsi ad ogni cavillo per non pagare. Deve pagare l'organizzazione?

Qualcuno dice che l'organizzatore, scegliendo quel percorso, se lo prende per buono così com'è, buca compresa, per cui si rende responsabile di questo. Ma se io sto camminando al di fuori di qualsivoglia manifestazione, per conto mio o in gruppo, incappo nello stesso infortunio, credo proprio che la responsabilità sia del comune, tessera assicurativa o non tessera assicurativa. In questo caso rimane comunque avvantaggiato il cane, che con le sue quattro zampe riesce meglio a mantenere l'equilibrio, quindi propongo di addebitare loro una tariffa più ridotta, se non addirittura di esentarli. E come la mettiamo con coloro che sistematicamente partono in anticipo? In questo caso stanno percorrendo un tratto di strada qualunque, che però in una certa fascia oraria diventa di competenza della marcia podistica. E quei camminatori che percorrono vie pellegrine, come ad esempio la Via Francigena, quale differenza fanno con noi che camminiamo sulle marce non competitive? E quei folti gruppi di ciclisti che ogni domenica, anche in modo ingombrante, occupano le varie strade andando a coprire itinerari improvvisati, tutt'altro che organizzati, dove rientrano?

Dopo avervi sottoposto tutto ciò, tra il serio ed il faceto, andiamo ad analizzare la cosa dal punto di vista FIASP: abbiamo detto che quegli 8,00 € vengono addebitati a coloro che, direttamente o indirettamente, hanno a che fare con il CONI, vuoi per lo sport praticato o per la federazione o comitato di appartenenza. La FIASP sono anni che sta tentando di entrare nel CONI e a tutt'oggi non ne fa parte, rientra comunque nei "tartassati", ma con un meccanismo piuttosto complesso: la FIASP rientra nella TAFISA (unione europea che raggruppa le varie federazioni nazionali di sport amatoriali), del resto siamo tutti al corrente dell'obbligatorietà di far comparire il suo marchio in qualunque volantino che pubblicizzi marce FIASP. A livello europeo la TAFISA rientra nel CIO (Comitato Olimpico Internazionale) che, a sua volta, sovrintende il CONI, quindi la FIASP, attraverso TAFISA e CIO, si ritrova, in questa sorta di complessa catena di Sant'Antonio, coinvolta in questo affare poco chiaro collegata al CONI, quindi rientrante in questa gabella. Non sono a conoscenza di come possano parare il colpo le altre federazioni: CSI, AICS, UISP, solo per fare alcuni esempi, le quali sono tutte direttamente riconosciute dal CONI per i vari sport di cui si occupano, anche se hanno branchie che si occupano di marce non competitive, non penso che accettino di buon grado una situazione così sgradita, tra l'altro già oggi devono tesserarsi tutti i soci degli sport interessati e diversi dal podismo amatoriale. Oggi occorrerebbe che tutte le federazioni si unissero per perseguire un unico obiettivo: quello di evitare una morte "violenta" del nostro amatissimo passatempo (più che sport) e si sa, l'unione fa la forza, per cui potremmo manifestare civilmente il nostro disappunto in merito, magari anche attraverso una petizione con conseguente raccolta di firme che possano permettere a tutte le federazioni (unite, praticamente come se corrispondessero a sigle sindacali) di potersi incontrare con il legislatore per portare quelle modifiche che ci riporterebbero alla normalità, naturalmente dalla raccolta di firme sono esonerati i cani, chi avrebbe il coraggio di ignorarci non dandoci ascolto?

Intanto cerchiamo di partire con questo mio grido d'allarme, raccogliamoci con pareri e suggerimenti su www.piacenzamarce.it, almeno per l'inizio, dimentichiamo per un momento le varie sigle di federazioni a cui facciamo riferimento, parliamo insieme, diciamoci ciò che pensiamo e informiamoci a vicenda sugli eventuali sviluppi: non possono privarci del nostro passatempo preferito con escamotages varati alla leggera che, tra l'altro, penalizzano anche i nostri cani, a proposito: se vogliono possono intervenire anche loro.

Raccogliamoci numerosi. Un abbraccio a tutti voi,

 

Germano Meletti

 

P.S. Un saluto anche da Birillo.

 

Castione Marchesi di Fidenza (PR) 8 luglio 2011

 

 

 

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