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Per la rubrica "Dialogando"

 

 

 

Egregio Dott. Colantonio,

per me questa è una serata importante: dopo 38 anni di partecipazioni, tra l'altro molto intense, a camminate non competitive, finalmente riesco ad incontrare il Presidente Nazionale della FIASP, sicuramente la carica più rappresentativa nel mondo podistico amatoriale. Il motivo di questa Sua presenza, lo sappiamo tutti, è per ragguagliarci su quella assicurazione-gabella di 8 € di cui si fa cenno nel D.L. del 3 novembre 2010.

Credo che questo Suo ragguaglio sia tendenzialmente volto a convincerci sull'utilità di quegli 8,00 €, quindi a pagarli senza alcun timore. Per me che partecipo ad oltre cento manifestazioni podistiche l'anno non è certo un problema (8 cent. circa a marcia), ma per coloro che si ritrovano a gestire marce in cui c'è una partecipazione di scolaresche, credo sia impensabile che l'organizzazione obblighi un bambino a pagare circa 10,00 € per andare a camminare (i famigerati 8,00 € più la quota di partecipazione senza riconoscimento, figuriamoci con riconoscimento!). Ma se io partecipo nel corso dell'anno a marce non FIASP, con quegli 8,00 € sono coperto anche per queste sporadiche ed occasionali partecipazioni? Fino ad oggi l'assicurazione era a carico dell'organizzatore, cosa cambia se si lasciano stare le cose così come sono?

Il fatto che qualcuno stia fortemente lucrando su questo mi fa sorgere un grosso dubbio, ma con questo costo aggiunto che cosa otteniamo in più? Fino ad oggi l'adesione alla FIASP era volta esclusivamente all'inserimento in un corposo calendario nazionale che può mettere la tua manifestazione davanti agli occhi di tutti, anche se poi le partecipazioni da fuori della zona di appartenenza sono rare come le mosche bianche, a meno che non ci sia un discorso di scambio di partecipazione, ma in questo la FIASP non c'entra nulla. Qualche anno fa ci poteva anche essere l'ambizione ad appiccicare alla propria divisa telati simboli ad attestare numeri di partecipazioni o chilometraggi astronomici, oggi trovo che questa moda sia ampiamente decaduta. Per il resto buio più assoluto! Tra l'altro è per me fonte di forti dubbi il fatto che la FIASP applichi le proprie tariffe a macchia di leopardo: 220 € per organizzare la prima marcia in provincia di Piacenza (invariato rispetto al passato), 120 € in provincia di Parma (erano 165), so che in passato (e forse ancora) è stato stilato un calendario con adesioni gratuite, copertura assicurativa compresa, in provincia di Brescia, questo per tener testa all'emorragia di gruppi passati al Bresciarunning affiliato AICS, 52 gruppi su un totale di 57 hanno fatto il "grande salto". Ci sono anche altre sigle nel firmamento podistico non competitivo come, oltre a quella summenzionata, anche CSI o UISP. So per certo che per organizzare una marcia sotto sigle diverse da FIASP costa 50,00 €, copertura assicurativa compresa per l'organizzatore (non sono a conoscenza dei costi UISP), a questo va aggiunto il costo delle tessere perché anche il partecipante possa godere della propria copertura assicurativa, ma i costi sono esageratamente inferiori a quelli da Voi imposti. Un gruppo forte di 50 iscritti (in molti casi sono anche di più) si ritrova a spendere cifre corpose.

E poi, sappiamo tutti benissimo delle iscrizioni senza presenza, non un cancro come qualcuno vuol farle sembrare, ma un beneficio che permette alle marce, grazie agli scambi ed ai maggiori introiti, comunque mai obbligatori come i famigerati 8,00 € del pedigree che ci sarà assegnato nel 2012. Quante sarebbero le marce ancora in essere se non si giovassero di questo scambio, di questa legge mai scritta, di questo introito che, se non ci fosse, ne farebbe morire almeno l'80%, tra l'altro credo sia proprio il fattore scambi (spesso con iscrizioni senza presenza) a far vendere la maggior parte dei calendari nazionali. Le piacerebbe un calendario parmense con 12 o 13 marce? E un calendario piacentino, dove da tempo attuano la tariffa d'iscrizione a 2,00 €, noi siamo ancora ad 1,50 €, con 20 - 25 marce? Qualcuno ci racconta che questa gabella colpisce gli affiliati al CONI, se non vado errato sono anni che la FIASP sta tentando di entrare a farne parte, ma fino ad oggi non accettata. Ecco che allora ci si inventa un giro in autentico stile "catena di Sant'Antonio", in cui la FIASP fa parte dell'europea TAFISA, di cui abbiamo l'obbligo di farne comparire il logo sui nostri volantini, la TAFISA è riconosciuta dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale), che a sua volta sovrintende il CONI, ecco dove trovo la stranezza: se il marchio TAFISA deve portarci solo gabelle e nessun tornaconto, allora togliamolo interrompendo questa sorta di catena, pensi quanti soldi risparmieremmo! Alla luce di tutto ciò l'unico "vantaggio" è di dover pagare quegli 8,00 € allontanando inesorabilmente i partecipanti sporadici ed occasionali, ma quale futuro ci stiamo preparando se chi entra viene tassato? Ma non è possibile confermare l'attuale sistema assicurativo in cui la quota d'iscrizione a calendario, che comprende la copertura assicurativa, è interamente dovuta dall'organizzatore? Noi non siamo un comitato FIASP come molti altri, noi siamo Comitato Marce Parma, per cui, si sa, in certi casi basta la classica scintilla per scatenare l'inferno, non vorremmo fosse così, nessuno ne trarrebbe giovamento, Dott. Colantonio, ripensateci se volete il bene delle marce, non fateci credere che la luna è una forma di formaggio, siamo onesti e restiamo tutti con i piedi per terra, sicuramente così facendo resteremo amici. Un caloroso saluto a Lei, che ci ha pregiato della Sua presenza e a tutto il consiglio nazionale FIASP.

 

Germano Meletti

 

 

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