Home

Per la rubrica "Dialogando"

 

 

Risposta alla "lettera aperta" di Antonio Gasparelli a Germano Meletti

 

Carissimo Antonio Gasparelli, tanto per aprire questa missiva ti diciamo che è l'ultima volta che tu (scusami la maleducazione, ma mi sembra patetico, oltre che ridicolo e pretestuoso il darti dell'Ella come tu hai fatto nei miei confronti) avrai una risposta garantita, noi diamo voce a tutti, quindi ogni tuo scritto sarà pubblicato (come per chiunque), sarà a nostra discrezione risponderti o meno, a seconda dell'interesse che possano suscitare gli argomenti da te proposti. Ci tengo inoltre a chiarire che, come avrai notato fin dall'inizio del presente scritto, ho parlato un po' in prima persona singolare ed un  po' in prima persona plurale, non pensare che mi abbia dato alla testa il tuo "Ella", in conseguenza del quale io ti possa rispondere con "noi" di papale usanza, anche se ormai in via di dismissione, la prima persona plurale è soltanto perché non sono solo io a gestire il sito. Ancora una volta tu affronti l'argomento "iscrizioni con o senza presenza", già dibattuto e, pensavo, archiviato, ma evidentemente non è così. Inoltre tu hai distorto qualcosa: non c'è nessun  risentimento da parte mia nei tuoi confronti per le idee da te sostenute, per me quella tua prima lettera che pubblicammo ebbe da parte mia una risposta da "opinioni a confronto" e per nulla piccata, anzi se hai buona memoria fui proprio io a sollecitarne la pubblicazione. Dove mi arrabbiai un po' di più fu la tua risposta al mio pezzo "acque agitate", dove tu ti autonominasti avvocato difensore di Giuseppe Corsini (ma ne aveva bisogno o poteva far da solo?), in cui mi accusasti di aver parlato a Castione Marchesi in modo concitato relativamente alla concomitante competitiva fidentina (per chi ci legge da lontano sono solo sei chilometri di distanza e lo rimando alle missive incriminate, sempre su questa nostra rubrica "Dialogando"), io ebbi solo ad esporre la cosa a titolo informativo, assolutamente non inficiata da "partigianeria" alcuna. Non oso commentare il tuo paragone con prove olimpiche o mondiali "senza presenza", si commenta da sé e senza neppure illustrare una differenza tra competitività e amatorialità. Aggiungo poi, e 'stavolta concludo veramente, che potrei anche condividere parzialmente il tuo "credo" in merito, ma solo se la cosa viene fatta per portarsi a casa chissà quali premi, non sono per nulla d'accordo se quelle iscrizioni, come fa anche il tuo gruppo, vengano portate al solo scopo dello scambio. Chi farebbe un numero cospicuo di iscrizioni senza presenza per portarsi a casa una semplice coppa se non spinto da questo scambio? Se tu ti riferisci all'accaparramento di premi in questo caso nessuno farebbe ciò, a mio modestissimo parere se dietro ci sta uno scambio di partecipazione direi che questo può avvenire, come effettivamente succede, in varie circostanze, anche per una semplice coppa. Ma dove andremmo a correre se condannassimo a morte quelle marce che traggono giovamento da questa "linfa vitale" (per me) o "cancro" (per te)? Prima di concludere mi permetto di farti presente, informato dal gruppo in questione, che alla camminata 50 Special loro non se la sono presi per il premio, tra l'altro ricevuto e non contestato, bensì per la tua affermazione "Se non vi ho chiamato vuol dire che non eravate in classifica", frase da te sottaciuta nella tua risposta. Inoltre lamentano la mancata esposizione della classifica, come da regolamento: in tal caso si sarebbero immediatamente accorti del "salto", seppur involontario, ma ahimè, accompagnato da una frase poco consona alla circostanza.

Un caloroso saluto a te e a tutti i lettori. Con simpatia,

 

Germano Meletti

 

Castione Marchesi di Fidenza (PR) 11 agosto 2011

 

sei il visitatore n. Hit Counter