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Per la rubrica "Dialogando"

 

 

Parma 30.07.2011

 

 

 

Lettera aperta al Sig. Germano Meletti

 

Spett.le  sito Piacenza Marce

 

 

Gentile Sig. Meletti,

Apprendo con piacere che ultimamente sempre più spesso  Ella mi cita nelle sue recensioni, prendo atto dell’immensa considerazione che nutre nei miei confronti, al punto da indicarmi per esteso cognome e nome, nelle Sue prose associandomi solitamente al verbo (transitivo, normale, totale, del I° gruppo, di 3° frequenza),  “infilare”,  da me utilizzato in una  risposta a una sua recensione.

Le confesso d’essere talmente lusingato dal comparire tante volte nei suoi preziosi scritti e di popolare  cosi frequentemente i suoi pensieri,  non fosse quel termine  coniato qualche migliaio di anni fa, sarei tentato di chiederle i diritti d’autore, mi trattengo dal farlo  unicamente perché  non avendo  io coniato  quel termine, commetterei un reato se mi comportassi in tal senso.

Del resto l’immensa pubblicità  gratuitamente concessa mi compensa “parzialmente” (giacché è tra virgolette, associ al mio nome anche a questo) del fatto che Ella lo utilizzi,  altresì le confido che  ben si addice alla sua prosa,  (prima che lo utilizzassi, non l’aveva mai supposto ?).

D’altra parte il fatto di venire continuamente citato nelle colonne del sito Piacenza Marce, contribuisce ad accrescere  in me la consapevolezza di  svolgere una qualche funzione , rendendo non inutile la mia esistenza, oltre a soddisfare il mio ego smisurato, permettendomi quel palcoscenico  altrimenti precluso.

Tutto questo unicamente perché ho il torto d’aver espresso una mia opinione circa le iscrizioni con o senza presenza alle varie manifestazioni podistiche.

Si… Sig  Meletti,  sono reo d’aver espresso un mio personale parere, d ’altronde  “noi” uomini della strada, molto spesso non riflettiamo a sufficienza sugli effetti che le nostre idee possono  provocare  se liberamente espresse, sono altresì convinto, Ella comprenderà, il nostro scarso livello culturale, non ci permette  un ragionamento di senso compiuto senza commettere un qualche errore di valutazione.

In questi mesi, Egregio Sig Meletti ho imparato che, esprimere un parere comporta l’assumersi il rischio che altri possano pensarla diversamente, (la ringrazio perché prima non avevo mai riflettuto su tale eventualità) pensando che chi esprime un parere possa portare ricchezza, non esprimere una limitazione.

 Chiedo umilmente scusa se nella mia profonda ignoranza ho  sempre pensato che l’atletica e il podismo si realizzano attraverso la partecipazione e il confronto, insomma una sfida! …ritengo ( e dai con le tue idee)  il podismo  si realizza attraverso le persone che partecipano, non quelle che standosene in poltrona popolano le manifestazioni in modo virtuale.

Poiché cosi forte e radicato è il contrasto che Ella ha levato nei miei confronti  dopo quella presa di posizione pubblica (per la verità molti podisti in questi mesi hanno mostrato di condividere la mia originale idea), tanto da indurmi a compiere diverse ricerche sul tema, ho altresì acquisito autorevoli pareri circa le solidissime ragioni che spingono l’ambiente a comportarsi in tal senso,  gratificando così le società e le federazioni ai vari livelli. 

 A fronte di questo illuminante quadro, le mie ataviche certezze  hanno cominciato a vacillare, al punto da indurmi a riflettere sull’opportunità  di inviare una missiva alla Federazione Nazionale  di Atletica Leggera e al CONI,  invitandoli a iscrivere senza presenza  i nostri atleti alle prossime Olimpiadi e ai Campionati Mondiali,  chissà quante  belle medaglie d’oro, d’argento e di bronzo, riceveremo direttamente nel  salotto  di casa nostra dalla Federazione Internazionale e a sperimentazione avvenuta si potrà estendere tale pratica anche agli altri sport (calcio, nuoto, scherma,  equitazione ecc. ecc. ecc).

 

Ringraziandola  ancora per le sue preziose attenzioni  e la considerazione che Ella nutre nei miei confronti, quasi cordialmente la saluto

 

                                                                                                       Gasparelli Antonio

 

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