Home

Per la rubrica "Dialogando"

 

  ....... Ironiche considerazioni su un episodio inqualificabile

 

Amiche ed amici carissimi, non voglio essere ripetitivo propinandovi spesso arringhe inquisitorie nei confronti del Comitato Marce FIASP Piacenza, molte volte per poca serietà e correttezza nel gestire il sito internet www.comitatofiasp.piacenza.it, inserzione pubblicitaria gratuita, speriamo che loro ce la restituiscano. Ad avvelenarmi questo dente sono stati loro insultando gratuitamente me ed il nostro sito, definito dal solito omino cretino dai cento nomi "squallido" (ecco come hanno ricambiato), anche se noi, io in particolare, non l'abbiamo mai fatto, se qualcuno si è sentito offeso da nomignoli affibbiatigli (ad esempio Mago Merlino e Fata Turchina) sono solo problemi suoi, io nomi precisi non ne ho mai fatti in merito ed oltretutto, come lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia, hanno firmato con nomi falsi le offese gravissime a me indirizzate, dimostrando tutta l'ignoranza dell'unico autore, ma dai cento nomi, nel firmare i suoi "capolavori" (ricordate Massimigliano anzichè Massimiliano?). A proposito: è da tempo che non vedo più Pierluigi Subitoni, l'ultima volta fece finta di non vedermi e sgusciò via come un'anguilla, eravamo a Fiorenzuola d'Arda, era il primo maggio ed è stata l'unica volta che l'ho visto nel 2011, ancor meno delle seppur pochissime volte (due o tre al massimo) del 2010, avrà forse qualcosa di cui vergognarsi? O non avrà il coraggio di presentarsi per paura che qualcuno gli chieda di restituire la "G" ingiustamente regalata a Massimiliano? "Ai posteri l'ardua sentenza", grazie Alessandro per avermi prestato questa frase (per chi non lo sapesse io a Manzoni do del tu e lo chiamo per nome). L'argomento di oggi riguarda ciò che è capitato alla marciatrice Maria Grazia Repetti di Rivergaro, impallinata da un cretino e sprovveduto cacciatore: già di per sé la cosa è deplorevolmente da condannare, non fosse altro per l'esaltazione che molto spesso assale questi individui, che al cospetto delle povere ed indifese lepri e con l'archibugio sotto braccio, si sentono quasi sempre dei Rambo. La notizia è stata giustamente riportata sul sito in questione (www.comitatofiasp.piacenza.it, sono in credito di un'altra pubblicità gratuita), che evidentemente, dopo le mazzate da me rifilategli lo scorso anno, quest'anno non ha più nulla da dire e si limita a pubblicare foto, eventualmente, rarissime volte, affiancate da articoli di giornale, come in questo caso, ma in maniera palesemente scorretta.

Il fatto è successo alla Marcia dei tre Argini, a Fossadello di Caorso il 18 settembre scorso, sul sito in questione si riportano pari pari due articoli tratti dal quotidiano piacentino Libertà, rispettivamente del 19 e 20 settembre, ma scorrettamente sul sito non si riporta la provenienza e neppure la data dei due pezzi, tra l'altro il lettore viene messo in confusione (colpa del giornale ma ben assecondato dal sito) per due esposizioni di uno stesso fatto di cronaca presentate in modi estremamente diversi: nel primo (lunedì 19 settembre a firma er.ma.) si esagera palesemente parlando di "tre pallini che hanno raggiunto la signora al gluteo, lei si è accasciata a terra ed è stata soccorsa prima da alcuni marciatori, tra cui il marito, poi medicata sul posto dai militi del 118, giunti celermente con l'ambulanza e trasportata con urgenza in ospedale". Nel secondo articolo (sempre Libertà, ma del giorno successivo, la firma in questo caso è di Paolo Marino), si aggiusta il tiro riportando in una dimensione più reale il racconto del fatto di cronaca. In questo caso si dice che la signora Maria Grazia Repetti è stata colpita da un solo pallino e che, seppur dolorante, ha proseguito il proprio cammino fino all'arrivo, da cui la separavano circa 2 Km al momento dell'incidente. Si dice poi di prime medicazioni, naturalmente una volta giunta al traguardo e di trasporto in ospedale, dove è stato estratto il pallino che, per fortuna, non era penetrato in profondità e quindi non ha leso nessun muscolo, immediatamente dopo la malcapitata è stata dimessa. Per fortuna so da fonte certa che tutto è andato nel migliore dei modi, fedelmente al secondo racconto, unica cosa comune ai due scritti è la giusta condanna dell'assurdo gesto del cacciatore. Proprio perché tutto è bene ciò che finisce bene, consentitemi due risate, sperando di farle fare anche a voi: nel secondo articolo si intervista la presidente provinciale di Piacenza di Legambiente, anche lei giustamente e naturalmente si unisce a questo coro di condanne, ma sapete come si chiama? Laura Chiappa, a questo punto il lettore si potrebbe chiedere: ma sarà quella colpita o quella integra? Qualche ghignata e poi ci si ributta sull'articolo: ma non avrebbe fatto meglio il giornalista, visto l'argomento e la circostanza, a qualificare l'intervistata semplicemente con "la presidente di Legambiente di Piacenza e provincia" sorvolando sul suo cognome? Visto ormai che abbiamo spostato il baricentro sul ridanciano, mi sembra logico a questo punto giocare su altri cognomi che sono tutto un programma: tutti sanno che il presidente nazionale dell'ARCI Gay si chiama Grillini, beh credo avrebbe fatto meno ridere se l'avessero scelto con cognome Rossi o Bianchi, magari Antonelli, oppure Colaiacovo, meno indicato sarebbe stato Caccamo, decisamente "più vicino all'argomento". Prendete tutti i cognomi del mondo, quasi tutti avrebbero suscitato indifferenza, se proprio volevano dargli una carica avrebbero potuto collocarlo ovunque, tranne dove lo hanno messo, sembra proprio si sia voluta il suscitare l'ilarità della gente. Stesso discorso vale per il capo della Polizia, lui si chiama Manganelli, ma anche qui è tutto un programma; strane coincidenze che, senza voler essere cattivi nei confronti di nessuno, fanno sorridere. Quindi signor Paolo Marino, autore dell'articolo in questione e signori che gestiscono il sito www.comitatofiasp.piacenza.it (e con questa sono tre le pubblicità gratuite che ho di credito), un po' più di stile, evitando il più possibile inutili risate di scherno, non guasterebbe. Sperando di non aver offeso nessuno dei personaggi di questa storia, porgo a tutti voi un calorosissimo ciao e a risentirci a presto.

 

 

Germano Meletti

 

Castione Marchesi di Fidenza (PR) 7 ottobre 2011 

 

 

sei il visitatore n. Hit Counter