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Per la rubrica "Dialogando"

 

SUGGERIMENTI PER NUOVE IDEE PODISTICHE (DA CONSERVARE O BUTTARE NEI RIFIUTI, A SCELTA DEL LETTORE)

 

Amiche ed amici carissimi, non vorrei sembrarvi pesante con dei falsi moralismi legati al mondo podistico amatoriale, soprattutto ora che ho da poco pubblicato la tradizionale "Lettera di fine anno" (da non intendersi come quella del Presidente della Repubblica, ma come amante alla follia del nostro mondo). Il motivo di questa integrazione è il seguente: parlando con un amico, egli mi dice, a ragione, che il mondo delle marce avrebbe bisogno di innovazioni, cercando anche di attirare su di noi l'attenzione dei giovani, ma quanto tempo è che lo vado dicendo? E' molto facile fare il "guastatore" contestando ciò che esiste senza essere propositivi, è molto più difficile fare il "costruttore", per cui a chi ancora è scettico nei miei confronti (per fortuna i soliti noti o poco più) voglio proporre una serie di idee ben definite, dettagliate ed illustrate, anche se già ne ho fatto menzione in alcune occasioni, ma non avendovi dato il giusto risalto è molto probabile che possano essere passate inosservate o apprezzate, ma entrate da una parte ed uscite dall'altra.

 

Prima proposta

Questa è sicuramente la più semplice da realizzare delle tre che andrò ad esporvi; già ho tentato una volta di applicarla, ma non era gradita la sua realizzazione da chi mi incaricò dell'organizzazione di quella manifestazione.

Seppur ampiamente apprezzata, la si mise in naftalina in attesa di mettervi mano eventualmente in futuro.

Il percorso lo realizzai io e sapevo bene, conoscendo tutti, coloro che abitavano lungo i percorsi, così come conoscevo bene strade e carraie che componevano ognuna delle distanze proposte. L'idea era quella di realizzare quattro ristori particolari: il primo, ad impronta peruviana, venendo allestito da una famiglia originaria del paese sudamenricano.

Dopo circa un chilometro si transitava davanti ad una casa abitata da ucraini, perché non proporre anche a loro l'allestimento di un ristoro con piccole specialità della loro terra d'origine? Dopo un lungo tratto, durante l'attraversamento di un'ampia aia, si lambiva l'abitazione di un paio di famiglie indiane, qui era difficile farsi capire, ma una ragazza delle stesse origini ed abitante poco lontano, mi fece da interprete, anche qui "affare fatto". Per finire a circa 700 metri dall'arrivo abita una famiglia marocchina qui residente da anni e ben integrata, non avrebbe avuto nessuna difficoltà nel proporre cus cus ed altro facente parte delle loro tradizioni. Può essere un suggerimento valido o da cestinare?

 

Seconda proposta

Anche di questa ho fatto già vari accenni, oggi voglio darle la giusta evidenza. Nel 2013 cadrà il secondo centenario della nascita di Giuseppe Verdi, il più grande e celebrato musicista del mondo. Egli è nato ed ha vissuto quasi totalmente dalle nostre parti, sempre a cavallo delle provincie di Parma e Piacenza, in conflitto tra loro per un'annosa disputa sulla paternità di cotanto personaggio e la mia idea, pazza finché volete, potrebbe mettere d'accordo tutti. Innanzi tutto dovrebbe esserci la concessione del Prof. Chittolini, organizzatore della Maratona delle Terre Verdiane, manifestazione a carattere competitivo, anche se alcuni amatori, seppur abbastanza veloci, si inseriscono tra i partenti. La proposta potrebbe essere un "numero unico" o eventualmente darle cadenza periodica. La partenza avviene a Salsomaggiore Terme e gli itinerari propongono, prima dei fatidici 42,195 Km, traguardi intermedi a Fidenza (10 Km), Fontanellato (21,095 Km, cioè mezza maratona), Soragna (30 Km), il tutto prima di giungere sul traguardo di Busseto. Per la precisione nell'edizione 2011 si è apportata una modifica per ciò che riguarda la 30 Km, dando la partenza preso l'Outlet Fidenza Village, vicinissimo al casello autostradale di Fidenza, per concludersi a Busseto insieme alla maratona. Ciò che vorrei aggiungere a quello che già esiste è una versine amatoriale, non competitiva, anche sui percorsi già esistenti, ma con un'aggiunta in terra piacentina che possa portare a coprire 100 Km totali, eventualmente inframezzati da traguardi intermedi, il tutto in versione competitiva e non competitiva. L'itinerario da seguire, dopo Busseto, sarebbe il seguente: lasciata la cittadina verdiana ci si dirigerebbe verso Vidalenzo e si passerebbe davanti al locale camposanto, dove sono custodite le spoglie dei genitori di Giuseppe Verdi. La tratta successiva, passando per Santa Franca ed arrivando ad Ongina, frazioni di Polesine Parmense come Vidalenzo, si snoderebbe totalmente tra quelle che erano le proprietà terriere del Grande Maestro, oggi questo tratto viene proposto per intero dalla Marcia dello Stallone, così come i 3 o 4 Km successivi. La Trattoria Ongina, posta nell'omonima località, era anch'essa proprietà di Giuseppe Verdi e proprio di fronte ad essa si trova una passerella carrabile che supera il torrente Ongina, catapultandoci così in terra piacentina. Camminando verso sud, dopo aver attraversato la strada provinciale 588 Fidenza-Cremona, si passa davanti alla famosissima Villa Verdi di Sant'Agata di Villanova sull'Arda. Successivamente, spostandoci parallelamente alla provinciale, fino a percorrerla per un tratto, lambiremo l'ampia superfice dell'Ente Ospedaliero Giuseppe Verdi, voluto e realizzato sempre dal "Re del melodramma". Il centro di Villanova sull'Arda è poco più avanti e da qui si imboccherà la "Strada panoramica dei ciliegi" (ramo sud), che ci condurrà a San Pietro in Cerro. Attraversato questo capoluogo ci dirigeremo a Polignano, unica sua frazione, da dove, attraverso la Strada Santina, giungeremo a Chiavenna Landi di Cortemaggiore e devieremo in direzione Saliceto di Cadeo, passando proprio davanti alla casa natale di Luigia Uttini, mamma di Giuseppe Verdi. Attraverso una serie di strade secondarie, ma tutte asfaltate, ci porteremo a Cortemaggiore, nel cui duomo, che toccheremo, un affresco raffigurante la Madonna, si dice abbia ispirato Giuseppe Verdi per "La Vergine degli Angeli" da "La forza del destino". Superata la "capitale italiana del petrolio" ci porteremo a Besenzone e da qui, attraverso Baselicaduce, a Fiorenzuola d'Arda e proprio all'altezza del cimitero avremo coperto 96 Km. Basterà un "giro d'onore" nella cittadina bagnata dall'Arda per arrivare a coprire il traguardo dei 100 Km, posto magari nell'ampia piazza vicino alla Via Emilia. Vi va l'idea?

 

Terza proposta

Questa è quella di cui più si è parlato e della quale ho già esposto più volte, quella più esauriente fu pubblicata su Sportinsieme, ma mai nessuno ha voluto darle seguito. Sto parlando della Via Francigena, quell'itinerario pellegrino coperto dai viandanti da Canterbury a Roma fin da ben prima dell'anno 1000. Molti sono gli itinerari che si fregiano di questo nome, tutti portano a Roma, ma solo uno è documentato da Sigerico, primate della chiesa inglese, che scrisse punto per punto la via del ritorno da Roma a Canterbury, questo nel 979. Oggi lo stesso percorso è in fase di valorizzazione, sono centinaia i pellegrini che lo percorrono ed il loro numero è destinato ad aumentare vertiginosamente nei prossimi anni. Un percorso ad esso paragonabile, questo in auge da anni, è quello denominato di Santiago de Compostela, oggi sono quasi 300.000 l'anno coloro che lo calcano, naturalmente spalmati negli otto o nove mesi più congeniali per una simile escursione. Pensare di portare a quei livelli la Via Francigena, per il momento, rappresenta un sogno, ma visto che i passanti, da me intervistati in gran numero, dicono che questo percorso sia molto più godibile in quanto molto più variegato ed in più è più chiaramente segnalato di quello spagnolo, poi, aggiungo io, le specialità gastronomiche nostrane non meritano neppure il paragone con quelle iberiche, eccezion fatta per alcune eccellenze. Il mio sogno sarebbe quello di realizzare, tanto per iniziare, di coprire la tratta italiana, dal Gran San Bernardo a Roma, in totale poco meno di 900 Km, il. tutto in modo organizzato con cucina da campo al seguito ed alloggio presso gli ostelli o i conventi che si incontrano lungo il percorso. Lo svolgimento potrebbe avvenire su un'unica tratta (durata 30/40 giorni) divisa in tappe giornaliere tra i 20 e i 30 Km, oppure ognuno potrebbe scegliere l'opzione ritenuta più appropriata, magari coprendo l'intero percorso in più partecipazioni nel corso degli anni.

Affascinante, vero?

 

Per il momento mi fermo, manca solo qualcuno che, con copertura economica ed organizzativa, possa sposare queste tre idee alle quali mi sentirei di dare una collaborazione "di peso". Grazie per avermi seguito fin qui, sperando di non avervi annoiato, bensì di avervi appassionato. Resto comunque in eventuale attesa di vostri appunti e consigli in merito, vogliate nel frattempo accettare i miei più cordiali saluti a tutti voi che ci seguite. Con simpatia,

 

Germano Meletti

 

Castione Marchesi di Fidenza 6 febbraio 2012

 

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