Home   

Per la rubrica "Dialogando"

 

 

 

PAROLE (COSTRUTTIVE) IN LIBERTA'

 

 

 

E' domenica 15 aprile e mi reco a Gossolengo per la Marcia del Gonfalone, stupendamente organizzata dagli amici dell'Italpose. Era dall'8 marzo che non incontravo gli amici piacentini, in forma più completa l'ultimo incontro con essi avrebbe dovuto risalire al 5 febbraio, alla Camminata Caorsana, quest'ultima però fortemente mutilata dalla forte nevicata e (lo ricordo) il clima era ulteriormente raffreddato dalla scomparsa, nottetempo, di Claudio Venturi, per cui bisogna andare alla Marcia della Befana di Podenzano per parlare di incontro consistente con gli amici piacentini. Appena arrivo nell'area cortilizia circostante il centro sportivo vengo "assalito" (inteso naturalmente nelle dovute proporzioni, non sono né un campione dello sport o un cantante o attore famoso o tantomeno un politico) da molti amici che non vedo da tempo, ma che mi seguono su internet. L'argomento "dell'assalto" riguarda i triti e ritriti 50 centesimi, assolutamente mal digeriti da tutti i partecipanti a marce podistiche. E' opinione diffusa, ma non provata, di un interesse da parte dei vari comitati, quello piacentino in particolare, o della FIASP stessa, sul fatto che abbiano parte in un'ipotetica divisione del famigerato malloppo dei 50 centesimi pro capite per i non tesserati FIASP. Io non mi sono mai schierato, i punti interrogativi nel mio racconto "Assicurazione giornaliera di 50 centesimi: gabella o tariffa?" lo stanno a dimostrare. I complimenti per la lotta che sto conducendo si sprecano, mi mostro anche al "tavolo dei cervelloni" per salutare due amici: da parte di Giovanni Pagani, Emilia Boselli e Vittorio Rittatore scena muta e sguardo altrove e finta di "mancato avvistamento", come sono piccoli!!! Non parliamo poi di Armando Rigolli, di cui sembra se ne stia occupando "Chi l'ha visto?" o di Pierluigi Subitoni, dal cui caso sembra abbia desistito anche la famosa trasmissione televisiva. Anche all'interno in molti mi avvicinano, soliti (sprecati) complimenti ed ancora a parlare dei 50 centesimi e delle cessazioni di vari gruppi o organizzazioni, o di altre che sono in procinto di "cambiare sponda". Ma tra le varie affermazioni sui 50 centesimi, due in particolare mi hanno colpito: la prima è la paura di una truffa legalizzata e la domanda che in tanti si pongono è la seguente: "Ma la FIASP fa un vero affare introitando le tessere in primis.........", io interrompo il mio interlocutore e gli rispondo che questa è una scelta del marciatore, "sì, è vero -riprende- ma ciò che volevo dire è che chissà a quale cifra ammonta l'introito per le tessere, oltre a quello dei 50 centesimi per assicurare i partecipanti occasionali: il rapporto tra la cifra incassata e gli infortuni da coprire, questo da parte dell'assicurazione e non da parte della FIASP, offre la stessa prospettiva di osservare una formica ai piedi del Monte Bianco". Ipotesi già affrontata questa, dal sottoscritto, nello scritto di questa stessa rubrica sopra menzionato. Una domanda, tra le tante, mi ha colpito particolarmente: "Se io pago i 50 centesimi e qualcuno sbaglia a scrivere il mio nome o la mia data di nascita, come posso dimostrare di aver pagato , alla luce del fatto che non mi viene rilasciata ricevuta alcuna?". Pensandoci bene, la domanda è più che pertinente, io, essendo tesserato, non mi ero mai posto il problema, ma visti i precedenti in cui non si è sborsato un solo centesimo (e sono molti) ed archiviando il più in fretta possibile la cosa, mi vien da pensare. Per chiarimenti in merito, chiedere a tal Mario Norgia, investito nell'area del ritrovo di una marcia da parte di un'auto dell'organizzazione, risarcito sì dall'assicurazione dell'auto investitrice, ma il suo tentativo di denuncia alla FIASP, presentandosi per farla presso il tavolo dei commissari, è stato rifiutato, notare che in questo caso stiamo parlando di un tesserato FIASP. Ma torniamo indietro un attimo e proviamo a pensar male: visto che non viene rilasciata alcuna ricevuta e visto che gli infortuni sono rari come le mosche bianche, questo può permettere a qualche organizzatore poco onesto, al termine della manifestazione (come fa a pagare prima non conoscendo il numero di non tesserati?), ad eliminare parte dell'elenco dei "cinquantacentesimari", introitandone l'importo conseguente. Così a questo punto mi schiero e lo faccio spudoratamente: è assolutamente non consentito dalla legge introitare denaro senza che chi ha effettuato l'esborso possa eventualmente dimostrarlo. Ovunque, tranne in certi distributori automatici o nelle slot machine, funziona così: dallo scontrino rilasciato dal pubblico esercizio al biglietto dello spettacolo sportivo o del concerto del tal cantante o uno spettacolo circense. Altri acquisti possono essere dimostrati con fatture o ricevute fiscali; ma perché la FIASP non obbliga a rilasciare questa benedetta ricevuta che, si spera, non debba mai servire, ma che per il momento non può che alimentare il famoso detto "l'occasione fa l'uomo ladro"? Oppure, peggio ancora, di lasciare a bocca asciutta chi si infortuna veramente: pensando male perché qualcuno ha intascato i soldi senza segnalare a chi di dovere la presenza dell'individuo, pensando un po' meno male avendo sbagliato a scrivere il nome o la data di nascita.

Meditate gente, meditate e risentiamoci alla prossima. Ciao a tutti

 

Germano Meletti

 

Castione Marchesi di Fidenza (PR) 16 aprile 2012

 

 

sei il visitatore n. Hit Counter