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Per la rubrica "Dialogando"

 

Carissimi amici,

 

Carissimi amici, a volte mi chiedo: perché scrivo? Ma a chi parlo? Ma cosa sostengo? Beh, ormai la mia posizione la conoscete tutti, non ho mai nascosto nulla ed oggi ciò che io vado anticipando da anni (almeno dall'estate 2011 con certezza assoluta, ma con accenni anche da molti più anni) sta prendendo forma. Nella vita contano molto anche le soddisfazioni, forse più del denaro ed in questa crociata affrontata da solo, sto finalmente raccogliendo i primi frutti. Avete letto bene l'allegato al presente pezzo? Me lo ha mandato un amico, di cui non farò il nome, ma se lui non avrà nulla in contrario vi farò sapere chi è. Sicuramente è di Verona o provincia e ci legge abitualmente, dimostrazione ne sia il documento che ci ha fatto avere, molto importante per buttare benzina sul fuoco, un fuoco da me attizzato, un fuoco che vorrei bruciasse la stupidità, la presunzione, l'avidità, la voglia di comandare ponendosi il mondo podistico ai propri piedi ed il mare di balle che fino ad oggi ci è stato raccontato. Sono due anni che sostengo con forza l'inconsistenza dell'imputazione a copertura assicurativa "giornaliera" per non tesserati FIASP dei 50 centesimi, "gabella" applicata dall'inizio del 2012. Si stanno scoprendo le carte: il Comitato Marce di Verona, del quale vedete un documento ufficiale, convoca i vari gruppi per distribuire loro il 20% dell'introito arrivato grazie ai famigerati 0,50 €. Ma allora alla caterva di balle che ci hanno raccontato va aggiunta anche questa: perché ci fanno pagare la quota se poi effettivamente per la copertura assicurativa ne bastano meno (max 40 centesimi, anzi 35 in quanto il 10% viene trattenuto dai comitati provinciali, come vedete scritto). Ma sapete perché danno questi vantaggi solo a chi gestisce l'operazione informaticamente e non con sistema manuale-cartaceo? Semplice: come vi dico da tempo, l'operazione gestita manualmente dà la possibilità di incamerare soldi disonestamente. Ve l'ho esemplificato tante volte: se io ho alla mia marcia 500 iscritti che versano i 50 centesimi, approfittando del fatto che non succede quasi mai nulla e che quando viene mandato via l'elenco questo già è stato appurato, chi me lo fa fare di scriverci tutti i 500 nomi, ne mando via 50 nascondendo gli altri 450, dei quali mai nessuno si lamenterà perché nessuno ha subìto infortuni, andrò così ad introitare illegalmente (e non se ne accorgerà mai nessuno) 225 €. Agevolando con la restituzione del 20% dell'importo coloro che gestiscono, l'operazione in modo informatico, non fanno altro che ammettere la mia teoria "ladresca", registrando l'operazione con il computer non è più possibile cancellare o cambiare la numerazione, quindi i 50 centesimi vanno tutti a casa con il "premio" della restituzione del 20% di essi (oltre al 10% destinato ai comitati provinciali, che così incentiveranno l'informatizzazione in quanto andranno ad incassare anch'essi, cosa non fattibile con il sistema manuale-cartaceo). Ecco che allora vi ripropongo il confronto con altre federazioni (UISP, CSI, AICS e probabilmente anche altre) che non applicano nessun sovrapprezzo alla quota di iscrizione, nonostante qualcuna (CSI) sia assicurata dalla stessa compagnia per responsabilità civile (Groupama). Adesso incomincio a spiegarmi molte cose, la principale è l'interruzione dei rapporti tra il Sig. Giovanni Pagani e consorte ed il sottoscritto, la "pilatesca" sentenza di Remo Claudio Martini (addirittura due nomi per lui, ma non si poteva accontentare di uno come quasi tutti così scrivevo meno?), che forse tanto "pilatesca" non era visto che telefonò ad esponenti del mio gruppo (uno dei quali oggi purtroppo defunto, ma altri due sono ancora in vita e possono testimoniare) intimando loro di buttarmi fuori dal gruppo (sissignori, avete capito bene!) altrimenti avrebbero rischiato l'esclusione del gruppo dalle classifiche delle marce di fuori provincia. E che dire dello scippo del microfono da parte di Vittorio Rittatore in quel di Bobbiano di Travo, il famoso SMS "vai a dar via il culo deficente". Questo e molto altro in conseguenza dei miei commenti sulla marcia di Borghetto di Roncaglia (oggi defunta) quando si camminava per circa 200 metri su una montagna di preservativi (ma era così problematico toglierli o cambiare percorso?), sulla marcia degli Alpini di Sarmato (oggi defunta) nella quale una tanica di acqua da rubinetto ed un piatto di plastica contenente 3 (diconsi tre) biscotti rimpiazzati uno per uno quando qualcuno lo prelevava formavano il ristoro e 38 bottiglie di vino il montepremi. Non mi dimentico poi della marcia di Campremoldo Sopra (oggi defunta) dove ci fecero letteralmente rischiare la vita con l'attraversamento del torrente Luretta in piena paurosa da oltrepassare con strette, bagnate e precarie assi da muratore. La lista sarebbe lunghissima, ma voglio concludere con la marcia dell'AVIS San Nicolò (oggi defunta), quando esposero 21 premi distribuendoli solo a 14 gruppi ed incamerando gli altri sette con pubblico sputtanamento microfonico al sottoscritto l'anno successivo senza darmi possibilità di replica, tra l'altro richiesta. Ma se tutte queste marce sono "defunte" vorrà dire qualcosa o sono io semplicemente un uccellaccio del malaugurio? E cosa dire poi dei famosissimi Carlo Levi, Massimigliano (sempre ignorantemente e rigorosamente con la "G") Donadio e Paola Tirelli: pensate, per lanciarmi offese gratutite si sono inventati nomi falsi, sì perché loro mai ne avrebbero avuto il coraggio e tantomeno gli elementi per farlo. E cosa dire poi dei rapporti troncati con Vittorio Rittatore, che tanto mi ricorda Poldo del cartone animato Braccio di Ferro, che quando arriva in luoghi sede di marce la prima cosa che pensa è cosa mangiare, oltre ad andare immediatamente a scroccare una (se non di più) bottiglia di vino. Ed i sermoni di quel presidente Armando Rigolli lanciati via internet, quando sa benissimo che tutti i gruppi fanno inscrizioni senza presenza (da me sempre assecondate e mai contestate) e che si diletta ad organizzare manifestazioni in alta montagna che si vanno a mettere in concorrenza con altre organizzazioni che pagano fior di quattrini per entrare a far parte del calendario e non solo per ciò che riguarda la provincia di Piacenza. E cosa dire del benpensante Pierluigi Subitoni, che ho visto di sfuggita il primo maggio scorso a Fiorenzuola d'Arda, ma lui non mi ha visto. Lo vidi sempre qui due anni fa, ma allora lui fece finta di non vedermi, diciamo semplicemente che anche lui è sparito come le marce di cui sopra, anche questo vorrà dire qualcosa?

A tutto questo aggiungete le farneticanti risposte date al sottoscritto sia da parte del presidente nazionale (oggi anche europeo) Giuseppe Colantonio che da Armando Rigolli in occasione della famosa riunione di Parma due anni fa. Vi piace tutto questo curriculum vitae che vanta il sottoscritto? Forse se mi avessero ascoltato, qualcosa sarebbe cambiato ed invece continuiamo ad invecchiare senza trovare ricambi generazionali a noi, che rappresentiamo praticamente tutta la storia vivente del podismo amatoriale. Di certo non aiutano i mancati risarcimenti per infortunio con frattura del setto nasale, quindi la tanto decantata copertura assicurativa clamorosamente venuta meno (per informazioni chiedere a Rino Villani dei Marciatori Parmensi) alla marcia di Bastelli di Fidenza (che sia un altro "dispetto" per il sottoscritto da aggiungere alla folta schiera già elencata?) Qualcosa si sta sgretolando: è successo a Brescia, poi a Bergamo, forti incrinature anche a Padova, cosa dire poi di Piacenza dove si sta affermando (anche se i risultati sono ancora lontani, ma la prospettiva è per il momento promettente) l'ASD Piacenza Marce affiliata CSI. Nessuno deve godere del male altrui, ogni marcia che muore, a qualunque sigla essa appartenga, si porta via un pezzo di noi. Speriamo di fermare in tempo questo sgretolamento, non per fare ancora il furbo, ma io lo avevo detto e tutti voi e molti altri che non hanno internet mi sono testimoni. Veggente? No di certo, solo che non ho mai avuto gli occhi foderati di prosciutto ed ho sempre voluto ragionare su quello che essi mandavano al mio cervello ed i segnali li ho largamente percepiti. Forse anche i "Soloni", ma si sono voltati dall'altra parte per non volerli vedere, unendo enormi salamelecchi ai caporioni, arrivando così ad offese gravissime (ad una è seguita la querela) solo per zittirmi, ma presto saranno loro a cadere nel silenzio più totale, speriamo non accompagnati dalle marce. Per il momento mi fermo qui, se sarà il caso rincarerò la dose, io il coraggio di farlo ce l'ho, ci sarà qualcuno che ha il coraggio di rispondermi? Noi sicuramente pubblicheremo, non faremo come loro che si rifiutarono di pubblicare alcuni pezzi, uno mio ed altri di chi so io. Un accorato saluto a tutti voi e penso che presto ci sarà da ritornare sull'argomento. Ciao a tutti ed un caloroso abbraccio. Con sempre immutata simpatia,

 

Germano Meletti

 

Castione Marchesi di Fidenza (Parma) 14 giugno 2013

 

 

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