9 gennaio 2011 -- Sabbio di Dalmine (BG)
30ª Caminada Inturen al Campanel de Sabe
Org. Gruppo Podistico Sabbio
Partenza alle 6 per arrivare a Sabbio (BG) per tempo per poter prendere parte alla 30° Caminada Inturen al Campanel de Sabe negli orari pertinenti alla partenza (7,30-9,00) in modo di poter continuare la "caccia" invernale ai gruppi disposti allo scambio di partecipazione. "Paese che vai, usanze che trovi", oppure "tutto il mondo è paese": due famosi adagi popolari, ma nettamente in contrasto l'uno con l'altro, oggi forse saremo a metà strada tra i due, poi vedremo perché. Oltre 130 Km per recarci in terra bergamasca, per incontrare tanta gente conosciuta: quante soddisfazioni mi dà da sempre il "camminare" ovunque e quante me ne sta dando il "raccontarlo". Terra felice quella bergamasca, praticamente un Eldorado per il mondo podistico; appena arriviamo già una fila interminabile di marciatori sono sui percorsi e siamo ancora in attesa che la luce del giorno abbia la meglio sulle tenebre, non guardo l'orologio, per cui non mi rendo conto se le 7,30 sono trascorse o se , manchi ancora qualcosa, fatto sta che questa folla in movimento sta prendendo le mosse ancora con il buio; è una fila continua, ininterrotta, che viaggia in senso contrario al nostro, mentre ci stiamo spostando dal parcheggio al ritrovo. Illuminato e bene in vista di fronte a noi, distante qualche centinaio di metri, svetta quel "campanel de Sabe" che dà il nome alla marcia e senza conoscere il motivo di cotanta dedica, ci rendiamo immediatamente conto della particolarità: non è affatto difficile accorgersi della consistente pendenza del "campanel" (campanile in italiano) sembra quasi che sia appoggiato all'esterno della navata laterale della chiesa e più ci si avvicina più ci si rende conto di quanto non siano solo la torre di Pisa o la torre degli Asinelli di Bologna a sfidare la legge di gravità ponendo il proprio baricentro a piacere, come a volerla fare in barba alle imposizioni della fisica. Un concerto di campane ci saluta appena arriviamo sul sagrato, che sulla destra mostra la facciata della chiesa e l'attiguo campanile, che con il possente scampanamento sembra dover cadere da un momento all'altro. Di fronte a noi il salone parrocchiale che, unitamente alla parte di cortile interno ricavata tra i vari impianti sportivi, fungerà da base di tutto il complesso sistema organizzativo odierno. I numeri sono quelli delle grandi occasioni, alla fine ci dirà lo speaker che siamo qui in 2174! La teoria di marciatori che si immettono sui percorsi è continua, praticamente ininterrotta. Dopo aver un po' sbirciato in giro ed aver posto i volantini riguardanti la Strabusseto in Maschera del prossimo 20 febbraio sull'apposito tavolo, non prima di tentare approcci con gruppi nuovi, partiamo, immettendoci nell'interminabile fila di marciatori. La luce del giorno ha ormai preso il sopravvento, le partenze iniziano a farsi leggermente più rade, anche se continuano in maniera consistente. Sono in molti a superarci, qualcuno si accoda ed insieme ci immettiamo nel vicino tunnel posto appena dopo la supercontrollata rotonda, non si differenzierà nessun'altro incrocio o deviazione fino alla conclusione del nostro percorso, tutti attentamente controllati. La muraglia di recinzione dell'enorme e famoso stabilimento della Dalmine, oggi proprietà della multinazionale olandese Tenaris, ci accompagna per un lunghissimo tratto, anzi proporrei un sottotitolo (in italiano in quanto non posseggo alcun vocabolario italiano-bergamasco e viceversa): "giro intorno allo stabilimento Dalmine".
Inevitabilmente la curiosità di vedere al di là della consistente mura di cinta attira la nostra attenzione: notiamo un possente terrapieno, dietro al quale spunta appena l'imponente complesso industriale con un paio di ciminiere, ci sarà da farsi venire il torcicollo a continuare ad osservare oltre la recinzione, in quanto continueremo a lambirla, tenendola alla nostra destra, per ben oltre 3 Km. Resteremo sempre e comunque all'interno del paese, quartieri abitativi o artigianal-industriali faranno da cornice al nostro percorso praticamente fino all'ultimo metro. Sulla sinistra dapprima l'autostrada Serenissima, poi costruzioni, come sul lato destro, ma senza una figura preponderante come la prospicente Dalmine. Continuiamo a superare incroci e semafori, tutti attentamente ed abbondantemente sorvegliati, ad ognuno di essi personale pronto ed attento fermerà le auto per dare a noi la precedenza (ma meritiamo tanto noi camminatori, parte più sfigata del podismo anche amatoriale?). Alcune ampie aiuole ed una continua lunga fila di alberi, a volte doppia, ci accompagnerà per l'intero percorso, quasi a voler creare una specie di baluardo contro la recinzione muraria dell'enorme industria fulcro dell'economia del centro bergamasco. Ogni tanto appositi cartelloni indicano la prossima realizzazione, su questa lunghissima muraglia, di barriere vegetali fonoassorbenti: sono proprio curioso di vedere il risultato finale di questa bella idea. Il ristoro lungo il percorso è ben fornito, ben oltre la media dei ristori mobili, proponendoci biscotti, tartine assortite, bevande varie e soprattutto un thè veramente ottimo. Più avanti reimboccheremo il tunnel sotto l'autostrada, percorrendolo a ritroso, riattraverseremo poi la rotonda che abbiamo incontrato subito dopo la partenza: il ritmo e la soglia di attenzione dei "guardiani" non ha subìto cali rispetto all'andata, subito dopo rieccoci sul sagrato della chiesa ad ammirare la consistente inclinazione del campanile che, per fortuna, è rimasto lì, austero, a sorvegliare il paese senza crollare.
All'interno del salone fanno bella mostra di sé le circa 50 bellissime coppe esposte, generalmente si ambisce ad altri tipi di premi, non so se le usanze bergamasche siano parallele alle nostre, ma vi posso garantire che quelle coppe erano veramente belle ed originali, partendo dai "monumenti" denominati trofei, per arrivare fino a quelle più piccole. Il lato sinistro del salone è occupato dal ristoro, che propone praticamente le stesse cose di quello incontrato sul percorso, integrato però all'esterno da buonissimo vin brulè, ottimi tortellini in altrettanto ottimo brodo, sicuramente fatto con quei polli i cui pezzi ci vengono portati abbondantemente in capaci vaschette. Appena più avanti il furgone addetto alla distribuzione del riconoscimento individuale, consistente in una caciotta ed una confezione monodose di miele, il tutto alla modica cifra di 4,00 €, contro i 2,00 € per i soli megaristori. Una cosa spiacevole mi ha colpito fin dal mio arrivo a Sabbio di Dalmine: il tragitto dal parcheggio al ritrovo era luogo di esercizio di almeno 7 o 8 "bagarini"; siamo abituati a vederli allo stadio o in luoghi di grossi eventi (concerti, avvenimenti sportivi vari, ecc.), dove il bagarino rivende il biglietto ad un prezzo superiore a quello con cui l'ha acquistato, traendone così il proprio speculativo illegale profitto. In questo caso non ci sono sovrapprezzi, ma chiunque può avvicinarsi al tavolo delle iscrizioni, anche una singola persona, per chiedere un certo numero di tagliandi con e senza riconoscimento per un gruppo qualunque, anche di fantasia, andrà a proporre quei tagliandi a tutti quelli che incontra, il potenziale acquirente è colui che non appartiene ad alcun gruppo, che eviterà così di fare la fila per l'iscrizione; il tagliando viene proposto allo stesso prezzo con cui lo si acquisterebbe direttamente dall'organizzazione (per esempio oggi a 4,00 € e 2,00 €), alla fine renderà i tagliandi in eccesso, il suo guadagno consisterà nel ritirare illegittimamente un premio per un gruppo che di fatto non esiste. Anziché polemizzare contro iscrizioni senza presenza, che non danneggiano nessuno, anzi, al contrario, portano denaro in più nelle casse dell'organizzazione, non sarebbe meglio combattere sul nascere questo tipo di fenomeno che costringe gli organizzatori a distribuire premi per fantomatici gruppi, che altro non sono che un insieme di singoli altrimenti non aventi diritto ad alcun premio?
Classifica gruppi su circa 50 premiati: 1) Amici della Natura di Ambivere, 2) Almenno San Bartolomeo, 3) AVIS AIDO Almenno San Salvatore, 4) AVIS Treviglio, 5) G.P. Stoff di Curno, 6) AVIS Curnasco, 7) Amici di Carlo Nembrini di Nembro, tutti della provincia di Bergamo.
Pagelle (voti da 4 a 10)
Percorsi: il percorso corto da me calcato era semplicemente una visita alla parte più periferica della città, pur senza mostrarci eccellenze particolari non ci ha mai concesso un momento di riposo. Voto 9
Servizi: semplicemente la perfezione. Voto 10 e lode
Ristori: assolutamente ottimi ed abbondanti. Voto 10 e lode
Riconoscimento individuale: questo fior fior di ristori a 2,00 € è quanto di meglio non si possa chiedere, una caciotta ed una confezione monodose di miele a solo 2,00 € in più. Voto 10
Premiazione gruppi: bellissima l'esposizione di originali coppe, non so quanto da queste parti possano ancora essere ambite, ma, di fatto, anche l'occhio vuole la sua parte. Voto 9
Germano Meletti
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