23 gennaio 2011 -- Monteforte d'Alpone (VR)
36ª Montefortiana
Org. G.S.D. Valdalpone De Megni
Abbiamo già detto di tutto e di più in passato di questa mega manifestazione, di questo tempio delle marce, di questa perfezione assoluta del mondo podistico. Ogni anno sono circa 20.000 a testimoniare tutto questo, da qualche anno il tutto spalmato su due giornate piene: il sabato e la domenica.
Sant'Antonio è il protettore del paese e come non pensarlo, anche della bellissima marcia, tanto da chiamarsi Trofeo Sant'Antonio Abate De Megni. Il giorno dedicato a Sant'Antonio è il 17 gennaio, io lo so bene abitando in campagna, per cui quest'anno si è applicata una biforcazione tra festa patronale vera e propria, con le bancarelle e le varie attrazioni attivate nel fine settimana precedente, lasciando così l'intero paese a disposizione dei marciatori nei giorni 22 e 23 gennaio, regalando così uno spazio almeno doppio per i parcheggi, potendo così appostare i veicoli ben più vicino al punto focale della manifestazione. La giornata della domenica dedicata alla marcia non competitiva inizia alle sei in punto, quando un apposito furgone o fuoristrada, armato di vari chiassosi altoparlanti a tutto volume, gira avanti e indietro tutte le vie di Monteforte, anche quelle periferiche, per oltre un'ora, diffondendo prepotentemente le note della sveglia militare, pensate nei sessanta minuti impiegati, dalle sei alle sette di mattina, quanti epitati ed accidenti riescono a mettere insieme gli organizzatori, naturalmente rigorosamente in veneto stretto. Detta operazione assume un carattere di nostalgia da servizio militare, naturalmente sotto l'attenta regìa degli Alpini (e come potrebbe essere diversamente?) che troveremo con la loro proverbiale goliardia, anche in alcuni ristori lungo i percorsi, inoltre a guidarci all'ingresso in paese, in questo caso però sotto l'attenta regìa dei Carabinieri, anch'essi in congedo, tutti assieme a dirigere il traffico sia quando arriviamo, di buon'ora, che quando riprenderemo la via di casa.
Quest'anno non voglio parlarvi dettagliatamente dei
percorsi come ho sempre fatto in passato, ma della simpatia e dell'allegria che
riempiono ogni metro del nostro percorso. La giornata è bellissima: un sole
stupendo vincerà la rigida temperatura della prima mattina e sarà nostro
compagno di viaggio per l'intera permanenza a Monteforte d'Alpone. Non è
riuscita ad interrompere questo dorato filo logico, che dura da 36 anni, neppure
la disastrosa alluvione che ha investito l'intero paese nel novembre scorso.
Erano alcuni anni che non ci si presentava una giornata così limpida, questo ha
permesso di ammirare stupendi panorami e guardare sia dal davanti che da dietro
lo sviluppo dell'imponente serpentone di marciatori impegnati sul percorso. Come
abbiamo detto, l'allegria è il tema portante di tutta la giornata; prima della
partenza già è attivo un ristoro, proprio ai piedi della scalinata prospicente
la chiesa, chi vuole consumare la prima colazione non deve far altro che
avvicinarsi. Il secondo ristoro lo incontreremo intorno al quarto chilometro e
da qui fino alla fine, in ogni ristoro, tra la miriade di cose offerte, ottimo
vin brulè, che qui ha la particolarità di essere preparato con vino bianco. Il
secondo ristoro è quello "del minestrone", preparato dagli Alpini e distribuito
"a secchiate", nel vero senso della parola, l'allegria regna sovrana,
manifestata dal vociare di altoparlanti che diffondono canti alpini e popolari;
ogni tanto qualche rumoroso petardo viene fatto scoppiare dagli addetti,
naturalmente per scherzare con i marciatori, a volte spaventati dal botto, ma
nessuno se la prende; tutti sorridono e scambiano battute, appostati dietro la
lunghissima tavolata che ci propone ogni ben di Dio. C'è da decidere in fretta,
dopo esserci rifocillati abbondantemente, se immetterci sul percorso di 9 o
quello di 14
Km, decisamente fuori dalla nostra portata quelli di 21 e 28 Km, le
cui deviazioni le abbiamo già superate da tempo. In lontananza cime innevate si
propongono alla nostra attenzione, probabilmente si tratta del gruppo del Monte
Baldo, posto sulla riva veneta del Lago di Garda, distante varie decine di
chilometri. Ritorniamo a salire, ci accompagnano le stazioni di una
caratteristica Via Crucis, disposte sul percorso circolare permanente detto "Dei
dieci Capitelli", che attraversiamo abbondantemente. Altro ristoro ed ancora
allegria distribuita a badilate: qui troviamo polenta abbrustolita con salamino
e carne alla griglia, completato da molte altre
leccornie, qualcuno indossa
abiti carnevaleschi, tanto per dar maggior impulso all'enorme ondata di
allegria, perno di tutta la manifestazione. Qualcuno spara fuochi pirotecnici,
anche se in pieno giorno, tanto da renderli visibili solo nelle immediate
vicinanze del ristoro da cui vengono lanciati; un simpatico addetto al ristoro,
di quelli con abbigliamento carnevalesco, distribuisce vin brulè con un fallo
(non inteso come irregolarità di gioco, ma come perfetta riproduzione
dell'organo sessuale maschile) in porcellana: nessuna delle signore o signorine
che si avvicinano, vittime predestinate dello scherzo, si mostra contrariata, da
tutte nasce una spontanea e sonora risata, che non fa altro che incentivare
l'allegro asse portante della manifestazione. Manca ancora un ristoro, quello
della china calda, ma anche qui viene proposto un vastissimo assortimento
"mangia e bevi" con l'immancabile dose di allegria. Ad un paio di chilometri
dall'arrivo ci viene consegnato un buono per ritirare al ristoro dell'arrivo un
piatto di invitanti e fumanti tortellini Avesani, cosponsor della Montefortiana.
Prima di entrare nella parte finale, credo che meriti di essere spesa una parola
per lo stupendo attraversamento di Soave con il suo imponente castello e lo
stile medioevale che riempie l'intero paese, per intenderci una specie di
Castell'Arquato o di Vigoleno delle nostre parti, anche se molto più esteso ed
un po' meno originale. Tutto, come ampiamente detto, qui è allegria, generata
anche dalle molte persone che assistono al nostro passaggio, dispensandoci
applausi accompagnati da scherzose urla di incitamento, il tutto condito con
battute tipicamente a marchio veneto. Cosa pretendere di più da una
manifestazione podistica? Credo che sia impossibile pensare di poter superare,
anche per ciascun singolo particolare, questa bellissima manifestazione che è
ancora capace di richiamare marciatori da ogni parte d'Italia ed un po' anche
dall'estero, soprattutto di lingua tedesca. Al ritiro del premio spettante al
gruppo, saluto il grande trascinatore Gianluigi Pasetto, è con lui un altro
grande trascinatore: quel simpaticissimo Gigi Cervellati conosciuto in quel di
Castelmaggiore (BO). Tante persone conosciute incontro e con tutte si fa una
breve chiacchierata, rigorosamente a tema del meraviglioso evento montefortiano,
poi siamo pronti per intraprendere la via di casa affrontando i 180 Km del suo
sviluppo, di pranzi non abbiamo bisogno di consumarne, basta ed avanza tutto
quello che ci è stato offerto questa mattina, sia sui 14 Km del percorso che
all'arrivo. Anche il riconoscimento individuale rispecchia la manifestazione;
qui tutto è maxi, anche la borsa in tela che contiene un asciugamano, una
confezione di yogurt "probiotico", un litro di latte senza lattosio, una
confezione tris di succhi di frutta, una bottiglia di vino Turà (tipico della
zona) ed una confezione monoporzione di riso integrale. Poco più di 200 i gruppi
premiati, i primi sette erano i seguenti: 1) FIDAS Verona, 2) 85° Reggimento
A.V. Verona, 3) Amici della Natura di Ambivere (BG), 4) Garden Story di Caldiero
(VR), 5) Associazione Praissola Amici di San Bonifacio (VR), 6) Carabinieri
Badia Calavena (VR), 7) Marciaturismo Baone (PD).
Pagelle (voti da 4 a 10)
Percorsi: la meraviglia più assoluta trasformata in percorso podistico. Voto 10 e lode
Servizi: perfezione e precisione assoluta su tutti i fronti prima, durante e dopo la manifestazione. Voto 10 e lode
Ristori: di tutto e di più, non mancava assolutamente nulla ed il tutto offerto su un piatto d'argento chiamato allegria e simpatia. Voto 10 e lode
Riconoscimento individuale: pagare qui 2,00 € senza riconoscimento è come essere invitati a pranzo a casa di amici, e che pranzo! Il riconoscimento, del costo di 10,00 €, consisteva in un mega pacco (vedere le ultime righe della recensione per la descrizione completa), come sempre però voglio andare a cercare il pelo nell'uovo e mi permetto di proporre un riconoscimento dal valore intermedio, praticamente per andare a sostituire quello che una volta era il caratteristico "francobollo" in argento. Voto 9½
Premiazione gruppi: credo che in questa edizione si sia migliorato leggermente distribuendo premi di maggior fruibilità, resta da sostituire qualche trofeo, seppur bellissimi, per portare al massimo anche questa voce. Voto 9½.
Germano Meletti
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