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15 maggio 2011 -- Cremona (Quartiere Cambonino)

30ª Sperlonga

Org. G.P.  CRAL Sperlari

 

Ero moralmente debitore verso gli amici del CRAL Sperari di Cremona, mai avevo partecipato alla loro manifestazione, nonostante l'altisonanza della stessa. La Sperlonga, un nome che è tutto un programma, un'organizzazione curata in ogni minimo dettaglio; anche qui, come mi succede ormai molto spesso, incontro conoscenze locali, bresciane, pavesi e venete, la loro sorpresa nel vedermi qui è grande, in quanto da sempre seguo marce parmigiane o piacentine, allontanandomi dal Ducato solo quando non c'è concomitanza, oggi è appunto l'eccezione che conferma la regola. Dopo un paio di mesi di siccità, le nuvole iniziano a scaricare acqua in quantità fin dalle 6 del mattino, continuando insistentemente e senza interruzioni fino a mezzogiorno. L'intero viaggio di andata e ritorno e tutto il percorso saranno coperti in presenza di una pioggia scrosciante che, seppur per pochissimo, non è riuscita a permettere la formazione di fango nel tratto di carraia da seguire, bisognava tenere l'erba per evitare di sporcarsi le scarpe, ma alla fine il fango lo abbiamo solo sfiorato, sia in senso temporale che come collocazione. Una palestra ci ospita per il ritrovo, metà della superficie pavimentale viene coperta per essere protetta dalle nostre scarpette bagnate ed eventualmente infangate, lo spazio restante a nostra disposizione ne risulterà più che sufficiente. L'asse portante di tutta la manifestazione si chiama Sperlari, praticamente ogni componente del gruppo organizzatore ha fatto parte delle maestranze della famosissima azienda dolciaria cremonese. La stessa ha voluto mantenere il legame con dipendenti ed ex dipendenti, appoggiandoli nell'organizzazione.

Riconoscimento individuale (€ 3,50) consistente in un torrone da g. 250 (vediamo se indovinate la marca); non siamo in periodo natalizio, ma usarlo nella stagione estiva ricavandone un ottimo gelato è più che sufficiente per aspirare al riconoscimento individuale, completato da g. 400 di caramelle (se non avete indovinato la marca di prima, questa è la domanda di riserva, provate nuovamente ad indovinare), caramelle in quantità anche per le iscrizioni senza riconoscimento (€ 2,00). Apriamo l'ombrello e partiamo, la parte superiore del nostro corpo resterà asciutta, ma quella inferiore, già uscendo dal Quartiere Cambonino, sarà fradicia. Due mondi diversi la città e la campagna, una divisione netta; dopo aver percorso circa 1 Km a serpentina all'interno del quartiere, troveremo immediatamente aperta campagna, quella tipica della bassa lombarda con rade grosse fattorie ad interrompere le immense distese di verde dei campi. Decisamente poco abitata questa zona, come ormai è tutta la campagna, rispetto alle decine e decine, a volte centinaia di persone che fino ad alcuni decenni fa abitavano ognuna di queste grosse tenute. Due canali ricchi d'acqua, sicuramente forzata in quanto non credo che in tre ore si siano riempiti così tanto, ci affiancano in entrambi i lati della strada. La sede stradale è stretta, comunque tutta asfaltata e quasi priva di traffico, entriamo in un breve tratto di fitta vegetazione, praticamente un arco sopra di noi, quando ne usciremo apparirà sulla nostra destra un grosso mulino, sicuramente dismesso da decenni, da esso ci divide il solito canale che, a causa dei vari salti obbligati per far funzionare il mulino in tempi andati, ci apparirà rumorosamente festante. C'è ancora la grossa ruota che dava il movimento a tutti gli ingranaggi che azionavano i vari macchinari, oggi abbandonati e ampiamente prede della ruggine; ma perché qualcuno non pensa a tenere in ordine questi bellissimi testimoni della civiltà contadina dei nostri padri e dei nostri nonni? Già mi sono posto la domanda anche in altre occasioni, so di essere ripetitivo, ma non riesco a capire perché a riattivarli ci debba pensare solo una ditta che, colorando di bianco con la fantasia quel mulino, lo fa solo per dar lustro alla propria azienda, proponendo immagini di antica tradizione, che invece non esiste. Tra lunghi rettilinei e curve secche proseguiamo sulla strada asfaltata, sempre quasi priva di traffico; ogni incrocio è abbondantemente sorvegliato, continua anche la ristrettezza della sede stradale e sempre "trattenuta" dai due consistenti canali. All'altezza di un tipico ed invitante ristorante, lasceremo l'asfalto per un breve tratto di strada ghiaiata; proprio in questo breve tratto incontreremo il ristoro. Un tendone consistente tiene al riparo dalla pioggia, che nel frattempo continua a cadere, le varie cose esposte. Appena ci avviciniamo al tavolo, senza neppure rendercene conto, ci viene porto un bicchiere contenente una bevanda trasparente come l'acqua, anzi il primo pensiero è che sia proprio acqua, invece all'assaggio il dolce e gradevole gusto ci colpisce, alla nostra richiesta di cosa fosse, ci viene risposto che è una bevanda fatta in casa, a base di sambuco (che non è il protettore dei gay) ed offerta dal ristorante stesso. Superato il ristoro entreremo in una carraia che ci accompagnerà per circa 1 Km, tenendo l'erba non rischieremo minimamente di infangarci, anche se qualche cautela non storpia, usciremo all'altezza dell'aeroporto turistico sportivo di Cremona, in quel tratto di strada asfaltata già percorso all'andata. Basterà un altro chilometro per riportarci nel Quartiere Cambonino, ripassando davanti al mulino, poi un altro chilometro e potremo finalmente chiudere gli ombrelli, mettendoci al riparo nella struttura della palestra. Il ristoro, pur non presentando eccellenze particolari, si distacca da molti altri per il salume, che riempie in abbondanza (di quantità e di assortimento) vari vassoi. Anche come bevande l'assortimento è ottimo, a completare torte affettate e biscotti vari, il tutto completato, manco a dirlo, da una vasta gamma di caramelle Sperlari. Ma perché la Sperlari, mantenendo la stessa magnanimità, non si mette a produrre culatelli? Vista la proficua collaborazione, chissà che non avremmo potuto beneficiarne anche noi. Anche le premiazioni sono ricche di prodotti della famosa industria dolciaria cremonese, belle e simpatiche confezioni a decrescere, in base alla posizione in classifica, l'entità della premiazione non arriverà sicuramente a valori consistenti, ma l'originalità è certamente larga nota di merito. Poco meno di 800 le presenze, in passato si sono superate più volte le 1.000 unità, quasi 50 i gruppi premiati per la seguente classifica: 1) Pubblica Assistenza Busseto (PR) con 42 iscritti, 2) Dopolavoro Ferroviario Cremona con 37, 3) G.P. Pianenghese di Pianengo (CR) con 33, 4) AVIS di Carmignano del Brenta (PD) con 32, 5) Piedone Mercore (PC), Valera Fratta (LO) e Voghera (PV) tutti con 30 iscritti.

 

Pagelle (voti da 4 a 10)

 

Percorsi: la giornata fortemente piovosa ha sicuramente danneggiato l'osservazione di quelle che possono rappresentare le eccellenze del territorio, nel complesso direi comunque assolutamente non male. Voto 9

 

Servizi: ogni incrocio era presidiato, alcuni addirittura da due persone, questo nonostante la forte pioggia, oltretutto consegne mantenute fino all'ultimo secondo. Solo un dubbio, presto fugato, nell'indicazione del percorso all'uscita della fattoria dove, reimmettendoci sull'asfalto, iniziamo a percorrere a ritroso la stessa strada dell'andata per affrontare la parte finale. Voto 9,5

 

Ristori: validissimi sotto ogni aspetto, compreso il "fattore sorpresa" della bevanda a base di sambuco. Voto 9

 

Riconoscimento individuale: non va considerato fuori stagione il torrone, molti lo richiedono anche d'estate per tritarlo e farne ottimi gelati oppure usarlo per torte e dolci vari. In questo caso più che mai il riconoscimento individuale sarà comunque specchio del territorio: 3,50 € il costo del riconoscimento individuale, comprensivo anche di g. 400 di caramelle, 2,00 € per i soli ristori ed un paio di stik di caramelle. Voto 9

 

Premiazioni gruppi: l'originalità dei pacchi sarebbe da 10 e lode, forse la sostanza un po' meno, comunque nel complesso buona. Voto 9.

 

Germano Meletti

 

 

 

 

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