8 maggio 2011 -- Scipione Ponte di Salsomaggiore (PR)
32ª Salsolonga e 22° Memorial Gianni Bocelli
Org. G.P. Quadrifoglio
il 15 agosto 1989 scompare Gianni Bocelli, chi era costui? Nessun eroe, nessun personaggio famoso, era una normalissima persona, come me e come voi che mi state leggendo. Un male incurabile lo ha rapito lasciando nel dramma i suoi genitori, è normale a 23 anni, ciò che non è normale è che una vita venga strappata lasciando nel dolore più atroce chi gli era vicino, chi lo ha accudito giorno dopo giorno da quando la malattia si era materializzata. Chi non spererebbe per un proprio congiunto che "quel momento" non debba mai arrivare, magari anche a costo di vederselo gravemente menomato a far trascorrere i propri giorni tutti uguali, purtroppo non sempre è così, Gianni Bocelli il giorno di ferragosto di 22 anni fa ha lasciato i tanti amici e parenti e gettato nel dramma mamma Roberta e papà Rinaldo. Ad essi è stato tolto il futuro, distrutto il presente ed offuscato il passato, ma loro sono testardi, io li conosco bene, non sono tipi da rassegnarsi di fronte ad un così atroce sberleffo del destino. Sicuramente il loro Gianni vive nel ricordo, è sempre presente in casa loro, ma per un giorno all'anno il suo ricordo si materializza anche per noi marciatori grazie alla manifestazione a lui dedicata, anche se mai l'abbiamo conosciuto. E' difficile essere marciatori a 22 anni (l'ultimo anno è stato vissuto in balìa della malattia), è difficile trovare qualcosa per rendere visibile a tutti quel futuro così drasticamente venuto a mancare. Roberta e Rinaldo, da sempre in prima fila nell'attività podistica e nelle iniziative del Gruppo Podistico Quadrifoglio di Salsomaggiore, sono riusciti a mettere in piedi quel giorno dedicato a Gianni ed al podismo amatoriale, praticamente uno l'amore e l'altro la passione della loro vita. Già esisteva la Salsolonga; ritrovo, partenza ed arrivo erano fissati nella Piazza del Mercato di Salsomaggiore, era solo la 10ª edizione, ma già era affermata: niente di più bello nel creare questo abbinamento. La collocazione doveva però arrivare nel 2005, quando il ricordo di Gianni venne spostato nella sua collocazione più idonea, quel paese che lo ha visto vivere, soffrire, ma mai morire, ma solo riposare in quel camposanto a poche decine di metri dal baricentro della manifestazione a lui dedicata. Ogni volta che veniamo qui il suo volto ci viene proposto da Roberta e Rinaldo, loro ce l'hanno stampato sulla maglietta, oltre che ben saldo del cuore. Vorrei essere una mosca e volare a casa loro ogni volta che fervono i preparativi per "la corsa di Gianni", loro la chiamano così, vorrei vederli quando si alzano di buon'ora il giorno dell'evento. Secondo me tutto quel giorno è rito: dall'indossare le magliette al preparare i ristori, dall'allestire il baldacchino del montepremi al distribuire i vari riconoscimenti individuali. Tutto quel giorno è rito, anche quando con tanta cura Roberta depone una fetta di cicciolata su un pezzo di polenta ben calda, operazione fatta munita di forchetta e naturalmente ripetuta, per ogni marciatore che si appropinqui, è bastato uno che si prendesse da solo con le mani la fetta di cicciolata per "beccarsi" lo sguardo fulminante di Roberta, lei non ha detto nulla, il suo atteggiamento non ha nascosto nulla, giusto così, quel tizio non si è adeguato alla ritualità che qui ormai è diventata usanza. Ritualità è anche quando Roberta e Rinaldo vengono ripetutamente chiamati dallo speaker Antonio Gasparelli per presentarsi ad effettuare le premiazioni, il momento è delicato, il commiato dai marciatori è come riporre in un cassetto un ricordino di Gianni per andarlo a riprendere il prossimo anno, e così via verso l'eternità. Molte volte troviamo manifestazioni dove c'è sì un nome da ricordare, ma il sentimento è un'altra cosa, qui c'è tutto e proprio per onorare Gianni ci si cura di ogni metro del percorso, di ogni particolare, il marciatore che viene qui deve tornare a casa con il sorriso. Anche quest'anno il sorriso si è stampato sulle labbra di tutti, la cosa è maggiormente accentuata quando è praticabile il Parco dello Stirone, una meraviglia della natura, una dimostrazione di potenza di fronte al passare dei secoli, dei millenni, di milioni e milioni di anni manifestati con i fossili dello Stirone, materia di studio che interessa praticamente l'intera Europa.
Abbiamo toccato con mano la natura, camminando in gallerie di verde scavate sopra i sentieri, abbiamo toccato con mano il rumoreggiare festoso scorrere delle acque limpide dello Stirone, abbiamo toccato con mano anche quei fossili, scaricati qui dal mare che occupava le nostre zone, che dovrebbero avere 5/6 milioni di anni (la parte più alta della zona dei fossili dello Stirone ha circa 8 milioni di anni, quella più bassa, nei dintorni di Fidenza circa 2), praticamente un "da qui all'eternità" che Roberta e Rinaldo hanno voluto tributare al loro Gianni. Particolare anche nei ristori è questa manifestazione, la cura di Roberta nella distribuzione di polenta e cicciolata è solo un dettaglio, un altro dettaglio è la disposizione del tavolo del "dolce" e di quello del "salato" al primo ristoro, visto che la distanza tra i due tavoli dagli ultimi anni è aumentata, ne deduco che Daniele Agnoli, responsabile del "dolce", nel corso dell'annata abbia rotto le balle un po' più del solito, tanto da allontanarselo un po' più dell'abituale. Subito dopo il ristoro ci si addentra in quel misto di vegetazione, che è vita, dello scorrere dell'acqua limpida, basilare elemento di vita, oltre a quelle tracce di vita di milioni di anni, quale miglior parallelo per ricordare una persona scomparsa?
Appena fuori da quest’angolo naturalistico ci separano solo 800 metri dall'arrivo, dove ci aspetta il ristoro finale, la distribuzione dei riconoscimenti individuali e la premiazione dei gruppi, a cui viene dato il via dal solito rituale dell'abbraccio, del bacio e della lacrimuccia di Roberta e Rinaldo. Adesso loro si riposeranno, ma la loro mente è già rivolta a come ricordare il loro Gianni il prossimo anno e lo fanno ancor più intensamente nel momento in cui ripongono nel solito cassetto il Memorial Gianni Bocelli, quando lo ritireranno fuori sarà la 23ª edizione, dieci in più ne ha la Salsolonga, così si chiama il cassetto nel quale viene riposto il ricordo. Classifica gruppi: 1) G.P. I Gialli di San Martino Buon Albergo (VR) con 60 iscritti, 2) G. P. Splugen di Induno Olona (VA) con 54, 3) Marciatori Parmensi con 53, 4) Casone Noceto con 51, 5) AVIS CRI AIDO Sorbolo con 50, 6) G.S. Toccalmatto con 47, 7) Millepiedi Fiorenzuola d'Arda (PC) con 45, a seguire altri 19 gruppi, per un totale di 920 iscritti, compresi i 92 del G.P. Quadrifoglio, naturalmente fuori classifica.
Pagelle (voti da 4 a 10)
Percorsi: la natura e le ere geologiche si fondono in un mix di altissimo gradimento. Voto 10
Servizi: erano tanti gli addetti sui percorsi, neanche un metro è passato inosservato. Voto 10
Ristori: tutti a carattere prevalentemente casereccio tra polenta, lardo, salumi ed altro, ottimi dolci a completare. Voto 9,5
Riconoscimento individuale: le classiche ciambelline di Bussacchini, anche questo è diventato un punto fermo nella manifestazione, a completare un succo di frutta e due brioches, € 3,50 il costo, i ristori e le sole due brioches per 1,50 €. Voto 9
Premiazioni gruppi: sicuramente di alto livello, qualche coppa in meno e qualche oggetto in natura in più le porterebbero certamente vicino alla perfezione. Voto 9.
Germano Meletti
sei il visitatore n.