10 luglio 2011 Varsi (PR)
27ª Camminata Assistenza Pubblica Varsi
Org. Assistenza Pubblica Varsi
Questa volta più che mai abbiamo rischiato di perderla, per meriti o per fortuna questo non è successo. Diffidenze o divergenze hanno sempre piantato paletti lungo il corso della storia di questa marcia, che intanto pian piano si regge in piedi da 27 edizioni, a volte sembrano insanabili le rotture, ma qui si sono sempre ricucite, questa volta non è successo così. Questa introduzione per giustificare la paura dei marciatori prima del 10 luglio: nessuna pubblicità, nessun volantino, vista la situazione conflittuale che si era creata e che era sulla bocca di tutti, qualcuno pensava addirittura di arrivare a Varsi e trovarsi una marcia sospesa, per fortuna niente di tutto questo. I percorsi erano segnalati in maniera inequivocabile, i ristori disposti come sempre, i servizi altrettanto funzionali. Sono lontani i ricordi di quando dovemmo districarci tra varie moto da trial impegnate in un raduno sugli stessi nostri sentieri e contemporaneamente a noi, praticamente avremmo dovuto indossare noi il casco, non i motociclisti, viste le "nuvole" di sassi che volavano. Purtroppo però sono meno lontani i tempi in cui le offerte delle aziende contribuenti alla formazione del montepremi furono dirottati altrove (pesca di beneficenza o simili), per cui a noi restarono le sole coppe, come oggi. Anche a livello di riconoscimento individuale, inesistente da tempo come sovrappiù all'euro e cinquanta, non c'era nulla, ma non c'era nulla neppure per l'iscrizione per i soli ristori, quando in provincia di Parma da sempre l'iscrizione semplice viene accompagnata da panino, oppure una o due brioches o addirittura torta fritta. La perla rimane il percorso, semplicemente meraviglioso: un tratto d'asfalto ci porta ad imboccare un sentiero che si introduce in una estensione boschiva immensa, prima di entrare nel verde lussureggiante c'è il tempo di attraversare il paese, tipicamente montanaro, praticamente quasi come si presentava negli anni '80, quando erano le prime volte che arrivammo qui, quando ci intrattenevamo anche al pomeriggio per recarci a Pessola, frazione di Varsi, che ci proponeva una camminata pomeridiana domenicale, altri tempi.... L'aspetto del paese è variato poco dalla prima volta che venimmo qui, qualcosa di antico nei dintorni della chiesa, ma per il resto un paese ricostruito nell'immediato dopoguerra; infatti durante il secondo conflitto mondiale Varsi fu bersaglio di consistenti bombardamenti, ma perché mai, si chiederà il lettore, se il paese non offre strutture di comunicazione, quindi soggette a bombardamenti? Ebbene, sembra che le forze alleate in un clamoroso incidente di "fuoco amico" opportunamente messo a tacere nel corso degli anni,. abbiano scaricato consistenti grappoli di bombe, fino a quando non ricevettero l'alt, in quanto il bersaglio doveva essere Varzi, in provincia di Pavia e tra l'altro in linea d'aria neppure troppo lontano, a piangere le molte vittime furono così gli abitanti di Varsi che nella circostanza sostituirono quelli di Varzi; storie di guerra, come altre migliaia: quelle che convenivano venivano divulgate, a volte dopo aver subìto sensibili modifiche, altre dovevano essere insabbiate (sia da una parte che dall'altra). All'uscita del paese l'austero castello di Bardi riempie il vuoto formato dai pendii delle montagne circostanti, che nel loro intercalare si chiama Val Ceno, autore ne è quel torrente pulitissimo che si butta nel Taro appena al di sopra di Fornovo, dalle nostre parti esso è come il Trebbia per i piacentini, praticamente la spiaggia di coloro che non vanno in ferie o di coloro che vi si preparano o addirittura per tener rinfrescata la tintarella maturata in chissà quali spiagge. Dal lato opposto della Val Ceno, nonostante ci separino una quindicina di chilometri in linea d'aria, giungono chiari i rumori delle auto da corsa impegnate nell'autodromo di Varano de' Melegari, molto più dolci di quanto non fosse nella marcia di Montesalso del 19 giugno scorso, ma comunque distinti. Ritorniamo nel bellissimo bosco e nell'impegnativo ma suggestivo sentiero che ci porta presto ad altitudini ben più consistenti, visti i 412 metri sul livello del mare di Varsi e visto che nell'ultimo punto in cui potremo osservarne il campanile della chiesa gotica del '300, lo sovrasteremo di alcune decine di metri, successivamente saliremo ancora, per cui è facile pensare che raggiungeremo approssimativamente quota 600 metri o giù di lì. Come in tutte le favole i boschi hanno i loro suggestivi sentieri che si ramificano, noi procediamo sicuri in quello principale, gradito ai nostri occhi, meno alle nostre gambe. Attraversiamo un ponte di legno fatto di tronchi e legato con corde, quasi un'immagine vecchia di vari secoli, vista l'assenza assoluta di tracce umane, indiscutibilmente prodotto di artigianato e cultura montanara che unisce i due strapiombi al centro dei quali dobbiamo transitare. Birillo, che ormai non può più mancare, anzi, si sta montando la testa in quanto immortalato in una foto che andrà sul giornale, al momento di iniziare la percorrenza di quel ponte, dopo che ci ha superato quel Paolo Bucci, maratoneta del deserto e spesso presente alle nostre camminate, facendolo ondeggiare significativamente, tutto sotto controllo, ma Birillo lo ha voluto imboccare solo seguendomi ed una volta cessata l'ondulazione. Appena dopo, io e la mia "belva", usciamo leggermente dal percorso affinché egli possa goderecciamente abbeverarsi nel ruscello sottostante con la sua freschissima e purissima acqua, qui giunta dopo vari metri di consistente e rumoreggiante salto. Proprio nel tratto immediatamente successivo costeggiavamo, anni fa, un recinto di caprioli, oggi non ci sono più e tutto versa nel più deplorevole stato d'abbandono. Usciamo dal bosco solo per attraversare la strada, dalla parte opposta ci aspetta un sentiero ancor più affascinante, dopo una consistente serpentina, sotto di noi, per la vista molto più vicino della distanza percorsa, il campanile della descrizione e del calcolo di altitudine fatto poc'anzi. L'estensione dell'area boschiva è immensa, la salita accentuata, ma stavolta breve, all'uscita percorreremo una strada asfaltata, praticamente deserta, ma anch'essa suggestiva e piuttosto impegnativa. Ad un certo punto devieremo a sinistra, dove la successiva strada ghiaiata ci porterà ad attraversare un piccolo agglomerato di case di costruzione tipicamente indigena, con i tetti a lastroni, in parte ristrutturate ed abitate, in parte vistose crepe ne evidenziano tutti i segni del tempo. Proprio in una di queste ricordo che per tanti anni e fin dalla mia prima partecipazione, una finestra, munita di varie mensoline, fungeva da vetrinetta per l'esposizione di sorprese degli ovetti kinder, chissà quanti anni avrà oggi quel bambino che l'aveva allestita, la casa è parzialmente in fase di restauro e le sorprese sono state tolte. Successivamente un orticello ben ordinato sarà al nostro fianco per un centinaio di metri, una salita dolce e breve ci porterà al ristoro, posto proprio sulla divisione dei percorsi, di fronte ad esso una maestà strappa a tanti una preghiera, o forse camuffata da tale, con quella scusa si riprende fiato per qualche minuto. La fatica però è finita, un falsopiano ci porta ad attraversare un piccolo nucleo di case, inconfondibilmente dello stesso stile di quello incontrato precedentemente, attraversato il quale ritorneremo sull'asfalto in modo definitivo. Dall'alto dominiamo uno specchio d'acqua per la pesca sportiva, ai nostri piedi è ben evidente la serpentina che ci condurrà fino ad esso, di fronte al quale si ricongiungeranno con noi anche i due percorsi più lunghi. Poco più di 1 km ed abbiamo finito, nella parte finale risaliremo il paese dal lato est, cioè da dove siamo arrivati in auto. Tutto è bene quel che finisce bene, la marcia è stata salvata, questa era la cosa più importante, ora occorrerà un po' meno individualismo per portarla a risultati più quotati rispetto alle sole 336 presenze di oggi divise in 15 gruppi.
Classifica: 1) AVIS CRI AIDO Sorbolo con 42 iscritti, 2) Casone Noceto e AVIS Cristo Parma con 40, 4) Marciatori Parmensi con 38, 5) Quadrifoglio Salsomaggiore con 26, 6) G.S,. Toccalmatto con 25, 7) Centro Sociale Universitario Parma con 24, 8) Pubblica Asistenza Busseto con 20.
Pagelle (voti da 4 a 10)
Percorsi: è una vita ormai che veniamo qui a camminare, quasi di nulla sono cambiati i percorsi nel corso degli anni, se non dettagli finali, ma sono sempre meravigliosamente graditi come se fosse la prima volta che li percorriamo. Voto 10 e lode
Servizi: questa è la voce che sembrava più a rischio, ma siamo stati, per fortuna, clamorosamente smentiti. Voto 10
Ristori: nel complesso più che sufficienti grazie al loro assortimento di bevande, frutta (meloni, angurie e nocepesche), biscotti in una discreta varietà, crackers, diciamo che se ci fosse stata la brioche o il panino sarebbero da considerare estremamente validi, vista la mancanza mi fermerò ad un Voto 7,5
Riconoscimento individuale: non previsto, per € 1,50 i soli ristori: Senza voto
Premiazioni gruppi: anche a questa voce bisognerebbe mettere mano in futuro, solo coppe ed anche piuttosto scarsine, una richiesta di consigli non guasterebbe. Voto 5,5
Germano Meletti
Germano Meletti
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