17 settembre 2011 Polesine Parmense (PR)
5ª Camminata del Grande Fiume .....e Dintorni
Org. Comune di Polesine e G.M. Pubblica Assistenza Busseto
Sapete benissimo che questa è una delle "mie" marce, dove ho dovuto trovare un percorso grazie alla collaborazione del Sindaco Andrea Censi, fu proprio lui a spronarmi all'organizzazione di un evento podistico nel comune da lui presieduto. E' sempre stato lui a darsi da fare per la raccolta dei premi, sempre lui a coordinare i vari servizi, addirittura lo scorso anno, in assenza della Polizia Municipale andò in prima persona a presidiare il più pericoloso degli attraversamenti (ma quando mai abbiamo visto un sindaco "abbassarsi" a questo?), rendendo i meriti del tutto alle associazioni di volontariato del territorio da lui presieduto. Devo dire che non era nata sotto una buona stella l'organizzazione della 5ª edizione della Camminata del Grande Fiume .....e Dintorni, un incidente stradale doveva toglierci per il periodo dell'organizzazione e dell'effettuazione della marcia il "Gigante Buono", alias il Sindaco Andrea Censi, oggi, per fortuna, sembra tutto risolto per il meglio, almeno dopo un periodo di assoluto riposo di una paio di settimane, che naturalmente si asterrà dal metterlo in pratica. Ma non finisce qui: durante la settimana che precede la marcia, dedicata totalmente alla preparazione dei percorsi, alla formazione del montepremi, all'allestimento dei servizi, ecc., operazioni condotte sempre "in collaborazione" con Birillo; mentre passavo nella strada (pubblica) prospicente il nuovo esteso sito di fotovoltaico, un cane pastore belga, di proprietà della guardia giurata che presidiava il sito, usciva dal recinto ed azzannava con violenza il malcapitato Birillo, addentandolo e sbattendolo come se avesse avuto in bocca uno straccio. Mentre mi avvicino a quel cane, sempre con Birillo impotente e stretto tra i suoi denti, cerca di avviarsi verso i campi: sarebbe stata la fine per il mio carissimo ed affettuosissimo compagno di tante marce. Senza pensarci minimamente, in un momento mi sono buttato, trattenendo il mio cane stretto con entrambe le braccia; il predatore continuava a tirare senza alcun cenno di cedimento, addirittura è riuscito a trascinarmi a terra bocconi, ma sempre tenendo Birillo ben stretto. Addirittura mi ha trascinato per una decina di metri sulla strada, ma non fa nulla: per fortuna il mio slancio di altruismo, condito da un pizzico di pazzia, ha dato i risultati auspicati: nel frattempo, che mi è sembrato un'eternità anche se si è trattato sì e no di un minuto, è uscita dal recinto la guardia giurata che, non senza sforzo, è riuscito a far mollare il mio povero e carissimo amico. Uno chock spaventoso ed alcune ferite profonde erano il segno che è stato lasciato a Birillo: per lui una ventina di giorni, poi potrà ritornare nell'esercizio delle sue funzioni accompagnandomi alle marce, praticamente riprenderà "servizio" nello steso periodo del Sindaco di Polesine. Cosciente di aver avuto il cane miracolato proseguo nella fase organizzativa per arrivare a sabato 17 con tutto pronto, come effettivamente sarà, questo anche grazie alla collaborazione dell'Amministrazione Comunale di Polesine, in primis gli assessori Sabrina Fedeli e Stefano Catellani ed anche grazie alla sempre pronta disponibilità dei dipendenti comunali Lanfossi Roberta, Gatti Alberto e Gianluca Maghenzani, con il gruppo AUSER resosi disponibile nel giorno della manifestazione e delle associazioni che hanno collaborato. Arriva il gran giorno: si decide (questo preventivamente, tanto che era segnato anche sul volantino) di spostare la partenza e l'arrivo, oltre al ritrovo, in via delle Rimembranze (la via del Municipio) sfruttando così interamente come parcheggio l'area nei dintorni del campo sportivo e raccogliendo maggiormente i partecipanti. Il percorso è quello ormai tradizionale, che pur avendo come tema predominante il Po, offre validissime e meravigliose alternative grazie ai paesaggi tipici e naturalistici che offre il Grande Fiume. Al termine del primo chilometro, tutto su asfalto, si attraversa zigzagando l'enorme cava, deposito della sabbia pescata e qui depositata dai barconi. Passato il cantiere ci si accosta per alcune centinaia di metri al corso del Po, sarà l'unica immagine che lo coinvolgerà direttamente. Una staccionata in legno, di fattezza artigianalmente rustica, ci separa da una fitta boscaglia, dall'altro lato una verde arginatura, somigliante più ad una collinetta che ad un trattenitore d'acqua per l'emergenza, appena oltre si trova il celebrato Ristorante Al Cavallino Bianco. Subito dopo questo tratto un'immagine da cartolina, uno scorcio di vita passata, rappresentato da un consistente numero di vacche libere al pascolo, sia da un lato che dall'altro dell'argine su cui ci troviamo, delimitato quello sulla destra dal Palazzo delle due Torri, detto anche Palazzo Pallavicino: una costruzione quattrocentesca, praticamente un castello. Attigua al maniero la Chiesetta del Po, così è chiamata da queste parti, un sacro edificio, tra storia e leggenda, che rappresenta praticamente un duomo di Cremona in miniatura, con tanto di Torrazzo e porticati sia a destra che a sinistra della facciata con due prolungamenti laterali. Tra il 1600 ed il 1700 una grossa piena seppellì il paese di Polesine San Vito, posto proprio dove oggi passa la corrente del Po, dove sviluppa la massima forza, l'attuale Polesine lo sostituì e quella che oggi chiamiamo Chiesetta della Madonna del Po ne era l'estremità meridionale.
Due passi sull'argine maestro, rialzato consistentemente dopo l'imponente piena del 2000 (mai si è avuta notizia di piene maggiori), poi all'altezza della Chiavica del Canale di Busseto ci infiliamo in una bellissima fitta boscaglia , un ambiente naturalistico che nulla ha da invidiare ai più bei passaggi di montagna. Poi entra in scena lei, l'Ongina Vecchia, un corso d'acqua deviato una sessantina d'anni fa che ha mantenuto nel suo vecchio alveo una zona acquitrinosa, oggi sentinella di una vegetazione spontanea molto particolare, ancor più attraente di quanto possa essere proprio grazie a quell'unicità che troviamo solo qui. A farci compagnia ci sono anche i classici abitanti di queste zone paludose: anitre, fagiani, pesci che saltano e ahimè anche qualche nutria: nessuno di questi animali osa strappare quel bellissimo tappeto verde galleggainte formato da piante a foglie larghissime, simili a quelle del fior di loto. Alla nostra destra è in fase di realizzazione un enorme lago, estendimento di quello già esistente, esso sarà ricavato dallo sbancamento dovuto ad escavazioni per la raccolta della sabbia, queste escavazioni non sono più permesse nel letto del Po, per cui si effettuano in apposite aree predestinate in cui l'ammanco di sabbia sarà compensato dallo riempimento d'acqua che andrà a circondarsi di aree altamente naturalistiche grazie alla vegetazione spontanea che sarà lasciata libera di proliferare ed ospitare tutta la fauna tipica delle paludi. Questo lago andrà ad accompagnarsi con altri già esistenti in zona di simili origini, loro funzione, oltre a quella naturalistica, è anche quella di fare da cassa d'espansione in caso di piene, raccogliendo l'acqua in eccedenza e rilasciandola poi gradatamente, andando così a scongiurare pericolose tracimazioni. Appena prima della divisione dei percorsi (6 e 11 i Km) troviamo il primo ristoro, il rientro del percorso corto ritornerà sull'argine maestro, ricollegandosi al lungo e viaggiando insieme fino all'arrivo per poco più di un chilometro. Il percorso lungo sarà "trattenuto" ancora per qualche centinaio di metri tra l'immensa cava e la naturalistica Ongina Vecchia, quest'ultima resterà al nostro fianco per almeno 2,5 Km, praticamente fino alle porte dell'abitato di Santa Franca. Dall'altro lato si alternano campi di mais in fase di trebbiatura e pioppeti di diverse età ed altezze, al termine dei quali imboccheremo una meravigliosa ed unica galleria nel verde posta proprio sul piccolo argine dell'Ongina Vecchia; è talmente bello questo tratto che viene sfruttato, dandone lustro ulteriore, anche nella marcia di Vidalenzo (Dai Pioppi al Po, prima edizione il 6 agosto scorso) e quella dello Stallone, quest'ultima ce lo propone in senso contrario.
Quando arriviamo a Santa Franca saluteremo la stupenda Ongina Vecchia che tante belle immagini ci ha regalato e su strada asfaltata punteremo verso Vidalenzo, nel cui cimitero sono sepolti i genitori di Giuseppe Verdi. Appena entrati in paese devieremo a sinistra, su Via Stradazza, che sfiora un piccolo quartiere artigianale, attraversamento della provinciale, sorvegliato dalla Polizia Municipale come quello successivo, per imboccare la "strada del misfatto" che ha visto protagonista in negativo il mio adorato Birillo, appena dopo incontreremo il secondo ristoro: ma se non fosse successo ciò che è successo a Birillo, non è che potrebbe essere successa la stessa cosa magari quando al ristoro c'erano parecchi marciatori? In questo caso possiamo ben dire che Birillo abbia fatto da cavia, immolandosi per il bene altrui. Un tratto di strada ghiaiata, poi ancora attraversamento della provinciale dopo poco meno di un chilometro, siamo all'altezza del frequentatissimo tiro a segno: gli intensissimi "pum" e "pam" ce ne testimoniano la presenza già da alcuni chilometri. Saliamo sull'argine maestro ed andremo a ricongiungerci con i 6 Km per poi goderci il meritato ristoro finale. Vino e bevande miste a bagnare torte e biscotti; nota di merito: il ristoro finale è stato gestito brillantemente dagli assessori Sabrina Fedeli e Stefano Catellani che, entusiasti, hanno dato immediatamente la loro disponibilità ad organizzare anche nel 2012, naturalmente forti del bene placito concesso dal convalescente Sindaco Andrea Censi. Le premiazioni per i gruppi consistevano in coppe abbinate con pezzi di formaggio grana Parmigiano Reggiano (4 Kg il più grande, per scendere in proporzione fino al chilogrammo del 12° gruppo classificato. Poco più di 300 le presenze per la seguente classifica: 1) Marciatori Parmensi con 35 iscritti, 2) Pubblica Assistenza Busseto con 32, 3) Quadrifoglio Salsomaggiore e AVIS CRI AIDO Sorbolo con 30, 5) AVIS Cristo Colombo Parma con 22, 6) Ali Blu di Montesalso di Varano de' Melegari con 21, 7) Piedone di Mercore di Besenzone (PC) con 20, 8) Centro sociale Universitario Parma e Gruppo Vidalenzo (forse con un futuro davanti) con 17, 10) Casone Noceto con 15, 11) Gli Zerbini di Pieve Cusignano di Fidenza con 11, 12) G.S. Toccalmatto con 8, 13) ARCI Golese con 7, 14) Ginnic Club Piacenza e AVIS San Secondo con 6, 16) Dopolavoro Ferroviario Cremona con 5, 17) CRAL Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza con 3.
Pagelle (voti da 4 a 10)
Percorsi: senza esitazione alcuna Voto 10 e lode
Servizi: in questa marcia il reparto servizi funziona per una volta l'anno, magari con dei cambi da un'edizione all'altra, per cui diventa difficile far entrare queste persone estranee al podismo in un certo ordine di idee, in ogni caso un po' d'esperienza sta facendo capolino ed i disastri delle prime edizioni sono solo un ricordo, anche se c'è ancora qualcosina da fare per migliorarsi ulteriormente. Voto 9
Ristori: nessuna proposta al di fuori dell'usuale, centrata la loro collocazione e soddisfacente quello dell'arrivo. Voto 9
Riconoscimento individuale: una bottiglia di vino per € 3,50, i soli ristori e due brioches per 1,50 €. Voto 8
Premiazioni gruppi: coppe, formaggio e qualcos'altro a sancire la soddisfazione di tutti i presenti. Voto 9,5.
Germano Meletti
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