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9 ottobre 2011 -- Corcagnano di Parma

35ª Camminata Enologica

Org. Circolo ARCI Corcagnano

 

Ci sono parecchie cose che non quadrano in questa marcia, a cominciare dal nome che, per la verità, pensavo che per la prima volta dopo 35 edizioni comparisse il vino per giustificarlo, ma era solo un cartone vuoto di un noto produttore veneto di vino, quel cartone conteneva solo aggeggi per il ristoro (bicchieri, tovaglioli, ecc.), di vino ancora una volta nessuna traccia, ma perché si ostinano a chiamarla Camminata Enologica? Subito dopo la partenza ci si incammina in un lunghissimo rettilineo che attraversa tutto il paese nella parte 0vest, passaggio davanti alla chiesa e tristissimo passaggio anche davanti al dismesso stabilimento Star che tante famiglie ha messo nei guai con la sua chiusura, avvenuta da ormai tre o quattro anni. I percorsi proposti sono tre: 6, 12 e 21 Km, il terzo anche in versione competitiva, i due più lunghi si ritrovano inserita nel loro sviluppo la stupenda Villa Malenchini con il suo incantevole parco, una specie di Reggia di Caserta in miniatura, fontana esclusa, ma una vera meraviglia, probabilmente la più bella villa ad interesse storico incontrata nelle marce, essa risale al XVIII secolo, almeno a giudicare dallo stile, un tocco di immenso piacere per la vista, che da solo vale l'intera marcia. Il bello è che, pur essendo lì da sempre, è stata inserita da poco: io l'ho trovata per la prima volta lo scorso anno, ma partecipai dopo due o tre edizioni di assenza, per cui non vorrei darvi dei riferimenti errati in quanto potrebbe essere stata inserita anche uno o due anni prima, anche se credo di no, altrimenti qualcuno me ne avrebbe parlato vista l'immensa bellezza che passerebbe inosservata solo ad un cieco. Ma il bello è che, pur passandoci proprio sul cancello d'ingresso, non ne è stato previsto il passaggio interno nel percorso breve, quando invece l'intero perimetro interno, disposto a ferro di cavallo, è lungo non più di 700-800 metri, ma dove sarebbe stato il problema se aggiunti ai 6 Km del percorso? Quest'anno, facendomi da solo la variante al percorso breve, sono entrato e ne ho percorso l'interno: sono rimasto estasiato per la grandiosa bellezza, praticamente un angolo di paradiso, ma ne sono uscito profondamente deluso per come certa gente intende le marce, evitando il passaggio in luoghi veramente da sogno. Una volta uscito chiudendo il "ferro di cavallo" mi ritrovo a superare lo stesso cancello da cui ero entrato e proseguo sulla stesa strada che avrei percorso senza quella variante, ma è meglio coprire 6,8 Km con quella meravigliosa cartolina o 6 Km assolutamente incolore ed insapore? Il punto di riferimento sia per l'entrata che per l'uscita è una bellissima FIAT 500 B, la famosa Topolino, in versione Belvedere (famigliare), con la carrozzeria in legno, risalente agli ultimissimi anni '40, lasciata in bella mostra appena all'interno del cancello. Si riprende il rettilineo, anche se ormai nella parte terminale, una "esse" all'altezza del ponte sul vicino canale ed appena prima di Carignano, altra frazione di Parma, giriamo sulla destra, attraversiamo la parte nord del paese, composto in parte da edifici di circa 200 anni, molto più semplici, ma certamente contemporanei alla stupenda Villa Malenchini. Al momento di girare sulla destra verso la campagna, imboccando la campagna che l'attraversa, troviamo il ristoro, proposte: acqua e thè, non c'era null'altro, neppure un biscottino, non che fossero finiti, no, il ristoro era proprio tutto qui Io proporrei che per organizzare una marcia occorrerebbe sostenere un esamino psicoattitudinale, previa frequentazione di un apposito corso, in sostituzione di quella eventualmente mancante frequentazione bisognerebbe partecipare ad almeno altre dieci marce per vedere come si comportano gli altri organizzatori, a quel punto si rilascia "l'abilitazione organizzativa". Naturalmente è solo una battuta scherzosa, ma con un fondamento di verità. Soffia il vento piuttosto forte, le varie folate, quasi a sottolineare le negatività organizzative, provocano la forte vibrazione di una lamiera, la quale produce un forte e lungo rumore sinistro, molto simile ad un fortissimo vibrare di gong, ma come hanno fatto a dormire nella notte appena trascorsa da queste parti? Proseguiamo percorrendo l'intera carraia fino ad uscire sulla strada asfaltata, stretta e poco battuta, che ci riporterà sulla via principale che rientra in Corcagnano, 500 metri ed anche questa è fatta. Arrivare qui la mattina della marcia ed andare a bere il caffè nel bar è come dare la possibilità al demonietto tentatore di convincerti a stare a guardare il mattiniero Gran Premio del Giappone di Formula 1, anziché imbarcarsi in quell'organizzazione podistica incolore ed insapore che da anni ci viene propinata, aggiunta di Villa Malenchini a parte per i due percorsi più lunghi (ripeto che la mia visita è stata solo una variante personale, seguita da tantissimi, ma non prevista nel percorso corto). Ristoro finale: acqua, thè, biscotti e patatine; già lo giudico largamente insufficiente per noi che non abbiamo coperto percorsi competitivi, figurarsi quanto si sazieranno quegli atleti che per circa un'ora e mezza ed anche più si sono cimentati nella mezza maratona. Premiazioni gruppi: coppe, solo coppe, anche se questo mi sembra assurdo, quando siamo ancora quasi tutti sui percorsi vengono sorteggiati premi per una decina di gruppi, premi distribuiti sì ed anche di un certo valore, ma non sarebbe meglio far estrarre quei premi ai rappresentanti dei gruppi quando si presentano per ritirare la coppa? Se non altro si renderebbero tutti partecipi all'operazione, mi sembra controproducente per l'organizzazione il passare quasi sotto silenzio questo tipo di premiazione. Concludiamo con un po' di numeri: 676 iscritti divisi in 23 gruppi, il primo dei quali è un "fantagruppo" (mai visto prima e non percepito come presenze), si chiamava semplicemente Corcagnano e contava 129 iscritti. Sapete benissimo come la penso relativamente alle iscrizioni senza presenza, sono certamente un toccasana per il bilancio, anche se non so se in questo caso i soldi siano stati incassati, ma sicuramente alla mia indifferenza è corrisposto il malumore di alcuni gruppi immediatamente seguenti in classifica, anche se si poteva aspirare solo a coppe; per le prime posizioni la graduatoria era la seguente: 1) Corcagnano con 129 iscritti, 2) Atletica Casone Noceto con 86, 3) Atletica Manara Fontevivo con 71, 4) Marciatori Parmensi con 69, 5) Ali Blu di Montesalso di Varano de' Melegari con 37, 6) AVIS Cristo Parma con 36, 7) Quadrifoglio Salsomaggiore con 31.

 

Pagelle (voti da 4 a 10)

 

Percorsi: l'inserimento di Villa Malenchini è certamente un tocco di alto prestigio per un percorso assolutamente piatto e fortemente monotono, è un passaggio per cui ogni organizzatore farebbe carte false per inserire cotanta bellezza, sarebbe un ulteriore salto di qualità se lo stesso cimelio storico con l'annesso stupendo parco fosse inserito ufficialmente, non "clandestinamente", in tutti gli itinerari proposti, anche nel percorso più corto. Voto 8,5 (un punto in più avrei dato se fosse stato inserito anche sul percorso corto, coperto dalla maggioranza dei podisti)

 

Servizi: è la voce più meritevole di tutto il contesto organizzativo: c'erano solo pochissime frecce (due o tre in punti isolati) sul percorso, c'erano addetti ad ogni incrocio a sostituirle, anche se qualcuno dovrebbe sviluppare maggiormente la parlantina per impartire indicazioni, per fortuna la cosa riguardava solo un paio di addetti. Voto 9,5

 

Ristori: decisamente scarsi, meno di così credo di averlo visto solo una volta in quasi quarant'anni di marce, per maggiore chiarezza leggere la recensione. Voto 5

 

Riconoscimento individuale: apprezzata la variazione rispetto agli anni scorsi; dal cotechino siamo passati allo stinco di maiale (in entrambi i casi precotti) al costo di 5 €, comprese due brioches; queste ultime ad 1,50 €, in entrambi i casi erano compresi i miseri ristori. Voto 9

 

Premiazione gruppi: le sole coppe sono assolutamente scarse, i premi a sorteggio compensano questo vuoto, di certo si potrebbe evidenziarne maggiormente la distribuzione, magari ne trarrebbe beneficio anche l'eleganza, praticamente inesistente oggi. Voto 9,5 (questo per la consistenza, se tenessi conto del poco stile della distribuzione dovrei togliere un punto, naturalmente sempre secondo il mio modestissimo ed opinabile parere).

 

Germano Meletti

 

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