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16 ottobre 2011 Toccalmatto di Fontanellato (PR)

36ª Trofeo Ossimprandi

Org. G.S. Toccalmatto

 

 

Carissimo Camillo, non è bello nella vita perdere un amico ed ancora più brutto è il non capire perché l'hai perso.

Forse tu non leggerai mai quello che ti sto scrivendo, a meno che qualcuno non ti scarichi il pezzo e te lo consegni in formato cartaceo, a questo punto resterebbe solo il capire, sì perché l'orgoglio molte volte può portare all'illusione di essere sempre e comunque dalla parte del giusto. Facendo un amarcord del nostro rapporto di amicizia compio un salto all'indietro di moltissimi anni, quando tu organizzavi a Toccalmatto la festa con vari giochi rustici, la gimkana dei trattori ed altro, sinceramente non ricordo se la cosa fosse autonoma o abbinata ad una marcia, anche se penso più verosimilmente a questa seconda ipotesi. In quell'occasione riuscii a smuovere dal focolare domestico mia moglie, impresa riuscita solo in rarissime occasioni, quando ella partecipò in una squadra tutta femminile, non trascurabile anche l'impresa di smuovere due sue amiche, a quella serie di "giochi rustici" da te organizzati. Ricordo poi quando, in svariate occasioni, mi chiedesti di partecipare alle feste di fine anno del tuo gruppo, raccomandandomi di portare anche i miei figli, a te è sempre piaciuto il contorno di bambini alle tue iniziative (di questo conservo ancora le foto), io ho sempre aderito ed ho sempre pagato la cena, per me e per loro. Ricordo poi quando, nel lunghissimo periodo della tua carica di presidente del Comitato Marce di Parma, mi telefonasti per salvare la Marcia della Tartaruga di Trecasali, era giovedì, tre giorni prima della sua programmazione e da un tuo correttissimo accertamento che tutto fosse pronto, appurasti che quei signori non avevano nessuna intenzione di organizzare quell'evento, nonostante fosse riportato e per il quale avevano pagato, sul calendario delle marce parmensi, come fare a quel punto ad informare tutti della eventuale sospensione? Nessun problema: ti precipitasti da me per sapere se avevo in magazzino merendine a sufficienza per coprire il fabbisogno della marcia, dopo due conti veloci capimmo che il quantitativo disponibile poteva essere sufficiente, anche se non di molto. Caricai il Fiorino e alla domenica mattina partii alla volta di Trecasali, le cose andarono come meglio non potessero da qualunque punto di vista, naturalmente il mio servizio fu assolutamente gratuito, incassando soltanto l'equivalente del mio prezzo di costo, ma anche quella volta io c'ero!

C'ero anche quando la stessa operazione di fornitura, naturalmente con lo stesso guadagno, era destinata alle tue camminate, fornendo così molte edizioni della marcia di pasquetta e del Trofeo Ossimprandi. E quante volte sono salito in macchina con Tizio, Caio o Sempronio per movimentare e pubblicizzare via altoparlante la testa delle tue manifestazioni competitive, che da sempre ami abbinare alle tue organizzazioni non competitive. E della 6X30 cosa diciamo?

Diciamo che siccome tu avevi, ancora giustamente, bisogno di raccogliere squadre, mi chiedesti di darmi da fare, nel limite delle mie possibilità, per portartene qualcuna: io riuscii a convincere la Podistica di Solidarietà di Piacenza, il gruppo Bastellinmarcia di Bastelli di Fidenza (ancora oggi nessuno di loro sa cosa vuol dire correre, la loro partecipazione ebbe del miracoloso).

Per darti una ulteriore mano mi accollai anche diversi turni di corsa: per i Marciatori Parmensi che per tradizione ed allo scopo di completare una squadra in più mi iscrivevano con loro, in più una volta completai anche una squadra delle Ali Blu, oltre naturalmente a partecipare con la Pubblica Assistenza di Busseto, finché si è iscritta, e con il Bastellinmarcia. E quante volte, oltre che all'altoparlante dell'automobile, ho "chiacchierato" insieme a te al microfono in molte tue manifestazioni ed in cambio, caro Camillo, non ho mai ricevuto un "grazie" e neppure avrei preteso di più, anche se nel frattempo i tuoi acquisti presso il mio magazzino erano aumentati, anche oggetti in ceramica da mettere al posto delle coppe acquistasti, naturalmente sempre senza nessun guadagno da parte mia, dandoteli al solo prezzo di costo, a volte offrendoti anche qualcosa da incrementare il montepremi. Poi il buio più assoluto, preceduto da forti dubbi sul perché Camillo non mi avesse salutato, questo una, due, tre e più volte. A questo punto i dubbi divennero certezze: l'amico di vari decenni non mi salutava più e neppure più mi rivolgeva la parola, ma cosa mai potevo avergli fatto? Anche nel momento più difficile della tua vita io c'ero, la tua forzata assenza mi coinvolse in una "speakerata" fuori programma a Monticelli Terme, avrei potuto astenermi, ma cercai di ovviare, per quanto potessi, all'inconveniente. Venni anche a casa tua per cercare di capire, eventualmente per rendermi utile e venni con un amico comune, che non voglio citare, ma se sarà il caso lo farò (cosa perfettamente inutile, tanto tu ti ricordi benissimo). Un'altra batosta per te fu la perdita della mamma, la mamma è sempre la mamma, anche quando è arrivata alla soglia dei cento anni, anche in quel caso cercai con piccole "invasioni di campo" di aiutarti, quantomeno per alleviarti il dolore per la grave perdita subìta, forse non ci riuscii, ma, credimi Camillo, ci provai. Le prime avvisaglie del tuo disagio nei miei confronti, anche se credo rientrarono presto, seppur parzialmente, si mostrarono a Pastorello nel 2008, quando tu mi dicesti: "Tu su internet stai scrivendo delle gran cazzate", io ti chiesi: "Ma tu, Camillo, cos'hai letto?", "Nulla - mi rispondesti - me lo hanno detto". Già qui ne fui infastidito, pensai: "Ma perché uno come Camillo, capace di grandi cose, non si sente in grado di guardare e giudicare ciò che vede con i propri occhi ed ha bisogno di farsi passare giudizi assurdamente preconfezionati?". Da allora sono trascorsi tre anni e nella scorsa marcia di Ramiola la stessa identica frase mi venne pronunciata da Enrico Viappiani, forse per voler emergere, perché condurre un gruppo come hai sempre fatto tu, anche se lui lo avrebbe comunque fatto provvisoriamente, sono in pochi ad essere in grado di farlo ed Enrico Viappiani non è certamente tra questi, a tal proposito ti invito a CLICCARE QUI, perché tu possa leggere un comunicato da me distribuito a tutti i gruppi parmensi che assistettero a quella diatriba piuttosto accentuata, lo stesso comunicato lo inviai anche a te, con l'aggiunta di due parole personali, a stretto giro di posta e del quale, naturalmente, ancora oggi devo ricevere una tua risposta. In occasione della marcia di pasquetta a Soragna (MARCIA DEI DUE CASTELLI E UN'ABBAZIA DEL 25 APRILE SCORSO) scrissi un pezzo che, te lo giuro, pensavo ti avesse fatto solo piacere, invece mi sbagliai, e di grosso, perché tu non lo leggesti mai, qualche cretino ti aveva detto ancora una volta: "Quello lì scrive delle gran cazzate!". Errare è umano, ma perseverare è diabolico; un perseverare che nel tuo caso vuol praticamente dire "mi spezzo ma non mi piego". Tralasciamo poi passaggi attraverso la marcia di San Rocco di Busseto che, anziché cessarla, riuscii a farla avere organizzativamente a te ed al tuo gruppo. E quando venisti a Castione ad organizzare gare di briscola, naturalmente per finanziare il tuo gruppo, qualche "indigeno" riuscii a raccattarlo ed a farlo partecipare, ma anche questo è passato remoto. Un altro tentativo di riconciliazione, in quanto non riuscivo proprio a capacitarmi di questo tuo comportamento (ma perché mi ostinavo a voler riallacciare sapendo di non averti mai fatto nessun torto? Non so se inconsciamente, ma volontariamente sicuramente no!) fu alla Marcia dei Quattro Ponti dello scorso anno, solo poche ore dopo la scomparsa del comune grande amico Silvano Belletti; io ti chiesi cortesemente se avessi potuto accollarmi io il semplice rito del minuto di raccoglimento, tu mi dicesti di sì, ma quando giunse il momento, nonostante io fossi solo ad un paio di metri di fronte a te, guardandomi, hai proseguito facendolo tu, ma incappando nel clamoroso errore di dialogare con una persona per una decina di secondi a raccoglimento iniziato, lui faceva affermazioni e tu gli rispondevi al microfono, a questo punto il minuto divenne ben più stretto, speriamo non sia stato altrettanto per il raccoglimento. Vorrei fermarmi, caro Camillo, ma è più forte di me e voglio ricordarti un altro momento difficile della tua vita, quando i competitivi in quel di Fontevivo sbagliarono strada rendendo nulla la prova, tu non avevi nessuna colpa, ma inevitabilmente essendo tu il "deus es machina", le inevitabili responsabilità ricaddero su di te, anche in quel momento io c'ero ed insieme alla signora, di cui non ricordo il nome, assessore allo sport del Comune di Fontanellato, cercammo di coprire microfonicamente ed improvvisando il tuo comprensibile sconforto (anche se era ben di più di un semplice sconforto).

Scusami Camillo, ma voglio concludere questa specie di "resa dei conti" analizzando il comportamento del tuo gruppo nei confronti di quello di Bastelli: anno 2008, 42 partecipazioni del gruppo Bastellinmarcia alle tue manifestazioni (21 alla marcia di pasquetta più altrettanti a quella di ottobre a Toccalmatto, senza contare la partecipazione alla 6X30), in cambio 17 partecipazioni del G.S. Toccalmatto a Bastelli. L'anno successivo le partecipazioni del Bastellinmarcia, sempre divise in parti uguali tra le due manifestazioni, furono 46, il tuo scambio si fermò a 15. Anno 2010: alla Maratonina dei due Castelli e un'Abbazia, quella di pasquetta, avesti 21 iscritti di Bastelli, il tuo scambio a Bastelli fu di 8 ed io, a questo punto, consigliai al gruppo di Bastelli di evitare la partecipazione alla marcia di ottobre a Toccalmatto.

Anno 2011: 18 iscritti bastellesi (dico 18, ma credo che in quell'occasione furono due o tre in più) a Soragna per la marcia di pasquetta, il tuo scambio a Bastelli si fermò a 7, ma caro Camillo chi dev'essere incazzato tra me e te?

Nella mia mente, quando oggi ti ho visto passare con l'auto munita di altoparlanti a far da staffetta, tu all'interno parlavi parlavi, addirittura urlavi, ma quegli altoparlanti non funzionavano e non hanno portato fuori una sola parola della tua chiacchierata in quanto ne uscivano il mutismo ed il silenzio più assoluto, forse per un guasto, ma era proprio lo specchio del tuo comportamento nei miei confronti. Per protestare contro questo tuo comportamento mi asterrò dal fare qualunque commento sulla tua manifestazione, non comunicherò né le pagelle e neppure la classifica, dirò soltanto che c'erano 697 iscritti, contro i 622 dello scorso anno, ma sotto una fitta pioggia, numeri scesi a precipizio dagli 873 del 2009 e dagli 842 del 2008, senza andare a cercare nei momenti storicamente più validi del podismo amatoriale, qualcosa vorrà pur dire.... Nonostante tutto, caro Camillo, ti saluto con un grande ideale abbraccio, quantomeno a suggellare quasi quattro decenni di amicizia e nella speranza di poterla rinstaurare, naturalmente solo se mi farai capire dove io ho mancato di rispetto a te. Ciao Camillo e ciao anche a tutti coloro che ci seguono.

 

Germano Meletti

 

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