1 maggio 2011 -- Fiorenzuola d'Arda (PC)
42ª Marcia Internazionale del 1° Maggio
Org. G.P. Millepiedi Fiorenzuola d'Arda
Una giornata particolare questo primo maggio, già in sede di distribuzione dei vari appuntamenti podistici in fase di stesura del calendario 2011, per la domenica "rubata" dalla festa odierna, così come il lunedì di Pasqua ha "rubato" il 25 aprile non più tardi di una settimana fa, ha reso così il compito più difficile. Una cosa che ho immaginato è stato l'ideale ponte gettato tra quella domenica mattina di sei anni fa, quando in nottata si diffuse la notizia della scomparsa di uno dei papi più amati della storia:
Giovanni Paolo II. Eravamo a Mamiano di Traversetolo, fu spontanea l'effettuazione di un minuto di raccoglimento con una preghiera, a tutto questo si adeguarono anche i non credenti, quasi tutti avevano gli occhi lucidi, chi più consistentemente e chi un po' meno, ma tutti erano commossi. Oggi è il giorno in cui lo faranno Beato, sono arrivati a Roma in milioni da tutto il mondo per l'evento, sarà sufficiente per noi marciatori chiudere idealmente quel ponte che va dall'8 aprile di sei anni fa ad oggi? Io credo di sì, anche perché stiamo parlando del papa più sportivo della storia. Visto come abbiamo introdotto l'argomento, credo proprio che oggi si posa parlare di miracolo il veder sopravvivere, tra l'altro in modo encomiabile, una manifestazione podistica per ben 42 anni e chissà per quanto durerà ancora. Credo di poter parlare di miracolo anche ricalcandone la sua storia, nata solo per far fare due passi ai fiorenzuolani, andando in allegria a scoprire quegli angoli poco in vista, quasi sconosciuti, della loro cittadina. Più tardi arrivarono FIASP ed i vari comitati provinciali e ci si introdusse in un tema prettamente podistico abituale, anziché occasionale com'era stato concepito, pur restando nella più squisita amatorialità del podismo. Da sempre il primo maggio è la data dedicata da Fiorenzuola d'Arda ad una festa particolare, che comincia proprio con la camminata e termina nel pomeriggio con appuntamenti un po' più mondani. La tradizione venne radicata da vari bar della cittadina piacentina:
essi facevano a gara proponendo ai loro clienti di acquistare un'iscrizione, eventualmente anche di più coinvolgendo il resto della famiglia (accusando me di iscrizioni senza presenza, non vi sembra che i "soloni" siano arrivati con almeno trent'anni di ritardo?), per cercare di sopravanzare il bar Pinco o il bar Pallino, così si generò una sana e costruttiva rivalità. Ma non era solo questo la Marcia Internazionale del 1° Maggio, era anche il veder camminare intere famiglie con tutte le generazioni che le componevano, cani compresi, con bimbi con biciclettine, tricicli, marsupi o addirittura sul passeggino. Fu proprio qui che nacque la simpatica idea del "ristoro per cani", spinti proprio dal consistente numero di amici dell'uomo presenti, era solo una bacinella piena d'acqua, ma il più fedele amico dell'uomo godeva anch'esso del suo momento dedicato al ristoro. Alla fine dei conti se non ci fosse stata quella corsa all'iscrizione, anche senza partecipazione, molto probabilmente oggi la Camminata Internazionale del 1° maggio non esisterebbe più. Invece non solo esiste ancora, ma si permette di richiamare qui ben 2.475 iscritti, secondo risultato di sempre, divisi tra locali, Comitato di Piacenza, Comitato di Parma e gruppi provenienti da varie regioni, facendo continuamente questi numeri non si può parlare di miracolo? Miracolo anche per la resistenza nel corso degli anni a dover cambiare più volte percorso per l'espansione del quartiere artigianale o per i lavori della tangenziale, nel corso degli anni è stato cambiato per tre volte anche il punto di ritrovo, partenza ed arrivo. Lungo il percorso troviamo vari edifici che sembrano dimenticati qui dal tempo: una maestà, con un piccolo porticato nella parte anteriore, è stata "soffocata" dal terrapieno che porta a scavalcare la tangenziale; è messa lì, un consistente fosso la divide dalla scarpata formata dal terrapieno sul quale stiamo passando, come se si fosse voluto fare un taglio netto con la storia e le tradizioni, e pensare che solo pochi anni fa passavamo proprio ai suoi piedi ed in quel suo stradino che oggi non esiste praticamente più. Un 'altra costruzione caratteristica, ormai fagocitata dai capannoni dell'imponente quartiere artigianale, è ormai in fase finale di ristrutturazione, meno male che almeno questa l'hanno salvata, così come una ex casa colonica, anch'essa posta lì come un oggetto estraneo, proprio al centro dello stesso quartiere artigianale, oggi è stata trasformata in unità abitativa con vari appartamenti.
Un'altra casa colonica, questa ancora attiva anche se non abitata e senza la stalla, l'attraverseremo appena abbandoniamo la strada asfaltata, un silos in disuso proprio all'entrata dell'ampia corte interna a forma di quadrilatero, uno di quei tipici edifici, questo dovrebbe risalire al 1800, che contenevano piccoli paesi per il numero di famiglie e di attività che occupavano l'intero volume del caseggiato. Dietro di esso iniziano a snodarsi varie carraie e stradine, antipasto di visioni ben più belle per coloro che si tufferanno nella natura e nella storia dei percorsi più lunghi: quello di 32 Km arriva fino alle porte di Castell'Arquato, il tutto senza mai interessare arterie trafficate.
Appena ripreso l'asfalto incontreremo il ristoro, con l'immancabile angolo dedicato ai cani, quel ristoro servirà anche coloro che, ben più affaticati di noi, stanno rientrando dai percorsi più lunghi. Di nuovo la salita che oscura la maestà citata poc'anzi, 2 Km intorno al quartiere artigianale e poi rieccoci nell'animatissimo piazzale prospiciente il Centro Commerciale Cappuccini. Un 'osservazione che amo fare e che già ho fatto altre volte per evidenziare le varie mentalità d'approccio alle marce: arrivando qui di prima mattina, al mio arrivo erano circa le 7,30, mentre stavo arrivando con l'auto incrociamo i più mattinieri che già sono sul percorso, sono praticamente tutti piacentini. Dopo di loro, senza lasciare vuoti e mantenendo alimentata la continua fiumana di gente che si ramifica nelle varie direzioni sui vari percorsi, incrociamo i parmensi. A questo punto si crea qualche vuoto, ma sarà ben presto riempito dall'ultimo scaglione di partenti, rappresentato per la stragrande maggioranza dai locali, cioè coloro che si appropinquano al mondo delle marce solo il primo maggio, praticamente tutti fiorenzuolani o dei dintorni, un'animazione che tra partenze ed arrivi, continuerà per tutta la mattinata, praticamente fino a mezzogiorno inoltrato. Ritornando ai miracoli, questa volta però mancato, è la non avvenuta liquefazione del sangue di San Gennaro il giorno precedente a Napoli, quella popolazione interpreta l'avvenimento come foriero di negatività per il resto dell'annata. Tranquilli napoletani, un altro miracolo si è verificato qui a Fiorenzuola: senza tutte le balle dell'anno scorso mi è stata consegnata la tessera FIASP 2011. Il ristoro più consistente di tutta l'annata podistica, seguito dalle premiazioni, concluderà la nostra mattinata podistica nella cittadina in riva all'Arda, molti di noi potranno dire di aver già pranzato, una volta giunti alle proprie case. La classifica vede ben 67 gruppi, i primi dei quali sono i seguenti: 1) Marciaturismo Baone (PD) con 96 iscritti,
2) G.M. Gelindo Bordin Podenzano con 89, 3) AVIS Gaggiano (MI) con 80, 4) Bipedi Vigolzone e Piedone Mercore con 74, 6) Marciatori Parmensi con 60, 7) Italpose Gossolengo con 57, 8) G.M. Monte Cervino di Chatillon (AO) con 56. Se mi si concede una piccola appendice volevo dirvi qualcosa che riguarda quest'ultimo gruppo: è già da qualche tempo che lo incontriamo ai nostri appuntamenti podistici, sicuramente non è per vedere i nostri paesaggi, i loro sono tutt'altra cosa, sicuramente nello scambio ci guadagniamo noi, miracoli dello scambio, quegli stessi miracoli che sono capaci di portare 4.000 marciatori in un paesino come, ad esempio, Mercore, solo poche decine di anime residenti, naturalmente Gruppo Monte Cervino compreso.
Pagelle (voti da 4 a 10)
Percorsi: questo è certamente il percorso che offre maggior varietà di tutta l'annata, anche in virtù delle molte opzioni di percorsi messe a disposizione, unica proposta decisamente infelice è quella dei 4 Km, tutta attorno al solo quartiere artigianale, che io eliminerei. Voto 9,5
Servizi: erano in tanti a sorvegliare i punti critici, qualcuno per vincere la solitudine e la monotonia del servizio, ha provveduto ad alzare il volume della propria autoradio, inondando così con quella colonna sonora anche i marciatori in transito. Voto 10
Ristori: non voglio consumare inchiostro per ripetere le solite cose delle precedenti edizioni, mi limito ad un eloquente Voto 10 e superlode
Riconoscimento individuale: anche qui so di ripetermi, ma ritengo svantaggioso il confronto con qualunque altra marcia per la bottiglia di vino del riconoscimento individuale che qui acquistiamo a 4,50 €, anche se di ottima qualità, per 2,00 € il maxi ristoro a disposizione ed una brioche. Voto 6,5
Premiazioni gruppi: anche in questo caso, come nella maggior parte delle voci, la Marcia Internazionale del 1° Maggio di Fiorenzuola d'Arda andrebbe presa come esempio da molti. Voto 10.
Germano Meletti
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