3 giugno 2011 Piacenza (Parco della Galleana)
Marcia di Beneficenza
Org. Centro Servizi C.P.M. Piacenza
Ritorno sul luogo del delitto esattamente un anno dopo, un anno dopo di uno dei più grandi (e gravi data l'entità organizzatrice) disastri podistici in 38 anni di mia frequentazione del mondo delle marce.
Nel pomeriggio non ho molta voglia di partire per recarmi a Piacenza, chi me lo fa fare dopo la boiata e conseguente guerra dello scorso anno? Per la verità sono in tanti a pensarla come me e me lo hanno manifestato in mille modi in questi ultimi 365 giorni, se la marcia ripete ciò che è successo lo scorso anno non ne vale neppure la pena di posare le chiappe sul sedile dell'auto, ma poi penso al mio "dovere" di cronista nei vostri confronti e seppur di malavoglia, parto. So dove bisogna andare, scelgo anche la giusta entrata nel parco per recarmi al ritrovo, parcheggio assolutamente senza difficoltà (si vede che questa volta siamo veramente in pochi), in ogni caso la mia e le altre auto sosteranno sullo stradone dove vige la sosta vietata, per fortuna anche questa volta andrà bene, evidentemente qualcuno ha chiuso non uno, ma tutti e due gli occhi. Anche quest'anno entrando ed anche all'interno manca qualunque freccia indicante il ritrovo, ma anche qui ricordo bene dove vidi i ragazzi accampati che mi condussero sul luogo del ritrovo, che si trova ancora nello stesso posto.
Sicuramente esso è molto più evidenziato, data la presenza del gazebo per il ristoro ed anche la coperture del ricevimento delle iscrizioni, proprio la presenza del ristoro è foriera della prima buona notizia: partenza ed arrivo saranno qui, senza quell'inutile e orrendo giro che ci portò con fatica, data l'assoluta assenza di indicazioni, fino in Piazza Cavalli, addentrandoci in un percorso che di naturalistico non aveva assolutamente nulla e questa è la prima caratteristica che noi marciatori chiediamo alle nostre marce. Arrivo sul posto alle 18,45 circa e trovo pochissima gente, qualcuno mi dice che per il timore di temporali, in quel momento incombenti, la partenza è stata anticipata alle 18,10 anziché alle 18,30 (ma è giusto?). L'iscrizione costa 2,00 € senza il riconoscimento e 5,00 € con una maglietta, il ricavato, ci dicono, finirà all'associazione Il Cuore di Piacenza, nessuno ce ne illustra le finalità, ma ricordo di aver letto sulla Libertà in sede di presentazione dell'evento odierno, in un articolo che di podismo non aveva quasi nulla, che la volontà dell'associazione è di portare defibrillatori ovunque (megalomania o frase male interpretata dal cronista?).
Parto, questa volta sono solo, temo per le indicazioni del percorso, ma mi dovrò, per fortuna, ben presto ricredere: indicazioni sempre assolutamente chiare! La natura qui è bellissima, come se fossimo in una zona dove c'è solo verde spontaneo, anche se la cura è evidente.
Non incontro il lerciume di un anno fa, non c'erano fazzoletti di carta buttati qui e là, forse proprio perché i percorsi erano ben indicati e nessuno è stato assalito da crisi di pianto, quindi nessuna lacrima da asciugare. Unico segno di inciviltà (anche se non certo per colpa dell'organizzazione) un preservativo, solo uno, ma vi posso garantire che era di dimensioni "da panico", proprio come quello che mi ha assalito, in quanto se il "padrone" fosse stato nascosto tra i cespugli, pensando ad eventuali brutte intenzioni, c'era veramente da darsela a gambe, altrimenti ci sarebbe stato da piangere e quindi ributtare i soliti fazzoletti di carta "asciugalacrime" lungo il percorso. Il verde regna sovrano con i cespugli, le piante e le siepi ben curate, pulitissimi anche i prati a disposizione di famigliole in vena di pic nic, evidentemente oggi sospesi per il temuto sopra citato temporale. Qualche rudere che incontriamo sul percorso non ci chiarisce se sia di valore storico o se sia semplicemente ciò che rimane di un'abitazione rurale, oggi collocata come il bellissimo parco al centro della città, quindi anche per questo contrasto il tema naturalistico della manifestazione assume maggior significato. Le indicazioni mai danno origine al benché minimo dubbio, sono sempre chiarissime, anche quando si esce dal parco e si imbocca quella pista ciclopedonale che ci porterà fino alla famosa rotonda delle auto "muso contro culo", intensità di traffico rilevata anche oggi, ma l'attraversamento è stato ben gestito da due addetti, uno dei quali era Gianni, che con i suoi atteggiamenti mi ricordava nel mio sogno quando ricopriva il ruolo di portinaio del paradiso (vedere nella rubrica "Dialogando" il mio pezzo "Sogno, son desto o è la stessa cosa?"), l'altro addetto era un barbuto, solo per il pizzetto, rappresentante dell'AVIS San Nicolò, conosciutissimo, ma solo di viso, non conoscendone il nome (lui nel mio racconto non c'era, che fosse stato all'inferno o in purgatorio?). Dalla rotonda imboccheremo una stradina ghiaiata, lunga poche centinaia di metri, che ci porterà ad entrare nel Parco Montecucco, che anch'esso sarà esplorato in gran parte, fino ad arrivare alla divisione dei percorsi, questa volta indicata in modo inequivocabile (ma ci voleva tanto?). Fuori dal parco percorriamo un breve tratto di strada secondaria, poi la pista ciclopedonale parallela allo stradone, da cui è divisa da una bella e ben curata siepe, poi di nuovo la famosa rotonda, ancora sotto controllo nonostante la continua sostenuta mole di traffico, poi ancora la prima parte di pista ciclopedonale, ora in senso contrario, che ci ricondurrà all'interno del Parco della Galleana fino a coprire il percorso breve. Sul percorso non abbiamo trovato ristori (ma costa così tanto metterlo o si saranno voluti bilanciare i costi dei tre bicchieri d'acqua di cui si è indebitamente appropriata la marocchina con il suo bambino lo scorso anno?). Tutto è bene quel che finisce bene, il mio messaggio, ma anche quello di tantissimi altri, è stato recepito, seppur forzatamente le migliorie apportate sono state tante, anche se molto resta da fare, ma coraggio, la strada intrapresa sembra quella buona. Non era prevista alcuna classifica per gruppi, non ho quindi avuto modo di quantificare le presenze, a mio modestissimo avviso piuttosto scarse, anche a causa della partenza anticipata delle 18,10 da me non vista, sono comunque in tanti a farmi notare un forte calo alla pur scarsa affluenza dello scorso anno (lo sottolineo: valutazione da verificare).
Pagelle (voti da 4 a 10)
Percorsi: credo che migliorarli sia difficile, trovare la natura in così grandi dosi nel cuore della città va ancora più premiato di quanto non possa essere un ugual percorso in campagna o un po' più in altura: Voto 10 e lode
Servizi: è stato fatto un progresso semplicemente esagerato rispetto al nulla dello scorso anno, vedo comunque ancora spazio per un seppur piccolo miglioramento. Voto 9,5
Ristori: questa rimane la voce più deficitaria di tutte, ritengo che anche sul percorso breve poteva starci, decisamente spartano quello all'arrivo. Voto 6,5
Riconoscimento individuale: non certamente ambita e neppure originale la maglietta per 5,00 €, decisamente troppi anche i 2,00 € per l'inesistente ristoro sul percorso breve e quello appena descritto all'arrivo. Voto 7
Premiazione gruppi: non prevista essendo la marcia classificata come "di beneficenza". Senza Voto
Germano Meletti
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