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10 giugno 2011 -- Caorso (PC)

12ª Marcia della 28° Festa per il Po

Org. As. Pesca Sportiva "El Belensei"

 

Chi l'avrebbe mai detto che, anche se per una sola volta l'anno, pesca sportiva e podismo potessero entrare nella stessa manifestazione celebrando una sorta di simbolico gemellaggio? L'Associazione Pesca Sportiva El Belensei di Caorso sono anni che organizza una delle feste meglio organizzate e più apprezzate del circondario, inteso almeno per le provincie di Parma e Piacenza, non è stato certo impegnativo contattare il Gruppo Marciatori AVIS Caorso e mettere insieme le forze per creare un'attrazione in più nei cinque giorni della festa, oltre che offrire un ottimo e gustoso menù ai marciatori che si sono voluti mettere alla prova in questa marcia di inizio giugno, tradizionalmente il secondo week end. Il ritrovo è nella piazza-parcheggio posta nel lato sud della SS 10 Piacenza-Cremona, proprio dirimpetto ai vecchi stabilimenti Gitan, fiore all'occhiello dell'economia caorsana prima dell'avvento di "Arturo", nome con il quale veniva chiamata la dismessa centrale nucleare, qui lo spazio non manca, neppure per parcheggiare. Partendo gireremo intorno ai vari stands che stanno preparando le specialità da proporre in serata: già il profumo riesce a prenderti, tentandoti ad evitare la fatica della camminata ed anziché mettere continuamente le gambe una davanti all'altra a ritmo vario, una malefica vocina ti suggerisce di posarle sotto il tavolo quelle gambe anziché tenerle i movimento. Anche Birillo, per chi ancora non lo sapesse è il mio cane, che ormai è diventato un esperto marciatore, tiene in tiro il guinzaglio nella direzione da cui provengono i profumi dei manicaretti in preparazione. Sia io che Birillo con un marcatissimo "Vade retro, Satana!!!" riusciamo a mettere la prua nella giusta direzione e ci incamminiamo. Dopo un rustico e simpatico passaggio sotto al ponte del torrente Chiavenna saliamo sulla strada che ci porta fino alla pista ciclopedonale. Il percorso è praticamente lo stesso della Camminata Caorsana di inizio febbraio, sicuramente vengono proposti con scenari diametralmente opposti data la diversità delle stagioni in cui vengono organizzate le due manifestazioni, ma non sarebbe meglio proporne una delle due in senso contrario almeno per differenziarle maggiormente? Il verde e la campagna abbondano, anche uscendo da Caorso all'altezza del quartiere periferico dirimpetto al Chiavenna, sui cui argini abbonda vegetazione spontanea, interrotta solo in corrispondenza dell'attracco di quel piccolo traghetto, mezzo di trasporto per interessanti gite domenicali lungo il Po, qui infatti il corso d'acqua è sufficientemente profondo da permettere una tranquilla navigazione fino al Po anche da parte di questo tipo di natanti. Una volta finite le case alla nostra sinistra incontriamo solo campi dalle più disparate coltivazioni: dal mais al frumento, dai pomodori ai prati, qualche traccia di soia e barbabietole a completare; sulla destra invece il nostro punto di riferimento continuerà ancora ad essere il Chiavenna, residenza di anitre ed altri pennuti che prediligono zone acquitrinose, ogni tanto nelle conversazioni tra i palmipedi irrompono anche fagiani ed usignoli aiutati da altri uccelli concertisti. L'acqua, in questa zona stagnante, non sembra molto limpida, ma evidenti suoi movimenti, anche minimamente ondosi, ci dicono della presenza di pesci, solitamente "braccati" da pescatori, oggi totalmente assenti. Lasciamo il corso d'acqua, anche se continueremo a controllarne le sue rigogliose rive, questo prima di passare sotto l'autostrada A 21 Piacenza-Brescia, dall'altra parte risaliremo sull'argine, anche se collocato piuttosto lontano dal letto del corso d'acqua.

Ormai è tradizione la nostra veduta dall'alto di quel ricettacolo di "oggetti galleggianti ben identificati" consistente nel depuratore, ancora una volta lo troviamo là in bella vista e con ottimi spunti di odorazione. Coprirne il perimetro con piante, anche le più semplici, ne coprirebbe la poco edificante visuale e grazie all'ombra procurata ne ammortizzerebbe anche la profumazione emanata, riduzione se non altro provocata dall'ombra delle piante eventualmente qui messe a dimora che si sostituirebbe alla continua esposizione al sole per l'intera giornata, ma sarà una soluzione così difficile, oppure così antipatica, da adottare? Io sono solo "sindaco" di Castione Marchesi, ma se fossi Sindaco (notare la differenza tra la "s" minuscola e quella maiuscola) di Caorso già avrei provveduto da tempo all'operazione, anche perché non stravolgerebbe certamente il bilancio. Quando, più avanti, scendiamo dall'argine, tracceremo un tornante, seguito da una consistente serpentina tra i campi coltivati, che quest'anno non vedono ancora in funzione gli impianti di irrigazione. La centrale nucleare dismessa ormai da anni e che ha fatto la fortuna di tanti caorsani ed abitanti dei paesi limitrofi, domina ancora la scena, quasi a voler fare interessata propaganda in vista dei referendum del prossimo 12 giugno, che eventualmente potrebbe anche dare nuova vita ad "Arturo", messo forzatamente a riposo in occasione del precedente referendum per il nucleare di oltre un decennio fa, per il momento è ancora a riposo in attesa di sapere se gli italiani daranno pollice ritto o pollice verso sul suo destino. Incrociamo la strada che da Caorso porta alla centrale, per poi andare ad imboccare quella più vecchia che collega il capoluogo con la frazione di Zerbio. Superato il ponte su di un vistosamente arginato canale, incontriamo il ristoro, più verosimilmente punto acqua (a volte in passato neppure c'era), poi il cavalcavia, nuova "circumnavigazione" di Caorso dal lato opposto a quello della fase iniziale, poi la parte finale, identica a quella iniziale, ma percorsa in senso contrario. Poi il ristoro finale e l'impazienza, anche per Birillo, di mettere le gambe sotto al tavolo (lui certamente ci finirà tutto) ed assaggiare le specialità particolari proposte da questa festa, che già in fase di avviò hanno tentato di prenderci per la gola. Classifica gruppi: 1) Italpose Gossolengo, 2) G.M. Gelindo Bordin Podenzano, 3) Bipedi Vigolzone, 4) Dopolavoro Ferroviario Cremona, 5) AVIS Caorso, 6) Ginnic Club Piacenza, 7) Marciatori Carpaneto, a seguire altri dieci gruppi, 371 in totale i partecipanti.

 

Pagelle (voti da 4 a 10)

 

Percorsi: sicuramente non male, anche se io differenzierei il più possibile rispetto alla marcia invernale, magari anche con un semplice cambiamento di direzione per una delle due, fermo restando che i due scenari sono totalmente opposti per la diversità di stagione. Voto 8,5

 

Servizi: non occorreva molta gente per coprire i punti critici ed ognuno di essi era coperto, indicazioni chiarissime ed ottima la collocazione di ritrovo, partenza ed arrivo. Voto 9,5

 

Ristori: sufficiente all'arrivo, solo un punto acqua sul percorso; voce migliorabile. Voto 7,5

 

Riconoscimento individuale: 4,00 € per la tradizionale bottiglia di vino, 2,00 € per i soli ristori. Voto 8

 

Premiazioni gruppi: soddisfacente, pur non toccando punte eccelse, ma anche non creando disastri di alcun genere. Voto 8,5.

 

Germano Meletti

 

 

 

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