12 giugno 2011 -- Prato Ottesola di Lugagnano (PC)
21ª Marcia dei Vigneti
Org. G.S. Ottesola
Chi di Voi, care lettrici e cari lettori, ricorda la
mia ideale lettera scritta, oltre che letta alle sue esequie, a Pippo Calcagnile?
La trovate ancora nella nostra rubrica "Per non dimenticare". In ciò che
scrissi, un passaggio recitava una frase fattami dal compianto Pippo proprio al
nostro primo vero incontro in occasione della 1° Marcia dei Fontanili Memorial
Michele Rossi a Bastelli di Fidenza nel luglio 2006: "Come sarebbe bello,
attraverso le marce, poter riscoprire questi luoghi, già è sufficiente coricarsi
all'ombra su di un prato, vicino ad una chiesetta di campagna, per noi abituati
alla città è riscoprire un mondo che non esiste più". Il nostro Pippo aveva
ragione: cosa direbbe oggi se fosse venuto a Prato Ottesola? Quattro case, una
chiesa e pochissimi abitanti, solo qualche decina, ma molti di coloro che se ne
sono andati, qui hanno lasciato il cuore. Il cuore, proprio lui, credo sia il
protagonista assoluto della manifestazione odierna: motore di vita e di
sentimenti, termometro di passioni, esaltatore di gioie e di apprensioni,
giudice insindacabile delle tue azioni. Il cuore: bisogna metterlo in ogni cosa
che tu fai nella vita, dall'amore alle passioni, se non ce lo metti riesci solo
a costruire un giocattolo che prima o poi si rompe, a Prato Ottesola questo non
è successo, la loro realizzazione non è un giocattolo, ma una solida costruzione
destinata a durare nel tempo. Ho osservato con attenzione chi c'era seduto a
tavola dopo le fatiche organizzative della manifestazione, tra i quali ho avuto
il piacere di stare anch'io: erano in tanti, tutti giovani, io ero il primo dei
"fuori quota", figuriamoci quei vecchioni di Angela e Renato. Proprio questi due
vecchioni sono riusciti a trasmettere entusiasmo e passione, che hanno trovato
dimora in un grande cuore chiamato G.S. Ottesola. Qualcuno ci ha messo anche
cervello, merce rara ai tempi nostri, ecco allora che Valeria, ducessa
incontrastata del sodalizio in questione, con i suoi sorrisi ed il suo garbo,
riceveva fin dall'iscrizione i gruppi giunti fin qui, avvalendosi della
validissima collaborazione, con lo stesso sorriso e la stessa cortesia, di
Michela. Il cuore, devo dirlo, non l'hanno avuto coloro che per ripicca (se no
ditemi cos'altro) hanno organizzato un'altra marcia a pochi chilometri da qui,
tra l'altro quasi con lo stesso nome; in commercio si chiamerebbe frode, quella
frode perpetrata da alcuni "senza cervello" (mancando anche il cuore, figuratevi
il risultato) che hanno deciso di negarmi il libretto per il Premio Fedeltà,
nonostante io fossi nel pieno rispetto di tutte le regole per aspirarvi. Il
cuore ce l'hanno messo tutti qui, anche Silvana ed Antonellina (mi si perdoni il
confidenziale diminutivo) che con un ritmo di lavoro da catena di montaggio
hanno preparato all'istante e dato a tutti un bicchiere di ottimo sorbetto al
limone, a me due, a qualcuno tre e ad altri più ingordi anche multipli di questi
tre numeri, il tutto sempre con il proverbiale sorriso sulla bocca, praticamente
sembrava la réclame del dentifricio. Più tirato era invece il sorriso di Angela,
trascinatrice di tutto l'apparato: è sulle sue spalle che si concentrerebbe il
peso di un eventuale flop, forse qualcuno (non presente) lo attendeva, ma ancora
una volta gli è andata buca. Neppure il patto col diavolo firmato da Giove
Pluvio, che ha scaricato acqua a secchiate intermittenti per tutta la settimana,
è riuscito a scalfire l'organizzazione, sembrava che al sabato l'enorme
acquazzone avesse dato il colpo di grazia a tutte le fatiche portate avanti da
mesi, invece no, ancora una volta il bene trionfa sul male: solo qualche traccia
di fango nel parcheggio, ancor meno lungo i percorsi, ma il cervello, azionato
dal solito cuore, ha spinto a chiudere il percorso di 25 Km, non che ce ne fosse
la necessità, ma perchè esporsi anche al minimo rischio quando puoi optare per i
20 o per i 30 Km? Alla fine non cambia proprio nulla: sarà solo una piccola
variazione sul tema. Anche Fabrizio con quel suo viso bonaccione, quasi
infantile, distribuiva sorrisi tra una bottiglia di vino e l'altra del
riconoscimento individuale, per questo compito non si poteva trovare persona più
indicata: lui è il Presidente dell'Associazione Viticoltori della Val Chiavenna,
i cui soci di Prato Ottesola hanno fornito tutti assieme, quindi con varie
etichette, il vino destinato al riconoscimento individuale della manifestazione.
Un ampio parcheggio disponibile, un'area sufficiente ed ospitale per tutta
l'organizzazione e dintorni, un paesaggio da favola, accentuato dalla
collocazione "fuori dal mondo" di questa ridente località collinare,
apparentemente molto più montanara di quanto possa sembrare, addirittura di più
di località maggiormente in altitudine. Partiamo, con me c'è anche Birillo,
credo che non potrà più mancare, sembra proprio un podista esperto, sembra
proprio che mi stia prendendo in giro quando parte correndo avanti, poi torna
indietro, poi mi sorpassa, insomma una vitalità, quella di Birillo, praticamente
pari a quella dell'organizzazione. Mai un dubbio sui percorsi, frecce sempre
chiare, ad ogni incrocio un addetto, addirittura la Wanda (scusate l'articolo
anche se non è corretto) sulla prima divisione dei percorsi, due bacioni di
saluto e perché insieme, anche se non programmato, non lanciare un pensiero al
Pippo (riscusate l'articolo), sicuramente sempre presente con noi e mio e suo
grande amico. Si sale tra i boschi, che con il loro verde fitto fitto
impediscono qualunque tipo di visione. Ogni tanto ricompare laggiù la chiesetta
da dove siamo partiti e lassù quei calanchi che hanno custodito per milioni di
anni resti fossili marini di qualunque genere, il più famoso è l'enorme
scheletro di balena oggi esposto nel Museo dei Fossili di Castell'Arquato. Lo
scorso anno il mio passaggio fu leggermente più a valle (feci il percorso corto)
e la chiesa di Diolo di Lugagnano sembrava posata là sopra, in bilico sulla cima
di un dirupo, oggi ci passiamo proprio davanti, il dirupo è ai nostri piedi,
anche se ben più distante dalla chiesa di quanto non sembrasse lo scorso anno
con il passaggio più a valle. Nell'ultimo tratto prima di raggiungere la
chiesetta di Diolo, dove era posto il primo ristoro, abbiamo camminato con i
podisti più valenti di noi, quelli impegnati sui 20 e sui 30 Km, appena dopo il
ristoro ci ridivideremo e noi inizieremo a scendere, sempre contornati
dall'immensa distesa di verde dei boschi. Un misto di profumi permette di
assumere un ruolo di primaria importanza anche alle nostre narici: dai tigli ai
fiori di bosco, dal profumo del fieno nei campi abbondantemente sotto di noi ad
altri profumi di fiori a me sconosciuti (scusate l'ignoranza). Tanta gente è
impegnata sui percorsi, nonostante il frazionamento imposto dalla proposizione
di vari percorsi se ne incontra tantissima, ad occhio e croce credo che
l'affluenza sia decisamente maggiore dello scorso anno, mia prima partecipazione
a questa marcia, inoltre mia prima partecipazione ad una marcia non FIASP (bel
record dopo 32 anni di marce, non vi pare? Uniche marce non FIASP a cui ho
partecipato erano quelle quando detta federazione ancora non esisteva). Ma tutto
questo cosa sta a significare? Non di certo che cambiando "marchio", essendo
passata sotto il CSI di Piacenzamarce, si siano abbandonati cuore e cervello.
Anzi, forse questo cambio, praticamente provocato dall'irremovibilità del
Comitato Marce FIASP Piacenza, ha dato maggior stimolo a ben figurare, maggior
stimolo a mettere in campo cuore e cervello, del resto chi non avrebbe avuto
timore di rimetterci prendendo una decisione così drastica, anche se
forzatamente costretta. Oggi questi sono solo ricordi, qui c'è la realtà di un
percorso stupendo, ben servito e meravigliosamente ristorato, sì perché
continuando a scendere incontreremo il secondo ristoro, collocato in una
costruzione medioevale ristrutturata, somigliante ad un castello, ma
assolutamente di tutt'altro uso, data la collocazione ad una altitudine
piuttosto limitata, quando invece il castello doveva dominare una vasta fetta di
territorio dall'alto della sua collocazione. Anche lo scorso anno passammo di
qui, ma solo all'esterno, quest'anno il ristoro ce lo hanno allestito
all'interno: che meraviglia! Roba da stare con la bocca aperta. Lo scorso anno
ipotizzai come originaria destinazione d'uso di questa costruzione un ostello
per i viandanti, probabilmente viaggiatori sulle vie del sale, da e per la
Liguria. Ho esposto questa mia ipotesi ai coniugi addetti al ristoro, la
proprietà è del comune di Lugagnano, essi si sono complimentati con me per l'uso
originario da me ipotizzato, certamente ad oggi il più calzante e nessuno prima
ci aveva mai pensato, che onore per me, povero storico dilettante, oltre che
altrettanto dilettante podista! Ripassiamo nell'ampia corte e ci reimmettiamo
sulla strada, solo l'ultimo chilometro ci separa dall'arrivo e dal meraviglioso
ristoro, la cui principale attrazione è offerta dall'abilità e dalla rinomanza
di un grande chef: Stefano Segalini, sissignori, anche lui si è messo, ormai in
pianta stabile, nel contesto di questa organizzazione. Prima di concludere non
ci resta che parlare delle premiazioni: bellissimi e ricchi cesti per tutti i
gruppi, oggi ne sono stati premiati ben 28, dando particolare risalto ai molti
bambini, ripeto per i meno attenti: ho detto molti, vuol dire che già ci si sta
accaparrando la fetta di futuro successiva a quella di Valeria e soci, anzi per
favorire questa entrata si sono regalati a tutti simpaticissimi gadgets. Un
encomio particolare per l'organizzazione va fatto per aver dato ampio risalto al
gruppo del Centro Lucca di Fiorenzuola d'Arda, disabili arrivati numerosi fin
qui e tornati contentissimi. Da segnalare tra i numerosi gruppi presenti la
Croce d'Oro di Prato, gruppo che per gli scambi vediamo sempre più spesso dalle
nostre parti, ricordiamo ad esempio il gemellaggio sia come associazione
umanitaria che come gruppo podistico con la Pubblica Assistenza Busseto. Non mi
resta, per concludere, che parlarvi di quella
bandiera tricolore, quasi un
cimelio di guerra, srotolata davanti al naso dei quasi 800 presenti e riportante
in piccolo le bandiere dei dodici stati membri della Comunità Europea nel 1992,
realizzata in occasione del quarantennale di fondazione della Comunità Europea
stessa, avvenuta nel 1952 e portata da Angela e Renato, unici piacentini
presenti, proprio in occasione della quarantennale ricorrenza (ecco perché ho
detto che sono due vecchioni) da Roma a Strasburgo (850 Km) insieme ad altri
podisti con le bandiere dei vari stati membri. Tricolore anche nell'etichetta
appositamente realizzata per la manifestazione ed apposta sulle bottiglie di
vino destinate al riconoscimento individuale, tra l'altro un taglio speciale
realizzato per l'occasione dai viticoltori locali, anche questo è un modo per
festeggiare il centocinquantenario dell'unità d'Italia.
Allegria: era presente anche Nicolò Castellana, naturalmente accompagnato dai genitori, ultimo nato di Prato Ottesola, giunto tra noi il 21 febbraio scorso.
Classifica gruppi: 1) G.M. Gelindo Bordin di Podenzano con 65 iscritti, 2) Millepiedi Fiorenzuola d'Arda con 56, 3) Italpose Gossolengo con 50, 4) Bipedi Vigolzone con 33, 5) AVIS Gaggiano (MI) con 29, 6) Ginnic Club Piacenza con 26, 7) Marciatori Piacenza con 25.
Pagelle (voti da 4 a 10)
Percorsi: meravigliosi!!! Voto 10 e lode
Servizi: sempre presenti e rispondenti alla necessità ovunque, percorsi segnati benissimo, ponendo così rimedio all'unica pecca dello scorso anno. Voto 10
Ristori: dall'esclusività del sorbetto preparato per tutti all'istante (mai visto prima nelle marce) aggiunto all'abbondante ristoro, il tutto culminante con la pasta preparata dallo chef Stefano Segalini, tutto questo merita assolutamente un Voto 10 e lode
Riconoscimento individuale: lo sapete già, la bottiglia di vino, seppur qui più che mai sia specchio del territorio, l'abbiamo sempre corrisposta al massimo con un 8, mi si permetta mezzo punto in più per il taglio particolare realizzato per l'occasione, in tutto questo non considero la particolarità del "vestito per l'occasione" consistente nell'etichetta tricolore, costo con bottiglia 4,00 €, alternativa 2,00 € per i soli ristori. Un altro mezzo punto lo aggiungerei per il gadget dato in più a tutti i bambini. Voto 9
Premiazioni gruppi: cesti belli e ricchi per tutti, si poteva, in generale, pretendere di più da un paesino di poche decine di anime? Voto 10
Germano Meletti
sei il visitatore n.