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1 luglio 2011 -- Chero di Carpaneto (PC

20ª Marcia delle Prugne

Org. G.M. Carpaneto

 

Una storia onesta, pulita, quella della Marcia delle Prugne. Un'organizzazione esportata da Carpaneto a qui, una garanzia: quella del Gruppo Marciatori Carpaneto. Una storia figlia della politica dei piccoli passi, senza strafare, sempre il passo proporzionato alla gamba; un discreto ristoro basato su frutta, sia di stagione (melone, anguria e naturalmente prugne) che sciroppata (ananas o macedonia allo sciroppo), poco altro può bastare a soffocare anche una semplice parvenza di fame, sicuramente offuscata dalla sete, per cui ne risulta centratissimo il ristoro con le sue proposte data la calda giornata, completato da un ottimo assortimento di bevande. Il tutto si svolge nel campo sportivo del paese, dove una parte di esso viene adibita a parcheggio e ne occupa circa la metà, l'altra metà riservata a tutti i servizi. Anche il percorso, pur non presentando eccellenze di alcun tipo, fa la sua onesta figura, proponendosi per circa metà su carraie a tagliare appezzamenti di terreno, soprattutto coltivati a mais, dove le due alte e verdi barriere, sia a destra che a sinistra, assumono quasi un aspetto protettivo, di contenimento. Protettivo sicuramente lo è dal sole, protettivo con le due sue alte "barriere", protettivo fin quasi a voler nascondere, intromettendovisi, la scontata visuale a tema campagnolo.

La partenza ci porterà a tagliare le proverbiali quattro case, tra cui un bar trattoria, che formano il centro, virata a destra per vedere le costruzioni abitative ultime arrivate, passaggio sul torrente che dà il nome al paese, poi a chiudere il villaggio la chiesa ed il cimitero, poi è solo campagna. Il sistema di carraie tende a disegnare le più svariate figure geometriche, quelle carraie che andremo a calcare mi danno l'impressione di essere leggermente variate rispetto allo scorso anno. Distese di tubi con "ruotone" finale per l'irrigazione, essi sembrano pronti ad entrare in funzione subito dopo il passaggio di noi marciatori. Alcune case coloniche, una grossa azienda agricola, altre case, a loro volta aziende, gran parte di esse oggi dismesse, alcune addirittura abbandonate, altre ristrutturate. Ogni tanto si interrompe il doppio argine di mais, che cederà il posto soprattutto a piantagioni di pomodori, ma al centro dell'attenzione c'è sempre lei: la campagna con tutti i suoi temi. Già l'ho detto, il percorso non mostra eccellenze, ma questo variegarsi proponendo campagna in diverse interpretazioni ci permette di avere sempre l'occhio attento, la noia non esiste. Anche quando torniamo sull'asfalto la scena madre rimane praticamente fissa, superiamo il ristoro e poi, sorpresa delle sorprese, qualcosa che mai ti saresti aspettato. Una modifica al percorso tradizionale ci permette di entrare in un folto bosco, la lunga serpentina del nostro sentiero lo taglia in due parti praticamente uguali; un bellissimo misto irregolare decisamente interessante dal colore verde intenso degli alberi, profumatissime e coloratissime siepi ogni tanto raccordano il tutto, le tonalità dei colori, così come i profumi, ne risulteranno ancora più gradite perché inaspettate: mai eravamo passati di qui negli anni precedenti. Circa un chilometro di questa interessantissima tratta, doppiamente apprezzata in quanto elimina un ultimo chilometro tutto su asfalto e rettilineo, decisamente un grosso passo avanti. Altra sorpresa è quella di un secondo piccolo ristoro, posto proprio all'inizio di questo nuovo tratto, subito dopo aver attraversato la provinciale. Ancora un attraversamento di provinciale, questa volta al contrario, scriverà la parola fine sulla nostra fatica, portandoci direttamente all'interno del campo sportivo da dove abbiamo preso le mosse e ci buttiamo a capofitto nel ristoro a base di frutta e bevande in grande assortimento, una "grattata di denti" è possibile darla con qualche dolcetto a completare.

Classifica gruppi: 1) Millepiedi Fiorenzuola d'Arda, 2) Italpose Gossolengo, 3) G.M. Gelindo Bordin Podenzano, 4) Bipedi Vigolzone, 5) Nati Stanchi Piacenza, 6) Dopolavoro Ferroviario Cremona, 7) Quadrifoglio Salsomaggiore Terme, totale 19 i gruppi premiati, per una partecipazione di 415 iscritti.

 

Pagelle (voti da 4 a 10)

 

Percorsi: forse non sarebbero da valutazione così alta, mi lascio trasportare da quella stupenda sorpresa dell'ultimo chilometro e non riesco a fermare la mia penna che vuole proprio assegnare un Voto 10

 

Servizi: come sempre puntuali e precisi dove occorrono, segnalazioni perfette, organizzazione e luogo di ritrovo, partenza ed arrivo decisamente all'altezza dell'ospitalità, ottima anche la soluzione del parcheggio ad occupare metà del campo sportivo. Voto 10

 

Ristori: nessuna punta di eccellenza, ma la frutta e le bevande c'erano tutte, qualcosa da sgranocchiare a completare, decisamente più che sufficienti i ristori sui percorsi, con l'aggiunta della sorpresa del secondo, gradito ancora di più perché inaspettato, come la modifica al percorso. Voto 9,5

 

Riconoscimento individuale: la bottiglia di vino di piacentina radicata tradizione a 4,00 €, 2,00 € per i soli ristori. Mi ripeto ancora  una volta: sicuramente la bottiglia di vino è gradita a molti (anche a me), la valutazione bassa che solitamente assegno è semplicemente perché, a mio avviso, è penalizzante la mancanza di originalità. Voto 8

 

Premiazioni gruppi: pur mostrando originalità nei trofei proposti, alcuni fruibili anche come soprammobili, siamo a livello di semplici coppe e similari, o poco più. Voto 8,5.

 

Germano Meletti

 

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