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31 luglio 2011 -- Farini (PC)

5ª Marcia Farinese

Org. Comune di Farini

 

Dubbi e certezze mi attanagliano al ritorno da questa mia prima partecipazione a questa manifestazione podistica, contornata da una pseudo 1ª Festa del Marciatore, in cui non si capisce bene fino a che punto il marciatore sia stato festeggiato o fino a che punto sia stato buggerato. La certezza principale è una sola: se il Comitato Marce FIASP di Piacenza dovesse perdere uno come Angelo Ratti, alla testa del suo Gruppo Podistico Alta Val Nure, perderebbe una persona che sta cercando di dare lustro alla montagna nelle marce del calendario piacentino. Sono tanti i nomi di località "tirate dentro" in questa specie di vortice chiamato Angelo Ratti, non le elencherò perché sicuramente me ne scorderei qualcuna, ma tutti noi che frequentiamo le marce piacentine le conosciamo bene. Caro Angelo, se vuoi, toccati pure dove si usa per fare gli scongiuri, ma tu mi ricordi tanto quel Franco Calestani, scomparso ormai da molti anni, che si caricò sulle spalle una riabilitazione podistica della montagna parmense, istituendo il Gran Premio della Montagna, che alla fine dell'estate si ritrovava con una classifica comprendente i vari gruppi partecipanti a quella serie di marce, dopo la sua scomparsa anche le marce di montagna parmensi sono scomparse, l'unica a mantenere quelle caratteristiche si svolge proprio oggi a Reno di Tizzano, alla quale ho rinunciato a malincuore per adempiere ai doveri impostimi dal mio gruppo in funzione degli scambi da portare qui per Pubblica Assistenza Busseto e Bastellinmarcia, contrariamente all'usuale, quando lo scambio con il G.M. Alta Val Nure avveniva a Casaldonato di Ferriere, quest'anno messa "a cavallo" della "mia" di Fornio di Fidenza, piazzata sabato 2 luglio anziché un sabato di giugno, come richiesto da quell'organizzazione. Quando informai Angelo di questo, senza la minima esitazione, egli mi disse. "Vieni a scambiare a Farini che è lo stesso", questo anche se lui ed il suo gruppo sono semplici collaboratori. Una certezza è quella della validità del percorso, del quale parleremo più avanti, adesso parliamo della certezza di essere stati ricattati: le premiazioni si svolgeranno alle 15, per cui vieni obbligato a trattenerti a pranzo, tra l'altro con una scelta di riconoscimento individuale "stile San Nicolò", per 5,00 € un piatto di pasta asciutta ed una bottiglia di minerale da mezzo litro, il secondo ed il contorno e qualunque altra cosa desideri per completare il pasto la paghi, cosa più che giusta se dipende da una tua scelta, sgradita se diventa un obbligo. Altra certezza: premiazioni per i gruppi largamente insufficienti, forse depauperate fortemente dal dover premiare i competitivi, anch'essi costretti ad aspettare le 15, poi anticipate alle 14,30. Ma perché i competitivi, partiti alle 10,30, si sono meritati le premiazioni prima dei gruppi, praticamente tutti in pista tra le sette e le otto del mattino? Non ho visto con precisione in cosa consistessero i premi per i primi gruppi classificati, ho notato solo eleganti cesti, ma non il contenuto. Quello che ho notato è il contenuto dell'elegante cesto per il nono gruppo classificato: due marsupi, due magliette, un depliant di Farini ed uno della Abbot's Way (ma perché non la chiamano "Via degli Abati" essendo solo storia italiana?). Anche l'11° gruppo classificato non se l'è cavata molto bene: una borsa con una bottiglia di vino, una maglietta ed un marsupio, poi carta, tipo tovaglia, arricciata per riempire i buchi vuoti, era tanta la carta usata perché erano tanti i buchi vuoti, mi si dice che siano stati premiati i gruppi con almeno 15 iscritti (20 in totale i gruppi premiati), forse si poteva fare uno sforzo ed andare un po' oltre, magari con due o tre bottiglie di vino per ciascun gruppo. Molto di più ha assorbito la competitiva con soli 40 partecipanti, prosciugando così quel montepremi formato più che altro con i proventi dell'iscrizione di circa 650 marciatori (non tutti presenti, dirà qualcuno, ma chissenefrega dico io, meno male che c'erano queste iscrizioni, altrimenti cosa ci davano?). Il percorso è di quelli veramente magnifici che ti portano a vedere caratteristici borghi di montagna, quasi abbandonati, ma con presenze da ferie estive, evidenziate dalle molte targhe straniere presenti davanti a case stupendamente ristrutturate. Il bosco, altra componente fondamentale di questa marcia con i tanti saliscendi incorporati, anche piuttosto impegnativi, ci farà da corollario, quando si interromperà ci permetterà di godere meravigliose visioni panoramiche. Farini conta oggi circa 1.500 abitanti ed ha subìto un enorme calo demografico come tutti i comuni di montagna delle nostre zone: pensate che 90 anni fa erano cinque volte tanto, allora si chiamava Farini d'Olmo.

Dai 420 metri di Farini si sale, ma prima si affianca per un po' il torrente Nure, scolpitore di questa stupenda vallata, una Val Trebbia in miniatura, con montagne tutt'attorno che mostrano gli strati corrispondenti alle varie ere geologiche. Il torrente è affollato di bagnanti, soprattutto quando rientriamo, nella zona di una chiusa che mostra limpidissime acque che ci appaiono come in un piccolo laghetto. Quando partiamo camminiamo per un po' sulla riva sinistra, erosa da piene passate, mentre ammiro questo bellissimo scorrere con colonna sonora incorporata, ripenso alla poesia di un amico, Giovanni Miserotti, pubblicata nel suo libro "Non sempre le parole nascono dalla voce", al quale ho collaborato anch'io e da esso voglio proporvi la poesia Il Fiume:

 

Mani d'acqua,

che lente grattate la terra di sponda,

che fanno sponda a salti di roccia,

agli ondeggianti, verdi e ricciuti arbusti, nati sporgenti, come spinti dalla vanità dello specchiarsi nella corrente di passaggio.

Tortuoso percorso di liquido pellegrino, mendicante estivo di miseri affluenti, boccheggianti al sole d'agosto.

Abbondante trasportatore di torbidi gorghi, spazzino dei rifiuti del mondo, quando le nubi di ottobre precipitano sulla terra.

Viaggiare......

obbligato a dovere comunque sfociare

in qualcosa di più grande.

 

Vi è piaciuta? Bene, allora torniamo alla nostra marcia ricollegandoci ad essa dopo aver abbandonato il Nure ed essere saliti abbondantemente, forse arriveremo sui 600-700 metri, praticamente fino al paese di Guglieri, dove come in tutti i paesini semiabbandonati di montagna, il tempo si è fermato, in questo caso era partito intorno al '500 dal nome di una famiglia nobile e numerosa che lo abitava, appunto Guglieri. Proprio a Guglieri è situato l'unico e graditissimo ristoro della 6 Km che ci propone torte casalinghe, che sono molto meglio dei soliti biscotti, oltre a bevande varie. Da lì un breve tratto di salita, poi discesa, anche se ogni tanto brevemente interrotta da sporadici strappi, il tutto sempre nascosto dall'intensa vegetazione boschiva che ricopre per intero il territorio. In lontananza vediamo girare le pale (con una "l" sola) che producono energia eolica , sicuramente pulita, ma il vedere questi megaventilatori emergere dalla natura incontaminata è come se io, stonato come sono, vi cantassi l'Aida accompagnato da una meravigliosa orchestra e da un altrettanto meraviglioso coro. A proposito di orchestra: anche qui c'era, era l'acqua a suonare e con varie tonalità, che varia a seconda della quantità che scorre; la più consistente è quella del Nure, ma anche molti altri corsi d'acqua incontrati, alcuni solo sentiti, hanno intonato meravigliose melodie.

Poi il rientro ed il dover impegnare il tempo fino alle 15, per aspettare le premiazioni dei gruppi. Errare è umano, perseverare è diabolico; speriamo che si sia solo errato e che non si perseveri. Caro Angelo, avrei preferito scambiare la presenza tua e del Gruppo Marciatori Alta Val Nure alle mie marce con la marcia di Casaldonato di Ferriere, anzi corre voce che tu non voglia organizzare quella marcia il prossimo anno, non fare questo errore, è quella che identifica il tuo gruppo più di ogni altra marcia che organizzi.

Classifica gruppi : 1) Bipedi Vigolzone, 2) Italpose Gossolengo, 3) G.M. Alta Val Nure di Casaldonato di Ferriere, 4) G.M. Gelindo Bordin di Podenzano, 5) Marciatori Piacenza, 6) Marciatori Carpaneto, 7) Ginnic Club Piacenza.

 

Pagelle (voti da 4 a 10)

 

Percorsi: stupendi, ogni commento aggiunto sarebbe superfluo. Voto 10 e lode

 

Servizi: in pochissimi punti erano necessari, punti presidiati. Un appunto: non è per niente facile segnare i percorsi in modo chiaro su sassi o roccia, Angelo non ci ha mai lasciato la possibilità di dubitare sulla chiarezza dei segni gialli. Voto 10 e lode

 

Ristori: ottime torte servite lungo il percorso; frutta, biscotti, ancora torte all'arrivo, con l'aggiunta di melone ed anguria. Voto 9,5

 

Riconoscimento individuale: sono veramente dispiaciuto di dover criticare questa voce, naturalmente il mio giudizio non è Vangelo, che praticamente va a ricalcare lo stesso giudizio da me emesso a San Nicolò, quest'ultima la considero ingannatrice, quella di oggi ricattatoria: ti do come riconoscimento individuale parte del pranzo, ti tengo qui fino alle 15 per le premiazioni, così rimani qui a mangiare ed aggiungi qualcosa in denaro, seppur minima la cifra , per completare il pranzo, per favore non chiamatela più "Festa del marciatore". Voto 4

 

Premiazione gruppi: per quello che ho visto decisamente scarsina, aspettare le 3 del pomeriggio potrebbe almeno averci fatto meritare qualcosa in più. Voto 5

 

P.S. Essendo una cosa anomala mi astengo dal mettere nel giudizio finale l'effettuazione delle premiazioni al pomeriggio, obbligando così, anche chi non l'avesse voluto a stare via per l'intera giornata, comunque è una cosa da non ripetere, almeno con queste caratteristiche.

 

Germano Meletti

 

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