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12 agosto 2011 -- Calenzano di Bettola (PC)

5ª Marcia dalle Cascate a Castel d'Erbia e 3ª Marcia Guidata alle Cascate del Perino

Org. Circolo ANSPI Cultura e Natura

 

Inizia oggi una cinque giorni podistica piacentina destinata a lasciare il segno sulle nostre gambe, non come un tatuaggio, bensì di fatica, almeno per i primi quattro giorni, il quinto sarà in un certo senso defaticante. Ricordo la prima edizione di questa camminata quando, timida timida, faceva capolino nel nostro mondo e forse per la troppa responsabilità di cui si era caricata l'organizzazione, qualcosa non andò per il meglio, principalmente le indicazioni dei percorsi. Dalla seconda edizione si iniziò a correre ai ripari e la maggior parte delle mancanze dell'anno precedente sparì. Si raggiunse poi una maturità organizzativa con l'inserimento della Marcia guidata alle Cascate del Perino, in cui un incaricato guidava i marciatori-visitatori a tutte le cascate dell'affluente del Trebbia con dei salti-spettacolo degni di cascate ben più celebrate. Purtroppo non era così, e non lo è tutt'ora, per la marcia normale, in cui il percorso, nonostante il nome, passa sempre ad una distanza insufficiente per ammirarle, talvolta rendendone pericoloso anche ogni eventuale tentativo di avvicinamento; l'unica più accessibile è quella nelle vicinanze del mulino oggi in fase di restauro. Pur orfano delle cascate il percorso comunque mostra eccellenze assolutamente gradevoli a carattere naturalistico, panoramico e storico. Ritrovo, partenza ed arrivo sono fuori dal centro abitato di Calenzano, presso la sei-settecentesca chiesa che insieme alla canonica ed all'attuale sede del Circolo ANSPI Cultura e Natura forma un caseggiato di pari epoca. Una vasca per il lavaggio del bucato e all'uopo anche abbeveratoio per mucche, posta lì dalla notte dei tempi serve, con il rubinetto aggiunto successivamente, per le prime rinfrescate dopo il viaggio; la giornata è molto calda e questa è una specie di benvenuto. Si stanno preparando nel frattempo i ristori e si sta esponendo il montepremi, entrambe queste voci sono sempre state tra i fiori all'occhiello della manifestazione. Anche il percorso, nonostante la forzatura dell'inserimento delle cascate nel nome della manifestazione, va considerata un'altra eccellenza: le montagne piacentine non tradiscono mai. Oggi non troveremo mai salite dure, ma incontreremo una varietà di proposte che non ci permetteranno mai di annoiarci, nemmeno per un secondo.

Il primo tratto sarà in asfalto, qualche centinaio di metri poi imboccheremo un sentiero che in tutto il suo sviluppo ci permetterà di ammirare tutte le cime circostanti. Si sale dolcemente, non arriveremo mai ad altitudini da capogiro, ma certamente raggiungeremo una quota non lontana dagli 800 metri. Alberi da frutto selvatici fanno da corollario al nostro passaggio e si interromperanno solo al primo attraversamento della sede stradale posta sulla rotta che ha accompagnato qui la nostra auto, riprenderanno solo poche decine di metri dopo e ci si presenteranno come linea di delimitazione della estesa superficie boschiva. Si scende per poi ritornare a salire, sulla costa opposta, piuttosto vicina e a portata d'occhio, si distingue chiaramente il sostenuto pendio del duro sentiero che calcheremo domani con la marcia di Aglio di Coli, già di primo acchito si mostra ben più dura dei saliscendi di oggi. Ritorniamo a salire sugli invitanti sentieri, la natura è sempre la regina delle nostre vedute, ogni tanto qualche soffio di brezza ci permette di respirare. Di fronte a noi uno spicchio a forma di ventaglio ci permette di aprire una finestra anche sulla lontanissima Pianura Padana. Lavatoi destinatari di acqua appena uscita dalle sorgenti sono altri nostri compagni di viaggio, sono decisamente in alto numero quelli che incontriamo, sicuramente in eccesso anche rispetto ai fabbisogni della popolazione qui residente fino a vari decenni fa, oggi quasi completamente sparita, unici segni che restano di quella popolazione andata sono i casolari abbandonati che restano qui a guardia di queste meraviglie. Il ristoro è posto a Samboceto, un agglomerato di case misto tra sembianze plurisecolari e qualcosa di un po' meno datato, che è riuscito a surrogare il massiccio abbandono con la ricerca di refrigerio attraverso case-vacanze da parte di appassionati della montagna. Solo due persone anziane vivono qui, gli altri sono tutti villeggianti o gente originaria di qui che ha voluto mantenere la proprietà per sfruttarla nei periodi estivi o se la distanza lo permette, anche in vari week end. In mezzo al paese c'è l'unico ristoro del percorso breve posto, manco a dirlo, di fronte ad un enorme lavatoio con ben quattro vasche, certamente pubblica "lavanderia" fino agli anni '50 e forse inizio anni '60. Dopo il paese inizieremo un tratto in lunga discesa, per alcune centinaia di metri sarà nostro coinquilino sullo stesso sentiero un rigagnolo alimentato da una ricca sorgente le cui acque vengono dapprima convogliate nell'immancabile vasca-lavatoio; a tutte queste sorgenti ci si può tranquillamente bere e rinfrescarsi, sono tutti punti acqua disposti naturalmente. La nostra camminata, dopo aver lambito un castello semidiroccato e l'illustrato attraversamento di Samboceto e discesa successiva, ci porterà a rivedere la chiesetta da cui siamo partiti dal di sotto, quindi ci aspetta un ultimo sforzo per la risalita, breve ma di certo la più impegnativa, anche se neppure essa massacrante. All'arrivo ci aspetta un ristoro a base di frutta, biscotti, torte ed altro con ottimo assortimento di bevande. Il riconoscimento individuale consiste in un invitante piatto di polenta casereccia, al nostro arrivo, ahimè, esaurita, ma quando nelle cose ci si mette il cuore è molto facile porre rimedio a situazioni che potrebbero divenire spiacevoli: gli organizzatori si sono immediatamente scusati per il contrattempo causato dall'imprevedibile alta partecipazione, preponderante la maggioranza di coloro che hanno scelto l'opzione con il riconoscimento individuale, da cui sono stai messi in difficoltà. Polenta esaurita? Nessun problema: ci sarà ottima torta fritta ad accompagnare gustosi salumi caserecci pronti a sostituire la polenta e parare così l'imprevisto, ciò che mi ha stupito è stato il dispiacimento degli organizzatori nel metterci al corrente del contrattempo ed informarci della sostituzione, gratuita nonostante la stessa sia stata di maggior valore.

Questo si chiama rispetto del marciatore: metterci il cuore in onore dell'ospitalità, ancora oggi ritenuta sacra in questi luoghi di montagna.

Classifica gruppi: 1) G.M. Gelindo Bordin Podenzano, 2) Italpose Gossolengo, 3) Bipedi Vigolzone, 4) G.M. Alta Val Nure di Casaldonato di Ferriere, 5) Marciatori Piacenza, 6) Nati Stanchi Piacenza, 7) Ginnic Club Piacenza, seguono altri dieci gruppi per un totale di 330 iscritti, polverizzati i precedenti record di partecipazione alla manifestazione odierna.

 

Pagelle (voti da 4 a 10)

 

Percorsi: le montagne piacentine non tradiscono mai. Voto 10

 

Servizi: non c'era bisogno di nulla, solo di indicarci chiaramente il percorso da seguire, mansione eseguita perfettamente. Ampi spazi a disposizione per tutto ciò che è collegato alla marcia, vistosi i miglioramenti apportati nel corso degli anni di questa ancor giovane manifestazione. Voto 10

 

Ristori: decisamente propositivo quello all'arrivo, più che sufficiente quello di Samboceto, a completare la miriade di sorgenti e lavatoi posti lungo il percorso, indiscutibilmente punti acqua naturali. Voto 9,5

 

Riconoscimento individuale: sicuramente esclusivo il piatto di ottima polenta, a cui purtroppo ho dovuto rinunciare in quanto esaurito al mio arrivo, ma non tutto il male vien per nuocere: se ci fosse stata la polenta non sarei riuscito a mangiare gli ottimi salumi caserecci con gustosa ed invitante torta fritta. Voto 10

 

Premiazioni gruppi: i soliti ricchi e graditi cesti, a completare salami e bottiglie di vino fino ai gruppi più piccoli. Voto 9,5.

 

Germano Meletti

 

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