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15 agosto 2011 -- Casali di Morfasso (PC)

32ª Marcia di Casali

Org. Associazione Pro Loco Casali

 

.....e con questa sono quattro. Quattro giorni di seguito in cui abbiamo toccato altrettanti punti della montagna piacentina, quattro ridenti località che ci hanno ripagato con immagini bellissime, quattro tappe di un calendario troppo costoso per poter proseguire su questa falsariga, almeno per ciò che riguarda il 2012, questo se non si correrà ai ripari. Spero che di tutto questo se ne siano accorti i capi, spesso intenti a guardare se ci sono io e dove sono per non salutarmi o per evitarmi: Giovanni Pagani, Emilia Boselli, Gianni, indottrinato da loro e Renzo Povinelli, già incazzato per conto suo. Ci sono poi quei pochissimi, forse due, che mi salutano, anche se malvolentieri, tra questi Armando Rigolli, che però, devo dire, riesce a coprire molto brillantemente (l'unica volta che non c'è riuscito è stato in occasione della riunione di Parma del 20 luglio scorso con la presenza del presidente Dr. Colantonio, l'altro che mi saluta malvolentieri e con nessuna abilità a nascondere, anche se oggi e da qualche tempo non presente, è Vittorio Rittatore, per il resto sempre accoglienze scherzose e ridanciane da parte di quasi tutti i gruppi piacentini (meno uno o forse due). Vorrei poi pagare il fotografo ufficiale del sito del Comitato Fiasp di Piacenza perché almeno in una circostanza io riesca ad essere immortalato, pensate che sto portando con me anche un simpaticissimo cane che attira l'attenzione di tutti, proprio tutti, tant'è vero che tutti sanno che si chiama Meletti Birillo, tranne il fotografo, che non mi immortala mai, neppure insieme al cane: sono l'unico a non aver mai avuto un posto in una foto su quel sito, neppure quando faccio lo speaker, che disdetta!!! Un paese, Casali di Morfasso, in bilico tra le provincie di Parma e Piacenza, ma perché non si fa per questa marcia anche l'iscrizione sul calendario parmense, vuoto da molti anni in occasione del ferragosto? Sicuramente in termini di iscrizioni e presenze ne trarrebbe giovamento la meritevole organizzazione. A dimostrazione dell'equilibrio tra Parma e Piacenza l'Assistenza Pubblica della vicinissima Bore (PR) si accolla l'assistenza sanitaria della manifestazione. Quest'oggi mi sono incamminato deciso, con l'approvazione di Birillo, sui sentieri e tra i boschi del percorso di 10 Km, questo nonostante io ed il mio figlioccio a quattro zampe avessimo già in carico ben tre percorsi di montagna piacentina, stupendi ma che lasciano decisamente il segno, come Calenzano di Bettola (venerdì 12), Aglio di Coli (sabato 13) e Marsaglia di Corte Brugnatella (domenica 14). Da sempre il paese di Casali, nel giorno di ferragosto, si anima con i tanti ritorni degli emigrati, fissi qui per tutto l'anno sono rimasti sì e no una cinquantina di residenti. Le caratteristiche sono quelle di ogni paesino delle nostre montagne, ai quali è difficile, il più delle volte addirittura impossibile, assegnare un'età, che comunque si dimostra alta in molte delle abitazioni, parzialmente ristrutturate ed adibite a residenze estive, in parte tenute curate, senza stravolgimenti, per ospitare gli abitanti fissi, ce n'è poi un'altra parte in ristrutturazione o in vendita, che così fungono da richiamo anche per coloro che con questa terra non hanno nessun legame affettivo, spinti solo dalla ricerca di climi più vivibili in questo periodo dell'anno. Stradine strette e contorte, disposte in marcato saliscendi, attraversano il paese, altre stradine, ancora più strette, vi confluiscono formando una specie di ragnatela. I segni della festa sono tangibili: le campane che chiamano a raccolta i fedeli per il particolare sacro appuntamento dell'Assunta, che assume anche le sembianze di un viaggio tra i ricordi d'infanzia in questo incontro tra vecchi amici e parenti. Per immaginare i rapporti di parentela basta guardare il monumento ai caduti, dove la stragrande maggioranza dei militi elencati si chiamano Casali, come molto spesso succede in montagna i nomi dei paesi coincidono con i cognomi di famiglie che li popolano in maggioranza. Altri segni della festa sono i profumi che riempiono le viuzze, quelli dei manicaretti che vengono preparati seguendo le ricette della tradizione, dagli ingredienti genuini, ma nessuno ha mai pensato di assegnare stelle di guide gastronomiche alla cultura ed alla tradizione culinaria che ancora riempie questi luoghi? Superato il paese scendiamo attraverso sentieri, qualcuno si ferma a riempire borsine di prugnoli selvatici, io spiego loro che stanno lavorando per niente non essendo essi ancora maturi, saranno pronti come minimo tra un mese e più, loro insistono convinti che la colorazione della preziosa bacca destinata a macerare in alcool e zucchero sia indicativa del grado di maturazione, credo proprio che alla fine dovranno buttare prugnoli, zucchero ed alcool rinunciando al bargnolino. Al di fuori del primo tratto di bosco, proprio di fronte al cimitero, entriamo nella strada asfaltata, che continua a scendere, arriveremo quasi in fondo alla vallata. Pensate che la vicina Bore è a 810 metri sul livello del mare, ben più basso è Casali, figuratevi dopo tutta questa discesa a quale livello saremo arrivati. Tutto questo per rendervi l'idea di quanto dovremo risalire per arrivare ai 1.031 metri del Passo Pelizzone. La salita inizia appena abbandoniamo l'asfalto, proprio dove Birillo inizierà a scorrazzare avanti e indietro con occhio attento a caprioli o altri animali di cui sente l'odore in consistente misura. La natura circonda il nostro passaggio, sono decisamente pochi i punti in cui si può osservare il panorama verso il basso, la fitta vegetazione ad alto fusto ce lo impedisce quasi sempre, l'unico punto di riferimento è la chiesa di Casali, le case che la circondano ed il parcheggio delle auto dei partecipanti, poste in un parcheggio in forte pendenza, tanto da farci apparire le nostre luccicanti auto come foglie di tabacco messe lì ordinatamente a seccare. Una piccola interruzione della boscaglia ci riporta su una strada asfaltata, proprio al punto di congiunzione tra essa ed il sentiero è posto il primo ristoro. Tenendo l'asfalto scenderemo leggermente, per i 10 Km ci aspetta un sentiero decisamente ripido alla nostra destra, mentre coloro che optano per i 6 scenderanno poco dopo verso Casali. Qualche piazzola erbosa, una volta adibite a pascoli, interrompe il consistente tratto boscoso, che comunque riprenderà presto e sempre molto fitto, Birillo continua imperterrito le sue scorribande avanti e indietro, per il momento sembra freschissimo, ma al ritorno a casa sul sedile posteriore vi garantisco che dormirà come un sasso.

Le montagne a cresta tutt'attorno non possono non farci pensare alla loro bellezza e alla loro maestosità, ma soprattutto agli immani sforzi che si sono accollati coloro che sono impegnati nell'Ecomaratona competitiva. L'uscita da questo bosco, dove troveremo il secondo ristoro, ci proietterà nella strada che ci porterà al Passo Pelizzone, lo superermo tenendo la strada principale, per poi ritornare a scendere, almeno fino al ridente specchio d'acqua, "macchiato" in parte da una distesa di larghe foglie verdi scure, costellate da fiori multicolori in quantità smisurata, pianta acquatica che tanto ricorda il fior di loto. Non si sale più, tra falsipiani e discese rientreremo nella strada che ci condurrà a Casali, più o meno all'altezza dell'ultimo chilometro.

Ci aspettano i funghi secchi del riconoscimento individuale e le premiazioni dei gruppi, da considerarsi estremamente valide, soprattutto alla luce dei soli 350 iscritti (in anni non lontani sono stati anche più del doppio), a cui vanno aggiunti i circa 170 impegnati nel massacrante percorso di 42,195 Km dell'Ecomaratona, che assorbiranno almeno parte delle risorse portate dai gruppi e dai partecipanti occasionali impegnati sui percorsi non competitivi.

Molti i partecipanti occasionali da paesi vicini oppure da queste parti in ferie: cosa ne sarà di loro con i regolamenti 2012 ed il modo di comportarsi da parte di qualsivoglia federazione per evitare un impatto che prevedo piuttosto doloroso? Ai posteri l'ardua sentenza e per le cui conseguenze ipotizzabili vi rimando ai miei pezzi sulla rubrica "Dialogando" del nostro sito. I gruppi premiati sono stati 20, i primi dei quali erano i seguenti: 1) Millepiedi Fiorenzuola d'Arda e Italpose Gossolengo con 46 iscritti, 3) Gruppo Casali con 42, 4) Dopolavoro Ferroviario Cremona con 23, 5) Marciatori Carpaneto con 22, 6) G.M. Gelindo Bordin Podenzano con 20, 7) Nati Stanchi Piacenza con 18. Una infelice contesa è seguita all'assegnazione del primo e del secondo premio, essendo primi a pari merito, a causa del rifiuto di uno dei due gruppi di decurtarsi il proprio cesto allo scopo di pareggiare il più possibile i due premi. Io credo che per questo dovesse intervenire l'organizzazione pareggiandoli o facendo un sorteggio, mettere i gruppi l'uno contro l'altro non va bene, anche se questa è la colpa specificatamente di uno di loro per mancata sportività.

 

Pagelle (voti da 4 a 10)

 

Percorsi: la montagna non stanca mai, neppure al quarto giorno consecutivo di marce su sentieri e tra boschi attraverso consistenti saliscendi. Voto 10 e lode

 

Servizi: occorreva molto personale per coprirli tutti, sia sull'Ecomaratona che sui quattro percorsi non competitivi, per ciò che mi riguarda tutto perfetto. Voto 10 e lode

 

Ristori: il minimo indispensabile sui percorsi, non so perché solo al primo ristoro il thè era imbevibile, mentre negli altri era ottimo. Si è aggiunto qualcosa all'arrivo a livello di frutta, anche se ogni vassoio di angurie, che arrivava al rallentatore, veniva velocemente vuotato da quelli che ci si trovavano più vicino, lasciando quelli un po' più indietro a bocca asciutta. Focaccia, biscotti e torte, a completare peschenoci affettate, acqua, thè e vino a bagnare il tutto. Voto 8

 

Riconoscimento individuale: i funghi secchi sono più che mai specchio del territorio, oltre che tradizione di questa marcia: un sacchetto da gr. 25 veniva consegnato a fronte di un'iscrizione da 4,50 €; 2 € per i soli ristori. Voto 9,5

 

Premiazioni gruppi: buone per le prime posizioni, un po' più spartane per le posizioni di rincalzo, cosa comunque figlia delle relativamente poche presenze. Voto 9

 

Germano Meletti

 

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