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30 settembre 2011 Quarto di Gossolengo (PC)

1ª Marciafuoriclasse

Org. Scuola Primaria Quarto

 

Marcia Fuori Classe o Marcia Fuoriclasse? La differenza sembra sottile, pur nella piena centratezza della denominazione, ma non lo è. Se parliamo di Marcia Fuori Classe è evidente che parliamo di qualche cosa fuori dalla classe, o addirittura fuori dalla scuola; se invece parliamo di Marcia Fuoriclasse è diverso, quando si parla di fuoriclasse intendiamo un campione, una cosa al di sopra della normalità, quante volte abbiamo definito fuoriclasse i nostri idoli protagonisti dell'italica pedata, o piloti impegnati nei rumoreggianti gran premi, o quant'altro sia sport popolare, quindi per evitare di farmi accusare di "partigianeria" dai dirigenti FIASP e per evitare fraintendimenti sul fatto di porre al di sopra della norma la marcia odierna, la chiamerò Fuori Classe, anche se tale definizione non è esatta. Tanto per battere ulteriormente il chiodo su eventuali (e troppo facili) accuse di "partigianeria", dirò a tutti voi lettori, occasionali o abituali che siate, che questa è la mia terza partecipazione ad una marcia del calendario Piacenzamarce (accidenti, mi si vuole proprio mettere in difficoltà: sarà Piacenza Marce o Piacenzamarce?), comunque affiliato CSI, le prime due sono state a Prato Ottesola (2010 e 2011), addirittura vi dico, che ci crediate o no, che in caso di concomitanze, ho sempre preferito partecipare a quelle del calendario parmense o piacentino, naturalmente in ottica FIASP. A questo punto la prima cosa che salta in mente, anche contro volontà, è quella di fare paragoni, del resto quante volte abbiamo letto: "...........meno male che a Piacenza c'è un Comitato FIASP che ci sa fare.......", quindi di per sé già facendo pensare a differenze, se poi pensiamo che la stessa persona, che si firmi Parsifal, Carlo Levi, Paola Tirelli o Massimigliano (non è colpa mia se lui è un cretino ed aggiunge una G che non c'entra) Donadio, doppiamente cretino perché alla Marcia al Castello di Vigoleno del 2010, elogiandola all'ennesima potenza (ma per quali qualità?) egli parla di organizzazione a cura del Comitato Piacenza Marce, intendendo però il comitato in cui rientrava, cioè il Comitato Marce FIASP Piacenza.

Andiamo ora ad evidenziare le differenze tra una marcia FIASP ed una CSI, premetto che io da sempre vado sostenendo che non è il marchio che si affibbia ad una camminata a farne la qualità, ma il cuore e la passione promulgati dell'organizzatore. Partiamo dal ritrovo: c'era il cortile della scuola organizzatrice ad ospitare i preliminari, come le iscrizioni, in modo assolutamente esauriente, proprio come sarebbe successo in una marcia FIASP. Si parte in un tratto di strada per l'occasione chiuso al traffico, come avrebbero fatto in una marcia FIASP; superiamo la chiesetta del paese, poco dopo un'altra chiesa, probabilmente sconsacrata, in un gruppo di abitazioni secolari. Intorno la campagna, forse un unico immenso podere, in conclusiva fase di aratura e preparazione alla semina, i pomodori inutilizzati sparsi qui e là a far funzione da concime, oltre ad alcuni rimorchi con marchi di ditte per la lavorazione degli stessi, ci fanno capire che quell'immensa superficie era coltivata con "l'oro rosso" delle nostre zone, anche in queste vedute sembrava proprio fosse una marcia FIASP. Ogni tanto incontravamo grosse corti, in autentico stile ottocentesco, di quelle che contenevano centinaia di persone, molti mestieri venivano svolti all'interno di questi enormi caseggiati, manco fosse una marcia FIASP a farceli vedere. Se ben ricordo erano ben cinque le corti che abbiamo lambito, sia prima di arrivare attraverso carraie alla periferia di Settima, altra frazione di Gossolengo, che dopo aver superato il centro abitato. In paese sono almeno tre i cantieri in essere per la costruzione di abitazioni, evidentemente qui la crisi non è ancora arrivata, o forse solo in parte; si sente martellare, al nostro passaggio i muratori dei vari cantieri interrompono il ritmo regolare delle loro battute e ci guardano incuriositi, sembrano dire: "Ma guarda quegli oltre 500 disgraziati che si permettono di correre o camminare in una marcia non FIASP". L'attraversamento di Settima ci porterà su una strada asfaltata dove devo legare Birillo, ormai non ci separiamo più, per il passaggio di alcune auto e mezzi diretti ai cantieri testé citati. A proposito: non ho detto a Birillo che questa non era una marcia FIASP, non avrei voluto che mi rifiutasse la partecipazione. Anche nelle marce CSI ci sono i ristori, il primo lo incontriamo appena lasciamo la strada dove ho tenuto Birillo al guinzaglio. Un vivaio posto circa 200 metri dopo il ristoro, espone la sua mercanzia; fanno bella mostra di sé varie decine di palme di diverse dimensioni, si vede che, per fortuna, qui non è arrivato il famigerato punteruolo rosso, parassita di quel tipo di alberi, ma sarebbero ugualmente riusciti a tenerlo lontano anche se la marcia odierna fosse stata una marcia FIASP? Si prosegue nella campagna che, anche qui, ha già dato quasi per intero per la corrente stagione ed in parte, stragrande maggioranza, in fase di preparazione per la prossima. Appezzamenti di terreno molto estesi, praticamente non si vedono case neppure in lontananza, evidentemente il tempo si è fermato da un paio di secoli, lasciando enormi estensioni da coltivare come quando quelle grandissime case coloniche erano abitate da centinaia di persone, tutte impiegate nel lavoro agricolo sulle proprietà di quelle tenute, o quanto meno lavori facenti parte dell'indotto, come, ad esempio, poteva essere il fabbro che riparava gli attrezzi, il meccanico doveva arrivare molto dopo, con l'avvento dei trattori ad inizio '900. Birillo scorrazza libero qua e là, non ha ancora capito che questa non è una marcia FIASP, anche se sembrano proprio uguali, lui si diverte un mondo a rincorrere i bambini della scuola organizzatrice impegnati nella camminata, qualcuno è accompagnato dalle mamme, che per l'occasione hanno formato un gruppo podistico, tutti vogliono avvicinare Birillo, qualcuno è un po' più timoroso, speriamo che nessuno gli sveli il terribile segreto, altrimenti s'incazza come una bestia. Al secondo ristoro aumentano i bambini con le mamme accompagnatrici, è proprio qui che ci ricongiungiamo con il percorso di 5 Km, interminabile davanti e dietro la fila dei bimbi della scuola, tutti riconoscibilissimi con fiammanti magliette rosso fuoco. Ancora un breve tratto d'asfalto poi ritorniamo su stradine sterrate per circa 2 Km, successivamente affrontiamo l'ultimo chilometro su asfalto, tutto è filato liscio come se fosse stata una marcia FIASP. Anzi no: da un attento esame del contapisciate di Birillo mi rendo conto che lui ha alzato la gambetta per 18 volte, in una marcia FIASP l'avrebbe fatto al massimo per 15; ha inoltre defecato 120 grammi di feci, 90 grammi e non di più sarebbero stati per una marcia FIASP, ecco dove ho trovato la differenza. Più di 500 i partecipanti

(367 paganti più almeno 150 bambini, questi ultimi iscritti gratuitamente), 12 i gruppi premiati per la seguente classifica: 1) Gruppo Mamme con 60 iscritte (notare il femminile), 2) G.M. Gelindo Bordin Podenzano con 37, 3) I Bipedi di Vigolzone e Italpose di Gossolengo con 36, 5) Marciatori Piacenza con 30, 6) Nati Stanchi Piacenza con 15, 7) G.S. Ottesola di Prato Ottesola di Lugagnano e Ginnic Club Piacenza con 11.

 

Pagelle (voti da 4 a 10)

 

Percorsi: graditissimi per il loro lungo snodarsi nella campagna, offrendo particolarità altrimenti non visibili, molto variegato e mai monotono il percorso. Voto 9

 

Servizi: tutto lo staff di Piacenzamarce ASD è sceso in campo per regolare il passaggio dei marciatori in funzione del, seppur poco, traffico veicolare. Voto 10

 

Ristori: nella norma i due sul percorso, forse si poteva pretendere di più da quello all'arrivo oltre ai biscotti, alle brioches, al thè e all'acqua. Voto 8

 

Riconoscimento individuale: una maglietta, seppur carica di significato per la circostanza, non rappresenta certamente un riconoscimento ambito al di fuori di coloro (bambini, genitori ed insegnanti) che sono legati alla scuola, io avrei proposto anche un'alternativa, magari anche una bottiglia di vino, tanto da proporre una scelta; 2 € era il costo per l'iscrizione con soli ristori e 5 € per il riconoscimento individuale. Voto 8

 

Premiazioni gruppi: anche questa voce potrebbe essere incrementata, soddisfacente comunque per la prima edizione, anche perché neppure i più ottimisti avrebbero immaginato una partecipazione superiore alle 500 unità. Voto 8.

 

Germano Meletti

 

 

 

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