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15 aprile 2012 -- Gossolengo (PC)

36ª MARCIA DEL GONFALONE

Org. G.S.M. Italpose

 

 

Sono veramente poche le mie partecipazioni alla Marcia del Gonfalone, credo di ricordare che questa sia solo la seconda. Lo sanno bene gli amici dell'Italpose che se sono stato poco presente è per impegni, naturalmente podistici, altrove, anche se i gruppi per cui porto lo scambio di partecipazione sono sempre stati rappresentati. Una pioggia torrenziale ha colpito Gossolengo nella nottata, lo strascico lo si vede chiaramente anche nel momento in cui giungo al ritrovo.

Già all'esterno dell'ospitale Palazzetto dello Sport sono in molti ad "assalirmi", "assalto"che prosegue anche all'interno, ma questa è un'altra storia e per essa vi rimando al mio pezzo "Parole in libertà" nella rubrica "Dialogando". Continua a piovere, per cui il riparo è sacrosanto e dà modo di vedere l'ampia disposizione di forze, mostrando fin dall'inizio delle iscrizioni una capacità organizzativa non comune. La fastidiosa pioggia non cessa e fa fermare a 650 i partecipanti, competitivi compresi, in quest'ultima opzione è penalizzante la concomitanza con Vivicittà. Di certo l'apparato organizzativo ed i percorsi sono più votati alla competizione, noi camminatori ne usufruiamo nel bene e nel male con un servizio da additare come esempio assoluto, ma ne risultano penalizzanti i percorsi, ammesso che il corto, da me percorso, non sia un percorso sostitutivo, praticamente come è successo ieri a Castione Marchesi. Gossolengo è ormai un paese satellite di Piacenza, uno di quei paesi dormitorio dove le poche attività che sono riuscite ad imporsi si contano sulle dita di una mano, la maggior parte si sta arrabattando nella crisi generale che sta attanagliando tutto, marce comprese. Il giro che copriamo è una passeggiata intorno al paese, che taglieremo nei quartieri periferici, per poi affrontare la campagna, che una volta sembrava facile preda del cemento che avanzava in continuazione, ma oggi si sta prendendo su di esso una forte rivincita. Non c'è traffico ed ogni angolo è largamente sotto controllo con un dispiegamento di forze degno di una tappa del Giro d'Italia.

Giove Pluvio continua a buttare acqua, solo quando sarà tutto finito ci sarà qualche breve pausa, nel frattempo ci immetteremo nella pista ciclopedonale che ci riporterà verso il centro di Gossolengo, che però eviteremo zigzagando nell'immediata periferia dove, prima del passaggio dei competitivi, viene bloccato il traffico. Questi ultimi faticheranno un po' nel percorrere la stretta tratta delimitata da new jersey, in quanto dovranno urlare ripetutamente per chiedere strada ai camminatori che anch'essi stanno percorrendo lo stretto passaggio, ma questa è solo una migliorabile goccia nel mare della perfezione organizzativa. Tante volte ho parlato di "rispetto del marciatore" e qui se ne ricava un'espressione di quelle più marcate, sopratutto nel ristoro: abbondanza assoluta di tutto (tartine al lardo, frittata, dolci, focaccia e molto altro), ma il tocco esclusivo lo si vedeva nella parte di ristoro verso la strada, stand interamente dedicato ai celiaci, sissignori, è la prima volta che mi capita di vedere qualcosa del genere, è una vera disdetta che la pioggia abbia tenuto lontano gli alunni delle scuole ed abbia costretto a rinviare questo "battesimo del fuoco". La classifica comprendeva 22 gruppi, per un totale di 650 iscritti, compresi i competitivi, nel seguente ordine: 1) G.M. Gelindo Bordin di Podenzano, 2) G.M. Pubblica Assistenza Busseto (PR), 3) I Bipedi di Vigolzone, 4) Millepiedi Fiorenzuola d'Arda, 5) Dopolavoro Ferroviario Cremona, 6) Ginnic Club Piacenza, 7) Andrea e i Corsari della Maratona di Pecorara, 8) Piedone di Mercore di Besenzone, 9) Pasotti Cucine di Broni (PV), 10) G.P. Bastellinmarcia di Bastelli di Fidenza (PR).

 

Pagelle (voti da 4 a 10)

 

Percorsi: il mio giudizio sarà abbastanza ristretto, anche perché non penso che il percorso breve, su cui ho camminato, rispecchia anche gli latri, se così fosse vuol dire che si è scelto di favorire i competitivi, anche se pensare di più ai non competitivi proponendo carraie e stradine di campagna, almeno in questa occasione sarebbe stato impossibile, data la pioggia battente. Voto 8

 

Servizi: il sigillo dell'Italpose è di quelli ben evidenti, una vera task force a presidiare ogni punto del percorso, compresa la Polizia Municipale a far da staffetta ai competitivi. Encomiabile anche l'ospitalità nell'accogliente palestra, dove hanno trovato comodamente posto tutti i servizi, ristoro escluso. Voto 10 e lode

 

Ristori: non ne ho incontrati lungo il percorso breve e non so quale consistenza avessero avuto quelli sugli altri percorsi. Il voto che darò andrà ad esclusivo merito dell'idea di installare anche un ristoro per affetti da celiachia, associato alla validissima consistenza del ristoro tradizionale. Voto 10

 

Riconoscimento individuale: la bottiglia di vino è abituale nel piacentino, mi ripeto: pur essendo sicuramente gradita, non rappresenta originalità, che è il particolare principale che abitualmente considero nella mia valutazione. Al costo di 2 € i soli ristori ed il panino con cicciolata o formaggio, il doppio per avere anche la bottiglia di vino. Voto 8

 

Premiazione gruppi: veramente valide, ricchi premi per tutti, anche per i gruppi nelle posizioni di rincalzo. Voto 10

 

P.S. Al momento di iniziare le premiazioni qualcuno, chissà perché, cercava Vittorio Rittatore per far fare a lui le premiazioni. Qualcun altro risponde: "E' già andato via". Altri lo rintracciano telefonicamente, sembra che fosse già sul Raccordo Anulare di Roma, ma lui non può perdere questi momenti, quindi inversione di marcia stile polizia americana dei telefilm ed in men che non si dica, si presenta all'interno dell'area delimitata per le premiazioni. Per fortuna non gli danno il microfono e lui rimane lì, immobile e silenzioso, a far la bella statuina, tanto che sembra che i rappresentanti di alcuni gruppi abbiano chiesto specificatamente quel trofeo a grandezza naturale che lo ritraeva. A quel punto l'organizzazione ha spiegato che quello non era un trofeo a grandezza naturale, era proprio lui, quindi siccome mangia come un bue e beve come un secchiaio, è rimasto lì, senza che nessuno lo scegliesse, speriamo che non ce lo propongano anche l'anno prossimo.

 

Germano Meletti

 

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