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11 giugno 2010 Caorso (PC)

11ª Marcia della 27ª Festa per il Po

Org. Associazione Pesca Sportiva El Belensei

 

Un venerdì di transizione, ormai gli appuntamenti podistici si infittiscono sempre più avvicinandoci all'estate, solo due giorni fa eravamo a San Damiano di Brugherio (MI), ora torniamo nei nostri territori e ci tuffiamo in una manifestazione per amanti del corri & mangia, o addirittura del corri, mangia & balla, tutto questo per dire dell'inserimento in una festa, come molto spesso accade nel piacentino, ma questa festa è decisamente al piano di sopra, non me ne vogliano gli altri organizzatori.

Prima di iscrivermi, arrivando nel piazzale della festa e del ritrovo, incontro molte persone che sorridono e fanno cenno al mio "racconto" spiritoso, almeno questo era il mio intento, della marcia di beneficenza del venerdì precedente a Piacenza, solo uno dice che io sia stato troppo pesante, io credo di no, anche perché quelle persone contro cui io ho puntato il dito (in modo motivato) sono quelle che, senza motivo e per molto meno, non mi rivolgono la parola da alcuni anni, sono quelle che, quando hanno potuto, mi hanno negato la classifica, sono quelle che pretendono di far girare il mondo a loro piacimento, ma al tempo stesso non si rendono conto di quanto stia calando la loro popolarità, raramente ultimamente ho sentito parlar bene di loro, in ogni caso i miei racconti rispecchiano la nuda e cruda realtà, non ho bisogno di vendicare nulla, ma di raccontare sì, per fortuna che questi personaggi rappresentano solo una sparuta minoranza del sistema marce.

La distesa dei tavoli, quasi tutta al coperto, permette ai gruppi di espletare le loro pratiche senza metter mano alla propria attrezzatura, non siamo in tanti, alla fine circa 350, ma questo appuntamento ha ormai i suoi seguaci, non fosse altro che per la stupenda festa che ci aspetta per il dopo marcia.

Una partenza "rustica", girando intorno all'area occupata per la festa, poi giù verso il greto del torrente Chiavenna, riparato da una recinzione a staccionata in legno "made in casa", comunque carina (da questo deriva la mia definizione di "rustica"), si passa sotto la statale 10 e poi si risale e ci si immette sulla parallela al Chiavenna, che più avanti diventerà pista pedonale e ciclabile. Il Po è vicino e l'acqua ferma del fiumiciattolo, qui piuttosto largo, permette l'alloggio a varie imbarcazioni, sulla riva alcuni pescatori.

Ad un certo punto, sulla sinistra, incontriamo il depuratore in piena attività, con i suoi "oggetti galleggianti ben identificati", da non confondersi con gli UFO, cioè oggetti volanti non identificati, una visione non certo da cartolina, questo per noi che passiamo di qui una volta l'anno, ma soprattutto per gli abitanti di Caorso che in questi luoghi passeggiano praticamente ogni sera, a piedi o in bicicletta; basterebbe una recinzione con del verde per nascondere il tutto, solo piantando alcune piante, non importa di quale tipo, si coprirebbe questa cosa necessaria, ma certamente non da definire belvedere.

Passiamo sotto l'autostrada e continuiamo ad avere nel mirino il Chiavenna, che abbandoneremo solo quando ne scenderemo dall'argine, una stradina taglia in due i campi coltivati a pomodoro, la percorriamo fino a quando andrà ad incrociare la strada che porta alla dismessa centrale nucleare: Arturo, così venne battezzata, è lì che ci guarda, come un gigante ferito, che avrebbe voluto fare chissà cosa, ma nel momento del grande salto il famoso referendum per il nucleare ne decretò la cessazione dell'attività. Oggi ci sono ancora scorie radioattive da smaltire, oggi c'è ancora da lottare con la corrente dei pro e quella dei contro; io mi ritengo pro, ma prima qualcuno mi dovrebbe spiegare bene (non lo ha mai fatto nessuno) come si smaltiscono i residui della produzione, le cosiddette scorie, di energia elettrica con il nucleare. Oggi si parla molto di centrali a biomasse, ma nessuno le vuole perché maleodoranti; centrali a pannelli solari, ma nessuno le vuole perché ingombrano ed occupano spazio da sfruttare per l'agricoltura; centrali eoliche, ma nessuno le vuole perché deturpano l'ambiente; il sistema più vecchio, cioè quello delle centrali idroelettriche, potrebbe essere pericoloso per l'enorme quantità di acqua contenuta nell'invaso (il Vajont insegna); le centrali ad olio combustibile inquinano e sono ad alto costo, io una proposta ce l'avrei e metterebbe certamente tutti d'accordo: candele per illuminare e caminetti per riscaldare, proprio come una volta, forse questa soluzione accontenta tutti coloro che rifiutano ogni tipo di centrale sul loro territorio. Ci lasciamo Arturo sulla destra, così come il paesino di Zerbio, arricchitosi proprio grazie ad Arturo, così come buona parte di Caorso. Costeggeremo poi un canale fortemente arginato, lo superiamo ed incontriamo il punto acqua disposto sul percorso corto quasi ai piedi del cavalcavia sull'autostrada Piacenza-Brescia. La pista ciclopedonale successiva, tratto seguente a quello percorso in apertura, ci riporterà a costeggiare il Chiavenna, fino al ritorno nel piazzale ormai pronto per la festa, dove le cucine sono già in piena attività e l'orchestra sta finendo la fase di "riscaldamento" degli strumenti. Premiazioni per 18 gruppi, poi tutti con le gambe sotto il tavolo a gustare le specialità della Festa per il Po, sopratutto quelle a base di pesce, avevate dei dubbi?

Classifica gruppi: 1) Italpose Gossolengo, 2) Dopolavoro Ferroviario Cremona, 3) G.S. Gelindo Bordin Podenzano, 4) AVIS Caorso, 5) Bipedi Vigolzone, 6) Ginnic Club Piacenza, 7) Nati Stanchi Piacenza.

Pagelle (voti da 4 a 10)

Percorsi:non è che questo percorso esprima il massimo, al tempo stesso non è neppure dei peggiori. Voto 8

Servizi: si vede la mano dell'esperienza dell'AVIS Caorso nella predisposizione, praticamente perfetta, di ogni tipo di servizi, il volonteroso tuttofare Enzo Savoretti può tranquillamente rinnovare il contratto di supervisori agli effettivi dell'AVIS Caorso. Voto 10

Ristori: il "minimo sindacale" all'arrivo, solo un punto acqua sul percorso. Voto 7

Riconoscimento individuale: la classica bottiglia di vino con le ormai classiche quote di 2,00 € senza riconoscimento e 4,00 € con riconoscimento. Voto 7,5

Premiazioni gruppi: vino alla base di tutto, qualcosa in aggiunta per le prime posizioni. Voto 8,5

 

 

Germano Meletti

  

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