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Giuseppe (Pippo) Calcagnile ci ha lasciati

 

Come faccio a non ricordare un personaggio noto a tutti noi, appassionati delle marce “non competitive” si quelle veramente “non competitive”.

Quante cose si sono dette nel camminare, quante cose si sono scritte sul "Pungolo" rivista ideata da lui; quanti hanno condiviso e quanti non hanno condiviso quei pensieri, alcune volte provocatori.

Questo era Giuseppe Calcagnile, una persona allegra, sincera, schietta e nello stesso tempo con una grande passione e attaccamento alle “camminate-marce”, un mondo che cercava di difendere a rimanere semplice e pulito, lo faceva a modo suo, però bisogna darne atto che, faceva riflettere gli addetti ai lavori.

Ciao Giuseppe “Pungolaci” da lassù.

foto: premiazione del gruppo alla 1ª Camminata dei Tortlitti

 

Pietro Tanzarella

 

Lettera a Giuseppe Calcagnile  di Meletti Germano

 

Caro Pippo,

dove vai a correre domenica? Non Hai ancora deciso? Io so che certamente sarai vicino a me e a tutti coloro che ti hanno saputo apprezzare, non importa quanto saremo sparsi, ma tu sarai con tutti noi.

Cosa ricordo di te? Prima di tutto il tuo sorriso e la voglia di farlo apparire anche sulla bocca degli altri, poi gli sberleffi che ti sei fatto del male che ti ha assalito, addirittura sei venuto a Salsomaggiore il mattino seguente ad una forte nevicata, quel male che non ti ha vinto,che non ha spento il tuo sorriso. Lo sentivi, non riuscivi che a fare pochi chilometri, ma non ci hai mai voluto pensare. Bravo Pippo, hai vinto tu!

Ricordo quando quello ”spilungone” che sembrava uno sceriffo passo per caso da Castione Marchesi, era diretto a Bastelli per la “1ª Marcia dei Fontanili Memorial Michele Rossi”; era la prima volta che abbiamo approfondito un dialogo, prima era solo un “ciao”, ma carico di stima reciproca. Tu ti complimentasti con me per l’organizzazione, mi dicesti che per uno come te, abituato alla città, già gli bastava coricarsi sull’erba, all’ombra di un grosso albero e vicino ad una chiesetta di campagna, un’immagine che tu elogiasti, fino a dire che sarebbe bello che le marce ci facessero riscoprire questi luoghi.

Il “Pungolo”? una tua creatura, un tuo modo per migliorare questo nostro mondo in crisi, solo chi non ti ha mai voluto ascoltare ti ha contrariato.

Ci mancherai Pippo, ma ci basterà vedere una maglietta del Foto Garbi Pavia che immediatamente prenderanno forma nelle nostre menti i tuoi lineamenti, proprio come se tu fossi ancora lì, con il tuo cappello da cow boy, i tuoi passi lunghi, le tue battute, i tuoi sorrisi.

Ciao Pippo, non mi hai ancora detto dove vai a correre domenica, anzi, non dirmelo, tanto so che sarai certamente con me.

 

Germano Meletti

 

Castione Marchesi 7 marzo 2009

 

Lettera a un amico

 

Caro Pippo,

dopo che te ne sei andato l'altra sera, sfogliando l'album delle tue foto, come in un film mi sono tornati in mente tanti ricordi.

Quante avventure tu io e Wanda.

Si comincia a Viareggio poi Lantignano, Monte Rufeno, Collicello, Carmiano, Porto Cesareo, poi si tornava a casa per poter essere a Portogruaro.

Ma quello che più intrigava noi, era "il sentiero dei briganti" - Sole sete fame fatica - e il "cammino di Francesco" quanti santi e quante chiese mi hai fatto visitare.

Ma un sogno non l'abbiamo potuto realizzare te lo ricordi? "La strada di Benedetto" adesso noi senza di te non siamo in grado di finalizzarlo, per cui ti voglio chiedere un favore: siccome ora tu sei libero di camminare nei prati e boschi celesti, se puoi, fallo tu per noi, poi un giorno ce lo

racconterai.........

Grazie PIPPO

 

 

Ciao bimba, ciao bella bimba.

 

Questo era il tuo modo di presentarti alle marce, ogni volta che vedevi una donna alle iscrizioni, ai ristori o sul percorso, non contava l'età.

Volevi far capire quanto è importante stare insieme e socializzare con gli altri, anche con una battuta, per affrontare i problemi che questa società, sempre più complicata, ci impone.

E quanto sia indispensabile la persone in età, persona attiva quale tu eri, come parte integrante nella famiglia e nelle associazioni.

Tu hai girato il nostro territorio in lungo e in largo, esprimendo a pieni polmoni il tuo punto di vista e descrivendo quello che vedevi, molte volte con gli occhi del cuore che hanno una loro poesia.

Giudicando, criticando, ma sempre dando un contributo prezioso, con la tua conoscenza e la tua esperienza.

Volevi tutelari diritti e dare dignità al nostro movimento di TAPASCIONI, come ti piaceva autodefinirti e appellarci.

Le cartoline-fotografie, che tu hai inviato a tutti, specialmente a noi"BELLE BIMBE", ci faranno compagnia e non ci permetteranno mai di dimenticarti. Dandoci un po' della tua grande voglia di vivere.

 

 

 

 

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