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L’ ultimo scritto  di Fabrizio Olivi agli amici marciatori

 Volevo chiederti o Signore, quando mi accoglierai nel tuo regno, due cose umanissime.

X la prima :

di farmi vagare fra le tue montagne, su sentieri anche aspri, per giungere a vette non forzatamente inaccessibili e innevate, calpestare la soffice neve , senza pensare alla piccozza e ai ramponi, per ubertose valli fiorite di giunchiglie a primavera e di boschi ricolmi di ciclamini in autunno.

X la seconda :

era quella di farmi ritrovare gli amici marciatori che mi hanno preceduto e con loro fare delle lunghissime camminate, senza l’assillo del tempo massimo, del timbro e di altre amenità del genere . Poi ho pensato la nostra FIASP potrebbe essere giunta fino e Te e sono andato nel panico. . . . . .  

 

Il ricordo della moglie Lia :

Eri un marito dai mille misteri, volevi nascondermi il tuo soffrire .

L’ultima sera, come fosse l’ultima cena, il 2 Settembre 2010 alle ore 21, io e te abbiamo consumato l’ultimo pasto insieme all’ospedale, senza mai rivolgermi una parola, con gli occhi chiusi, mi hai fatto una linguaccia , era il tuo modo di dirmi addio.

Ciao compagno e amico di una vita, mi mancheranno tanto i tuoi abbracci e il tuo volermi far ridere ad ogni costo.

 

A  Fabrizio  Olivi

 E’ dal silenzio che nasce tutto ciò che vive e rimane.

Infatti è il silenzio che ci unisce all’universo  e all’infinito,

e’ la radice dell’esistenza e dell’equilibrio della vita,

il silenzio deve essere per le orecchie ciò che è la notte per gli occhi.

Così mi dicesti, quando dopo le OTTO ORE di Coreglia Antelminelli

ci accompagnasti all’inaugurazione del percorso circolare del Monte Procinto,

da te ideato e sostenuto con grande vigoria.

Eravamo un gioioso gruppo di amici, provenienti da varie province italiane,

che nonostante la giornata impervia volle sostenere l’ evento mirato a valorizzare

il tuo territorio.

In questi anni ci siamo spesso incontrati al tavolo dei timbri, dove tu eri sempre

prodigo di consigli per tutti..

 L’ultima volta che parlai con te fu alla scarpinata a Piano di Coreglia il 27 Giugno 2010,

quando ti chiesi come stavi mi dicesti :

“nella vita tutti possiamo venire travolti dagli eventi. Ma se qualcuno ci dà una mano, se gli altri non ci buttano via convinti che ormai non serviamo più, possiamo tornare a galla”.

 Eri un uomo dalle forti potenzialità, un apprezzato rappresentante del mondo podistico amatoriale toscano.

 Ciao caro Fabrizio, conserveremo sempre nel cuore il ricordo del tuo sorriso e del tuo

bel modo di accogliere  tutti i camminatori, anche se ultimamente eri rimasto solo,salutaci da lassù gli amici che ti hanno preceduto.

Renato e Angela

 

CIAO FABRIZIO

Un amico carissimo che guidava i nostri passi in toscana , in quel di Viareggio. Sempre disponibile con tutti, sempre presente nelle grandi manifestazioni. A Latignano , nella non dimenticata Due Giorni, che si svolgeva nel mese di luglio, tra i campi di girasoli nel caldo afoso, ci attendeva con pazienza, con un sorriso al tavolo della Fiasp . A Coreglia Antiminelli , e  in quella camminata che Il Gruppo di Latignano ha voluto rifare era presente ed ha camminata con noi, sereno e tranquillo, non volendo tediare gli altri, ha lottato fino alla fine aiutato dalla famiglia e dagli amici. Il 25 Aprile lo abbiamo incontrato ancora sorridente. Il 21 Agosto al telefono ci ha dato l’addio. E’ morto il 25 Agosto. Ti ricorderemo sempre  affacciato al tuo camper , per il saluto che ci Invierai da lassu’.

Wanda

 

Il saluto del fratello :

 Vorrei a nome mio e di tutta la famiglia ringraziare tutti quanti i convenuti, sia in chiesa,

 che in ospedale o a casa.

Voglio ringraziare i singoli, i gruppi, le associazioni, gli amici, gli ex collaboratori, i donatori

di sangue, i marciatori, i presepari e i montanari e via via . . . .  tutti coloro che hanno avuto

la pazienza di ascoltarlo, di assecondarlo e di seguirlo in tutto quanto ha riguardato le sue mille

passioni, i suoi mille interessi.

Grazie perché voi tutti  ci avete fatto conoscere chi era veramente l’Olivi, ciò che ha seminato

e quale sia la qualità del suo raccolto.

Grazie perché ci dimostrate che è possibile, nonostante tutto, vivere cristianamente  (anche se

a volte di questa parola forse ci vergogniamo un po’ tutti).

Grazie per la vostra solidarietà e affetto, grazie perché l’Olivi non è solo nel suo ultimo

viaggio (o scarpinata ?) e perché lo avete sorretto come pure aiutate noi.

Grazie a chi è stato impossibilitato a venire. Grazie a chi lo ha chiamato, abbracciato, baciato

e ha pianto accanto a lui e anche a chi ha fatto sacrifici per venirlo a trovare e salutare.

Portate le nostre scuse a chi non siamo stati in grado di informare ma siete tanti .

Ed ora speriamo che il nostro verniciatore dai mille interessi , riesca a dare al cielo una

pennellata di rosa o di angelico azzurro.

 

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