home

 

 

Ricordo di Walter Forlini

 

Eravamo ad Alseno alla Marcia AVIS, io venni chiamato all'ultimo secondo per fare lo speaker, mai prima questa era stata una mia marcia dal punto di vista oratorio, si vede che doveva essere un segno del destino. Appena prima di iniziare le premiazioni incontrai Cristian e Nora, ai quali chiesi il motivo dell'assenza di Walter, la risposta è stata di quelle che, quando le ricevi, vorresti sprofondare: "Walter se n'è andato, abbiamo fatto il funerale lunedì".

Forse nella mia mente si era formato inconsciamente, abbinato a Walter, un qualcosa che faceva pensare all'assunzione di elixir di lunga vita, ad una quasi immortalità, questo derivava dallo sberleffo che lui aveva fatto al male, curato e vinto, negli ultimi anni della sua vita. Ci voleva un infarto per rubarci quell'omone silenzioso, ma che quando apriva la bocca era diretto, ci voleva un infarto per gettare nello sconforto Nora e Cristian e tutti noi che l'abbiamo conosciuto. Nessuno ne sapeva nulla, dovevo dare al microfono la notizia, far passare il tutto sotto silenzio sarebbe stato delittuoso, lo feci con il solito minuto di raccoglimento, al termine del quale è scoccato un applauso caloroso e spontaneo come poche altre volte. Alta Val Nure e Bipedi erano i gruppi per i quali egli si prodigava, dopo vari anni trascorsi nel G.M. Gelindo Bordin. Ogni volta che lo dovevo premiare, nelle mie chiacchierate microfoniche, quando era il turno dell'Alta Val Nure, ho sempre definito lui ed i "suoi" Nora e Cristian rappresentanti dell'Alta e "larga" Val Nure, vista la stazza di tutti e tre, che non ha mai pesato nulla né a lui né ai suoi familiari, l'importante era sorridere. Fin da subito pensai di dedicargli un ricordo in questa nostra rubrica e fin da subito chiesi a Cristian una sua foto con cappello e mantello, dove tanto mi ricordava il Passatore, quel bandito romagnolo tra storia e leggenda, un abito che lo raffigurava in pieno: apparentemente scorbutico, ma appena lo conoscevi capivi che era tenero come una palla di burro al sole, proprio come il Passator Cortese ci viene raccontato dalla leggenda. Si dice che i migliori siano sempre i primi ad andarsene ed anche questa volta credo che tale detto sia più che mai centrato, a soli 62 anni ci hai lasciato troppo presto, caro Walter. E' un testimone pesante quello raccolto da Nora e Cristian e sono sicuro che tra vent'anni, quando li incontreremo alle marce, ci verrà istintivo chieder loro: "Ma non c'è Walter?". La risposta è e sarà sempre scontata: "Walter c'è!", silenzioso osservatore come sempre, amante delle marce come sempre, rispettoso degli amici come sempre. Ciao Walter, ci mancherai.

 

Germano Meletti

 

Castione Marchesi di Fidenza (PR) 17 agosto 201 

 

 

 

sei il visitatore n. Hit Counter